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La chiesa di San Basilio in via Magistretti

Tanto è piccola, quasi irriconoscibile, all’esterno (in confronto al Duomo di Crescenzago, cioè la chiesa di San Giuseppe dei Morenti, da cui discende), tanto è bella e preziosa all’interno, quasi uno scrigno di opere d’arte.

Nascosta tra le case dei lavoratori – venute su alla buona col lavoro domenicale e dei giorni liberi – la chiesa di San Basilio, situata in un luogo un tempo appartenuto alla cascina Faipò (dal nome di un generale napoleonico), fra prati, orti e cave di ghiaia, oggi sta all’incrocio di via Ponte Nuovo con via Asiago, esattamente in via Magistretti 1, via corta dedicata al medico chirurgo dell’Ospedale Maggiore.

La chiesa «progettata nel 1968 dall’arch. Agostino Del Corno, con semplicità di linee quasi utilitaristica – scriveva 30 anni fa Valentino De Carlo su Le strade di Milano (1991) – è caratterizzata da un tetto a capanna sormontato da un tiburio a pianta triangolare, con un interessante contrasto tra l’elemento decorativo del nudo mattone e la fascia di cemento».

Storia della chiesa e della parrocchia 

La parrocchia di San Basilio – raccontava il primo parroco don Attilio Melli – fu eretta con decreto 1° gennaio 1962 dall’arcivescovo Giovanni Battista Montini, su un territorio smembrato dalle parrocchie di San Giuseppe dei Morenti, Santa Maria Rossa in Crescenzago, Santa Teresa del Bambin Gesù in Gorla. La dedica a San Basilio è una estensione del Piano Montini, che aveva progettato di dedicare 22 chiese a 22 padri della Chiesa. San Basilio (329-379) è uno dei grandi padri della Chiesa Orientale.

La storia racconta che la prima provvisoria cappella venne ricavata in via Liscate, con l’aiuto dei Cavalieri di Malta, della parrocchia del SS. Redentore, e della parrocchia di San Giuseppe dei Morenti, che mandava ogni domenica un sacerdote a officiare la Messa festiva. Il sacerdote, don Attilio Melli, andava anche a benedire le case per tutto il mese di dicembre, così prendeva contatto con la popolazione, per la quale celebrò la prima Messa di Natale il 24 dicembre 1961. Pian piano la vita comunitaria prendeva avvio: primo funerale il 3 gennaio del 1962 e il 31 il primo matrimonio, il 4 febbraio il primo battesimo. 

Ma la cappella era priva di tutto. Per fare il catafalco del primo funerale, racconta don Attilio, fu necessario portare un tavolo da cucina e prendere in prestito dalla chiesa di San Giuseppe una croce astile.

L’Opera Bonomelli nel frattempo, volendo incoraggiare la costruzione della chiesa nel nuovo quartiere, donava circa 6000 mq di terreno in via Caroli, di cui 1600 mq coperti da capannoni. Si decise di lasciare quel terreno e i capannoni a disposizione dei giovani e di costruire la chiesa in un posto più centrale del quartiere. L’Oratorio di via Caroli 12 prenderà forma definitiva con la liberazione di tutti i capannoni e verrà inaugurato il 1° novembre 1967 con il nome di “Centro educativo sociale”. L’assistente dal 1973 era il vicario don Edoardo Canetta. Vi rimase fino al 1994, quando lasciò per la missione in Kazakistan. Da quel momento l’Oratorio rimarrà senza alcun assistente sacerdote, e verrà chiuso dalla Diocesi nel 2007: in seguito verrà dato in concessione a organizzazioni del volontariato e del terzo settore.

Nel 1963, invece, in collaborazione con l’ing. Carlo Galimberti, si firmava il compromesso per l’acquisto della vecchia cascina Faipò, collocata in una zona più centrale rispetto ai confini della parrocchia. Per la costruzione della chiesa – aggiunge don Attilio – si è dovuto attendere parecchio tempo perché innanzi tutto fu necessario trovare una sistemazione abitativa alle 76 famiglie che occupavano la cascina, operazione che si prolungò per 3 anni.   

Dopo che fu sgomberata e demolita la cascina Faipò, si diede avvio alla costruzione della nuova chiesa con il progetto dell’arch. Agostino Del Corno – nipote di don Giuseppe, fondatore della chiesa di San Giuseppe dei Morenti – e la benedizione della prima pietra effettuata il 14 giugno 1967 da mons. Ferraroni. La progettazione della chiesa da parte dell’arch. Del Corno, si rileva, “è stata indovinata, grazie a lui tutte le persone che entrano nella nostra chiesa, preti e laici, dicono che è bella e molto funzionale, cioè adatta alle esigenze del culto”. Il progetto venne inviato a tutte le famiglie del quartiere chiedendo un sostegno economico. 1400 famiglie risposero all’appello con un proprio contributo.

Mentre procedevano i lavori della costruzione, si utilizzavano le strutture della nuova chiesa, che verrà benedetta il 26 settembre 1968 e inaugurata dal cardinale Giovanni Colombo con la celebrazione della Messa. Dieci anni dopo sarà consacrata solennemente dallo stesso Colombo.

Nell’anno dell’inaugurazione della chiesa, i signori Rosanna e Carlo Galimberti, per onorare la memoria dei propri genitori, offrivano alla parrocchia la Scuola Materna parrocchiale di via Magistretti 5, che aprì l’attività il 14 giugno 1969 con le Suore del Preziosissimo Sangue.

Il parroco fondatore della chiesa, don Attilio Melli, rimase nell’incarico dal 1° gennaio 1962 al 1993, restando poi in parrocchia come residente. Nato nel 1917, ordinato sacerdote nel 1941, morì il 7 giugno 2009.

Gli successe dal 1° agosto 1993 al 2005 don Livio Aretusi (morto nel 2013). Seguì come parroco don Francesco Airoldi, che però nel 2007 partirà come “fidei donum” per lo Zambia. Venne sostituito nel 2007 da don Mario Maggioni, coadiuvato da don Fabio Fossati fino al 2020. Don Maggioni era già partito da qualche anno. 

Dalla metà del 2008 è presente in San Basilio una piccola Comunità di Suore Comboniane, che si occupano anche di un servizio di scuola di Italiano per migranti.

Dal 1° settembre 2010 la chiesa è inserita nella Comunità Pastorale Piccoli Martiri Innocenti che include le chiese di San Basilio e di Santa Teresa del Bambin Gesù, sotto la direzione del parroco di Gorla, don Adriano Castagna, sostituito nel 2019 da don Paolo Gessaga. Dal 1° ottobre 2020 la parrocchia di San Basilio è diretta da don Renzo Marnati, vicario parrocchiale della Comunità Pastorale. 

Le opere d’arte più significative

Come ama ripetere don Renzo, in questa chiesa si vede l’impronta di una grande artista, prolifico costruttore di chiese e opere d’arte cristiane, il francescano padre Costantino Ruggeri (1925-2007), dell’Ordine dei Frati Minori di Pavia. Definito da alcuni “architetto di Dio”, è colui che ha realizzato l’interno di San Basilio contemporaneamente alla realizzazione del nuovo artistico altare di San Giuseppe dei Morenti (1972).

Fra le opere di fra Costantino Ruggeri nella chiesa di San Basilio, ricordiamo: l’altare (1971), dove la mensa è un blocco unico di serizzo del peso di 54 quintali; il Battistero (1973): realizzazione moderna su concetto antico, con una vasca del diametro di due metri; a tutto ciò si è aggiunta un’àncora autentica, alta 1,5 m, simbolo di salvezza; la Via Crucis concepita in una successione di formelle in bronzo, rappresentanti i momenti salienti della storia della salvezza; la grande vetrata di 33 mq nella parete di fronte all’altare che porta all’interno una luminosità tutta particolare; il mosaico di San Basilio, inaugurato il 14 giugno 1979, in occasione del XVI centenario della morte del santo (379); la Croce sovrastante l’altare, in bronzo, del peso di 3 quintali.Altre opere significative sono la Cappella invernale, inaugurata l’8 dicembre 1980, con altare in ferro battuto; la Croce sul sagrato, costituita da una colonna in marmo rosa di Baveno con in cima una croce in ferro battuto degli inizi del 1800; il salone parrocchiale ricavato nel seminterrato con 314 posti a sedere; pure nel seminterrato sono ricavate 

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