Abbiamo incontrato Stefano Costa, assessore Verde, Ambiente e transizione ecologica; Arredo urbano; Tutela degli animali; Commercio ed artigianato; Antimafia, per rivolgergli alcune domande riguardo il suo lavoro nel Municipio 2.
Partiamo con un ricordo del tuo predecessore prematuramente scomparso 3 anni fa Giancarlo Aprea.
«Ricordare Giancarlo Aprea credo sia il modo migliore per iniziare questa intervista e per questo voglio anche ringraziare la redazione di Noi Zona 2. Con il Gianca siamo entrati insieme nei Verdi nel 1986, eravamo colleghi all’ITSOS di via Pace e da subito abbiamo costruito un rapporto di amicizia che negli anni si è consolidato, un’amicizia fraterna che andava al di là del nostro impegno comune a livello politico. Giancarlo era molto contento di fare l’assessore in Municipio 2 per lui era il compimento di un impegno decennale su temi che riguardano un territorio che lui conosceva a menadito per usare un termine in disuso, ma che può dare l’idea. Quando è venuto a mancare, per me e per la comunità dei verdi è stato un colpo al cuore, era molto amato dai giovani arrivati nel partito sull’onda della crisi climatica, che lo vedevano come un esempio, per loro non era l’assessore Aprea ma il Gianca, capace di stare con loro a organizzare eventi e iniziative. A lui i giovani e gli attivisti del partito hanno voluto dedicare la nuova sede dei verdi milanesi».
Stefano Costa nella vita prima di diventare assessore.
«Mi sono sempre occupato di ecologia e diritti umani, in Amnesty International da ragazzo mi sono formato rispetto ai temi della tutela dei diritti umani, nei verdi e nelle Associazioni ambientaliste come Legambiente ho capito quanto sia importante vederci all’interno di un ecosistema insieme a tutti gli esseri e organismi viventi. Fare l’assessore non rientrava nei miei piani, quando il Gianca ci ha lasciati, i verdi mi hanno chiesto di sostituirlo nel Municipio 2, dove avevamo spesso lavorato insieme, anche in onore del Gianca non potevo che portare avanti il suo lavoro».

Quali sono le difficoltà che hai incontrato nel tuo nuovo ruolo?
«All’inizio pensavo fosse più facile proporre progetti per poi realizzarli, invece mi sono reso conto che il lavoro è più quotidiano, ancora troppo legato alle emergenze, di routine mi vien da dire, ma voglio essere positivo e pensare che quanto stiamo facendo ha un impatto più generale per migliorare la nostra città.
Non ho trovato grandi difficoltà con il presidente Simone Locatelli e le due colleghe Arianna Curti e Donatella Ronchi, abbiamo trovato una buona sintonia e intesa di lavoro e anche con gli uffici c’è un rapporto molto costruttivo e positivo, come con i rispettivi assessorati comunali legati alle mie deleghe».
Sei stato dal 2011 al 2016 presidente Commissione Coesione Sociale, Inclusione e Sicurezza e vicepresidente della Commissione Verde nella consiliatura che ha avuto come presidente Mario Villa: Che differenza trovi tra gli attuali Municipi e le vecchie zone?
«Oggi i Municipi hanno qualche potere in più ma non li ritengo ancora delle istituzioni compiute, si dovrebbe guardare forse a esperienze come in altre grandi città europee. In fondo anche i presidenti delle vecchie commissioni dei consigli di zona erano dei piccoli assessori, senza economie a disposizione, ma per assurdo si riuscivano a fare anche iniziative che partivano dal basso come quando con la mia commissione e il presidente Mario Villa abbiamo fatto le prime assemblee di prossimità sulla sicurezza con comitati e forze di polizia, oppure i tavoli sulla coesione sociale sul disagio abitativo in via Padova. Oggi ci sono più poteri esecutivi in mano alla giunta e questo sicuramente rende le decisioni più veloci e concrete, ma credo che i municipi si debbano ancora migliorare decentrando ancora di più a loro responsabilità e risorse».
In particolare, la partecipazione dei cittadini è aumentata o diminuita?
«Ho la sensazione che sia diminuita, ma non penso sia colpa dell’organizzazione dei Municipi, credo che il Covid abbia avuto un ruolo, facendo perdere il senso di comunità e portando le persone a isolarsi, oggi la maggior parte degli incontri sono online e questo a parer mio non aiuta. Come Municipio comunque abbiamo indetto una serie d’incontri nei quartieri per discutere direttamente con i cittadini delle problematiche, dopo i quartieri di Adriano, Precotto, Turro, andremo presto in via Padova. Se ci sono problematiche come quelle del mercato comunale che sta per essere riqualificato e quindi chiudere per diverso tempo, come Municipio abbiamo pensato giusto promuovere un incontro con Assessorato al Commercio e SOGEMI per informare i cittadini di cosa accadrà, dei tempi e del fatto che il mercato comunale dovrà rimanere popolare e di prossimità. Da parte del Municipio 2 rimane una priorità il coinvolgimento dei suoi cittadini, ci sono ad esempio molti patti di collaborazione legati in particolare ai temi della gestione del verde e degli spazi pubblici».
Quali sono le tue priorità in questo scorso di consiliatura?
«Le priorità sono recuperare e tutelare il verde e quando non lo è, renderlo fruibile, cercare di far ripiantumare tutti gli alberi persi per i fenomeni dei cambiamenti climatici o perché ammalorati, ma anche trovare spazi per nuove piantumazioni, il nostro Municipio è quello con meno verde ad abitante e non a caso con più isole di calore e inquinamento atmosferico e Milano non è che stia molto meglio. Ci vorrebbero scelte più coraggiose a livello cittadino e di area metropolitana con una mobilità basata solo sui mezzi pubblici e le due ruote, e l’uso dell’auto solo per necessità. Ma la nostra classe politica non è ancora matura per scelte che possono sembrare impopolari, ma che invece salverebbero tante vite umane da decessi e patologie legate all’inquinamento e si migliorerebbe notevolmente la qualità della vita in città. Uno dei lavori più importanti che stiamo portando avanti è quello del recupero della sponda nord della Martesana, con aree come ad esempio la vecchia Rizzi-Inox o di via San Mamete 64. Non voglio dimenticare le altre deleghe: dobbiamo cercare nuove aree pedonali come via Dal Pozzo Toscanelli e via Beroldo e deve continuare la riqualificazione di via Padova con nuove piante e arredo urbano. Sull’antimafia stiamo lavorando molto con le scuole ed è appena partito un progetto con opere d’arte confiscate alla mafia in collaborazione con il Municipio 3 “Con l’arte per la legalità” che coinvolge il Liceo Artistico Caravaggio e altre scuole».
La situazione del verde pubblico: la gestione di fatto è stata internalizzata con l’affidamento a MM: che aspettative ci sono?
È da inizio mandato che l’assessore Comunale Grandi prova a migliorare cambiando la gestione del patrimonio del verde pubblico che risultava essere problematica, ora finalmente MM avrà la conduzione per i prossimi 25 anni, si tratta di 18 milioni di mq tra parchi, giardini, aiuole, alberature, aree cani e aree gioco, quindi ci sono grandi aspettative».
E la pulizia del suolo con il problema molto sentito dell’abbandono dei rifiuti.
«Non avrei mai pensato che il problema dell’abbandono dei rifiuti potesse diventare nel mio Assessorato una delle priorità che mi porta via più tempo ed energie, da dopo il Covid è scoppiato questo fenomeno difficile da contrastare dell’abbandono dei rifiuti domestici, sia per il fenomeno del “littering” (piccoli rifiuti) sia per l’abbandono d’ingombranti e sacchetti accanto ai cassonetti, è come se una piccola percentuale di cittadini si stia rifiutando di fare la raccolta differenziata e quindi pensa di poter gettare per strada i sacchetti che sarebbero da mettere nei cestoni condominiali della raccolta differenziata. Basta un cittadino incivile su 100 per rendere la situazione problematica. È un fenomeno di tutte le grandi città e non solo italiane. Come municipio, sul tema faremo partire un tavolo di lavoro con AMSA, Assessorato all’Ambiente, alla sicurezza e polizia locale. Con AMSA abbiamo fatto dei sopralluoghi in alcune delle zone più problematiche per migliorare i servizi, con alcuni accorgimenti e azioni, ma credo che ciò che deve cambiare è la percezione dei cittadini “l’abbandono dei rifiuti comporta multe salate ed è un reato penale”. Fare la raccolta differenziata vuol dire occuparsi del nostro pianeta, riducendo la quantità di rifiuti che va in discarica e permette di recuperare risorse preziose, risparmiando materie prime, acqua ed energia. In via Arquà con l’Associazione di via è stata fatta una campagna informativa nei condomini e fra i cittadini, in alcune vie e marciapiedi prima punti di abbandono di rifiuti ingombranti, con interventi d’arte pubblica la situazione è migliorata».




