La fervida fantasia di Giuseppe Carfagno, autore di numerosi romanzi e racconti, molti dei quali ambientati nell’ambito territoriale del Municipio 2 di Milano, questa volta si cimenta con un “giallo” tra il surreale e la probabilità teorica di un’incruenta e abile rapina nella prestigiosa e più sicura istituzione pubblica: la Banca d’Italia, sede centrale di Milano.
La fluidità del racconto scorre piacevolmente con un linguaggio familiare in un’ambientazione amichevole e complice, che tende a caratterizzare più che un “giallo”, di cui mantiene la tensione sul suo finale incerto, quella di una vivace e originale commedia all’italiana.
Protagonista è un gruppo di otto donne dipendenti della Banca d’Italia, che intendono vendicarsi contro la classe dirigente dell’istituto costituita da soli uomini, che non favorisce le carriere femminili rendendo austera e grigia, routinaria e molto formale, noiosa e senza fantasia la più importante istituzione finanziaria nazionale. Naturalmente, l’intesa tra le otto donne risulta essere l’elemento determinante del piano d’azione, che prevede di trafugare un ampio bottino di banconote, lingotti d’oro e qualche preziosissima opera d’arte pittorica. È previsto che il blitz si svolga in tempi rapidissimi (dodici minuti circa) attraversando un percorso sotterraneo per raggiungere il caveau della banca che si sviluppa tra la vicina caserma della Questura e un ingresso laterale della sede bancaria.
Viene curata una precisa e meticolosa attribuzione dei compiti per ognuna delle otto complici, viene individuato un primo nascondiglio della refurtiva prima della sua evasione all’estero. Tutto ciò senza usare qualsiasi arma e senza provocare un graffio a qualcuno, eppoi, ad operazione terminata, tornare alla normale e abituale attività lavorativa senza destare il minimo sospetto.
Tutta questa avventura parte dalla comunicazione verbale del direttore del personale della banca, che aveva radunato in una grande sala riunioni un rilevante numero di dipendenti, prevalentemente donne, che in buona parte nell’arco di un anno sarebbero stati sostituiti da un software (ossia da un algoritmo) a seguito dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il comprensibile shock conseguente aveva acuito il risentimento in particolare delle donne, già prevenute verso il management maschilista della banca, provocando sentimenti di vendetta e quindi fortemente irritate e preoccupate del loro futuro.
In questo testo l’autore inserisce indirettamente importanti e scottanti temi di attualità, che riguardano in particolare le donne: accenna alla sconvolgente introduzione dell’intelligenza artificiale e ai suoi possibili effetti; richiama l’ampio capitolo dell’inferiorità retributiva e di carriera delle donne nel mondo del lavoro; evidenzia i limiti dei sistemi di sicurezza rispetto all’acutezza geniale della fantasia femminile; sottolinea la solidarietà (parla di sorellanza) tra le donne quando decidono di coalizzarsi verso un obiettivo comune.
È un libro di piacevole lettura e molto originale nella sua tessitura.

Giuseppe Carfagno
La grande rapina alla Banca d’Italia
pagine 273
€ 18,00
2026
Edizioni il Ciliegio S.a.s.




