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martedì, 29 Novembre 2022
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Il monumento ai Piccoli Martiri di Gorla

Il monumento, il cui autore è Remo Brioschi, è costituito da un gruppo scultoreo in bronzo con una madre che sorregge il corpo di un bambino. Alle spalle della figura femminile una struttura architettonica in granito con l’iscrizione «Ecco la guerra», seguita dalla data 20-X-1944 e dalla raffigurazione di un aereo che sgancia una bomba su un edificio.

Alla base è presente l’iscrizione: 

Il popolo
piange duecento bambini
uccisi dalla guerra
qui nella loro scuola
con i loro maestri
20 ottobre 1944

Diventerà monumento nazionale

La Giunta del Comune di Milano ha deliberato il riconoscimento del Monumento ai Piccoli Martiri di Gorla quale monumento nazionale e ha trasmesso l’atto alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano. È un importante risultato al quale ha contribuito con le sue azioni e pressioni anche il “Comitato promotore per il riconoscimento del Monumento-Sacrario delle vittime innocenti della strage di Gorla come Monumento nazionale”.

Il Comitato si era dato anche come obiettivo ideale di “valorizzare il ricordo delle vittime non solo in funzione commemorativa, ma anche come monito operante per l’eliminazione delle guerre, intese come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

La sua costituzione risale allo scorso an­no, ma acquista oggi ancor più un valore di grande attualità, sia per il gravissimo conflitto in Ucraina, sia per le tante guerre tristemente in svolgimento sul nostro pianeta.

La strage nella scuola elementare Crispi di Gorla

Come è noto, nel corso della seconda guerra mondiale, il mattino del 20 ottobre 1944, dall’aeroporto di Castelluccio dei Sauri, vicino a Foggia, decollarono i 36 bombardieri “B-24” con il compito di distruggere gli stabilimenti della Bre­da di Sesto San Giovanni.

Per errore del comando aereo americano, alle ore 11.29 gli abitati di Gorla e Precotto furono investiti da quasi 80 tonnellate di esplosivo. La maggior parte delle bombe raggiunse il quartiere di Gorla: i danni furono ingenti e numerose le vittime. Uno degli ordigni, fatalmente, centrò il vano scale della scuola elementare “Francesco Crispi”, proprio mentre bambini e personale scolastico stavano scendendo per raggiungere il rifugio sotterraneo dell’edificio; morirono 184 bambini, Gorla perse un’intera generazione, 14 insegnanti, la direttrice della scuola, Isabella Tagliabue, 4 bidelli e un’assistente sanitaria.

Nella città di Milano, in quel 20 ottobre, vi furono 614 vittime estratte dalle macerie, oltre ad alcune centinaia di feriti.

Il monumento ai Piccoli Martiri di Gorla

Ricordo di Giancarlo Novara

È scomparso nello scorso mese di luglio all’età di 85 anni Giancarlo Novara, uno dei Custodi della Memoria della strage di Gorla. Nel 1944, da bambino, viveva nel nostro quartiere, in via Tofane, e frequentava la terza elementare nella scuola Francesco Crispi. Alle 11.27 del 20 ottobre 1944, una bomba sganciata da uno degli aerei statunitensi del “451° Bomb Group” destinata agli stabilimenti Breda di Sesto San Giovanni, centrò invece la scuola del quartiere, distruggendo anche il rifugio antiaereo dove le maestre avevano portato gli alunni. Fu una strage di bimbi: ne morirono 184.

Con loro persero la vita altre 19 persone, tra cui la direttrice, gli Insegnanti e tutto il personale scolastico. Giancarlo invece, come raccontava nelle sue numerose testimonianze, si salvò. A causa del crollo rimase sotto le macerie e perse conoscenza: i soccorritori lo credettero morto e lo spostarono tra le vittime.

Fortunatamente Il sacerdote chiamato a benedire le piccole salme si accorse che Giancarlo respirava ancora. Trasportato in ospedale, dopo un periodo di degenza, si ristabilì completamente. Anche dopo il trasferimento a Sesto San Giovanni, non dimenticò mai i suoi piccoli compagni di classe, battendosi insieme a Graziella Ghisalberti, Sergio Francescatti, Maria Luisa Rumi e Giuliano Lazzaroni, rari sopravvissuti a quel giorno, perché la Memoria dei Piccoli Martiri di Gorla fosse sempre onorata, e perché la verità, l’errore degli Alleati, venisse riconosciuta.

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