Percorrendo il corso Garibaldi a Milano, troviamo una via laterale intitolata a Laura Solera Mantegazza. La curiosità si accende subito e andiamo quindi a leggere la sua storia per capire che cosa ha fatto di così importante per essere ricordata con una strada milanese.
Laura Solera nasce a Milano nel 1813 in una famiglia borghese, figlia un avvocato antiaustriaco in buone condizioni economiche. A diciassette anni sposa Giovanni Battista Mantegazza, più vecchio di vent’anni, figlio del Podestà di Monza. Il matrimonio non nasce da una libera scelta ma risulta deciso e combinato dal tutore al quale Laura era stata affidata dal padre, costretto a rifugiarsi in Svizzera, non si sa bene per quale motivo, dopo la morte della madre. Laura si trasferisce a Monza e ci resta fino al 1836. Dal matrimonio nascono tre figli, il primogenito Paolo nel 1831, poi Costanza circa un anno dopo e, ultimo nel 1837, Emilio.
Non risulta essere stato un matrimonio felice. Il figlio Paolo descriverà la madre come “una donna di sentimenti delicatissimi, di ingegno non volgare, bella e piuttosto ricca, maritata ad un uomo…di sentimenti triviali, di ingegno volgare e spiantato. Questo disaccordo rende infelice la vita di mia madre, ella che si sarebbe accontentata di molto poco”. Del padre scriverà “mio padre mi ha dato la vita; ma in ciò non fece alcun sacrifizio; anzi non mi diede né cuore, né ingegno; che il po’ che posseggo è dono di mia madre; dal momento ch’io vissi non imparai nulla da mio padre; tutto ebbi da mia madre: ora, che bene devo volere io a mio padre?”.

A Monza Laura si dedica personalmente all’istruzione iniziale dei figli, insegnando loro a leggere e scrivere, ma decide poi di tornare col figlio Paolo a Milano. Lo stesso Paolo scrive che la madre stava benissimo a Monza, molto amata e stimata ma aveva deciso di trasferirsi a Milano per dare al figlio una migliore e più approfondita istruzione. Le caratteristiche più evidenti della personalità di Laura sono un profondo interesse per l’istruzione, un fervente patriottismo e un grande sensibilità sociale. Proprio queste sue caratteristiche la portano a rinunciare all’amore, che riversa invece sui suoi figli e ad impegnarsi per il riscatto della sua Patria. Si interessa attivamente all’emancipazione delle fanciulle povere, che hanno bisogno di educazione e consapevolezza, per conquistare una autonomia che le renda più indipendenti dagli uomini di casa, padri o mariti, spesso ignoranti e violenti.
Nella società dell’epoca incomincia a farsi strada l’idea di dare anche alle ragazze una preparazione culturale prima negata. Ad aiutare questa scelta gioca il giudizio negativo sulla cultura delle italiane espresso da molti stranieri, soprattutto inglesi, tra cui troviamo Ugo Foscolo, non inglese ma esule a Londra. Vengono impietosamente messe in luce pratiche in uso come la mancata istruzione, l’educazione oppressiva, i matrimoni combinati e le vocazioni forzate, oltre al nubilato come marchio negativo. Foscolo mette in rilievo le conseguenze pubbliche e politiche di tale condizione: “In un paese in cui, forse più generosamente che in ogni altro, la natura ha dotato le proprie figlie dei tesori della mente e del cuore affinché fossero madri di cittadini liberi e nutrici di patrioti, il cattivo governo e i conseguenti cattivi costumi le hanno rese così degeneri che la loro vita domestica corrompe ogni germe di virtù nei loro figli”.
La funzione della madre che alleva i propri figli per farli diventare cittadini e patrioti è un pensiero costante di Laura Solera, che si attiva per creare strutture che possano raggiungere i suoi obiettivi, aiutando le madri lavoratrici o in condizione di povertà ad accudire ai propri figli. Inizia nel 1850 con la fondazione del Pio Istituto di maternità per i bambini lattanti e slattati, uno dei primi nidi italiani, che accoglie i figli e le figlie delle lavoratrici durante i loro turni di lavoro e si propone di insegnare a queste ultime le regole di una nuova maternità virtuosa e patriottica.
Questa donna energica e abile promotrice di nobili cause è molto impegnata sul fronte del patriottismo. Uno dei suoi obiettivi è l’unità d’Italia e, per realizzare questo sogno, collabora con Mazzini e Garibaldi. Nel 1848, durante le Cinque Giornate, si occupa dei feriti raccogliendo soldi per le loro cure e organizzando un servizio di lettighe per il loro trasporto. Quando Radetzky vincitore rientrerà a Milano Laura Solera si vedrà costretta a fuggire in Piemonte, a Cannero nella villa di famiglia. Rientrerà a Milano solo nel 1850.
Nel 1862 Laura dà vita all’“Associazione di mutuo soccorso per le operaje”, presieduta da Garibaldi, finalizzata a dare un sostegno economico alle disoccupate, malate, incinte o troppo anziane per lavorare. Anche questa associazione si propone di educare le iscritte ad essere “buone madri”, che vuol dire prestare assistenza ai bambini ma crescendoli già come futuri cittadini. Si adopera anche per raccogliere fondi finalizzati al finanziamento della spedizione dei Mille e delle altre imprese militari di Garibaldi, che ospita nella sua villa di Cannero. Quando, ferito in Aspromonte, è detenuto a La Spezia, corre da lui rimanendogli vicina durante la detenzione.
L’800 è un secolo in cui l’industrializzazione è in rapida crescita ma il passaggio massiccio dal lavoro contadino all’attività nelle fabbriche produce un impatto peggiorativo sulla vita dei lavoratori e lavoratrici e, di ricaduta, anche sui figli. Si cercano però dei correttivi che tendono a far crescere la popolazione migliorandone le prestazioni e anche le condizioni di vita. Una iniziativa di grande interesse sociale ed economico è rappresentata dalla nascita, nel 1838, di una istituzione promossa dalla Camera di Commercio di Milano insieme ai più importanti commercianti e industriali milanesi, che si prefigge il fine di promuovere “l’incamminato progresso delle arti e de’ mestieri in Milano”. Questa istituzione, che in origine si chiamava Cassa d’Incoraggiamento d’Arti e mestieri, nel 1841 diventerà “Società di incoraggiamento d’Arti e Mestieri”1, ente di formazione finalizzato a favorire il perfezionamento tecnico della manifattura, sostenuta dall’idea che “il miglior modo di favorire l’industria è quello di illuminarla con l’istruzione”. L’Ente sviluppa attività di divulgazione culturale e promuove seminari e corsi in materie scientifiche come Chimica industriale, Fisica, Geometria e Meccanica. Carlo Cattaneo diventa relatore della Società, a cui darà un apporto inestimabile in termini di sviluppo e di rinnovamento della cultura scientifica. Cattaneo scriverà “il Sapere è l’unica forma di potere su cui si fonda l’autodeterminazione umana”. Considerato che questa istituzione è rivolta ai ragazzi, occorre provvedere a dare una formazione in campo lavorativo anche alle ragazze. Laura Solera Mantegazza fonda, negli anni ’70 dell’Ottocento, una scuola professionale femminile, che esiste tuttora e porta il suo nome, che si pone l’obiettivo di insegnare a bambine e adolescenti delle classi lavoratrici un mestiere e delle competenze che le tengano lontane dalle fabbriche, consentendo loro di poter fare anche le madri. Da quando è nata questa scuola, divenuta Fondazione con sede in via Ariberto 11 per volontà della Mantegazza, non ha mai smesso di istruire, educare e formare, secondo quanto indicato nello statuto originario, che conta ormai più di 150 anni, che recita così: “la Fondazione ha lo scopo di fornire, con insegnamenti teorici e pratici, l’attitudine ad esercitare un’arte o una professione, accompagnando tale insegnamento con una buona educazione ed un’appropriata cultura generale…”
Abbiamo molto brevemente tratteggiato la personalità multiforme di una donna portatrice di valori determinanti per lo sviluppo della società ed in particolare per le donne, alle quali ha aperto orizzonti che hanno migliorato, e in molti casi cambiato, la loro vita.
Femminista? Laura Solera non ha bisogno di etichette. È stata certamente una donna animata da un forte spirito patriottico e un modello di filantropia. Ha dato tutta sé stessa per i suoi ideali, fino alla morte avvenuta nel 1873, a soli 60 anni. Il motto di Laura: “l’origine del male sta nell’ignoranza e il rimedio nella diffusione della cultura popolare. Lasciare negletta l’istruzione della donna è come trascurare quella della famiglia di cui la donna è la base”.
1) S.I.A.M. 1838, con sede in via Santa Marta 18, oggi ente accreditato presso la Regione Lombardia per l’erogazione di corsi di formazione professionale




