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Arte, cultura e solidarietà per la mensa degli ultimi

Intervista a Chiara Pelizzoni, presidente dell’Associazione Refettorio Ambrosiano di Greco.

di Marco Piccardi


Il refettorio Ambrosiano nasce nel 2015 – in occasione dell’Expo di Milano dedicato all’alimentazione – dalla ristrutturazione di un teatro abbandonato nel quartiere di Greco​. Il Refettorio è un’iniziativa della Caritas Ambrosiana, ideata da Massimo Bottura e Davide Rampello con l’obiettivo di offrire cibo a chi ne ha bisogno in un luogo bello e accogliente. 

Designer, artisti, artigiani e grandi aziende hanno generosamente contribuito alla realizzazione di un luogo che coniuga arte e solidarietà, dando ad un centinaio di persone senza dimora, poste ai margini della società, la possibilità di consumare la cena in un posto speciale che fa sentire accolti, in un clima di familiarità. Davanti all’ingresso è collocata “La porta dell’accoglienza”, opera di Mimmo Paladino, realizzata in due diverse versioni (l’altra è sull’isola di Lampedusa). 

Attraverso una rete di recupero delle eccedenze alimentari, il Refettorio cerca di contrastare l’abitudine allo spreco tipico del nostro stile di vita. Inoltre, sono stati stretti accordi per l’acquisto di prodotti alimentari a prezzo molto competitivo. Circa 25mila sono i pasti offerti in un anno.

Contestualmente alla nascita del Refettorio, è stata creata l’Associazione per il Refettorio Ambrosiano per integrare l’attività di mensa per i bisognosi con iniziative culturali aperte a tutti. 

Abbiamo incontrato Chiara Pelizzoni, giornalista di Famiglia Cristiana, attuale presidente dell’associazione. 

Ci racconta come è partita la vostra attività?

«L’idea è stata di don Giuliano Savina, al­lora parroco di Greco, di animare la nuova mensa anche culturalmente. Peraltro l’edificio, limitrofo alla chiesa parrocchiale, originariamente era un teatro. Così, d’accordo con Caritas, è nata l’associazione, con l’intento di promuovere la cultura della carità, in linea con i valori del Refettorio Ambrosiano, cioè l’accoglienza, la solidarietà e l’inclusione. Don Giuliano è stato il primo presidente dell’associazione. Poi, nel 2019, è stato nominato direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della CEI e i soci dell’associazione mi hanno nominato presidente. Il nuovo parroco di Greco è don Pino La Rosa, con cui collaboriamo. Tornando al 2015, le nostre attività partirono già nell’ottobre, pochi mesi dopo l’apertura della Mensa. Il primo spettacolo fu “La cena degli ultimi” del Teatro Officina e subito dopo ha avuto inizio il ciclo “Prendi il libro e mangia”, cene in chiave monastica per nutrire il corpo ma anche l’anima con letture e commenti su temi significativi. Gli eventi realizzati ad oggi sono circa 250, pur con gli stop dovuti alla pandemia». 

Come nascono le vostre iniziative e con quali presupposti?

«Ognuno dei sedici soci ha la sua competenza: c’è chi si occupa di scuola, chi di presentazioni di libri, chi di teatro, chi di musica, chi di cinema. La nostra proposta è quindi molto varia. Ogni estate ci riuniamo in assemblea e scegliamo un tema per la stagione successiva, traendo ispirazione dalle parole del Papa e dalla lettera pastorale dell’Arcivescovo. Quest’anno, ad esempio, il tema è “Artigiani di Pace”. A quel punto ciascuno dei soci fa delle proposte pertinenti che generalmente l’assemblea approva, a meno che i costi non siano eccessivi. È un’attività laica ma in sintonia con i valori del Refettorio e della Caritas. II pubblico è invitato a lasciare un contributo volontario e buona parte di quanto raccogliamo, al netto dei costi di organizzazione delle iniziative, va a Caritas per il funzionamento della mensa. Poi riceviamo delle donazioni, tramite il 5 per mille o attraverso il fundraising. Inoltre, otteniamo contributi partecipando a bandi del Comune o del Municipio 2». 

Vuole citarci qualche altro esempio di eventi fin qui organizzati? Io, da appassionato di musica, ricordo una serata con Gaetano Liguori e altre dedicate a De Andrè e Gaber…

«Abbiamo creato dei filoni ricorrenti: oltre a “Prendi il libro e mangia” (interrotto a causa della pandemia ma riprenderà a partire dal 2 aprile prossimo), “La settimana dell’albero”, incontri dedicati alla cultura ebraica e “La dodici ore”, eventi di lettura di testi sacri. Abbiamo organizzato cineforum e incontri con registi e, lo scorso anno, abbiamo avuto ospite l’alpinista-scrittore Paolo Cognetti con un docufilm girato durante le sue scalate e dal cui libro “Le otto montagne” (vincitore del Premio Strega) è stato tratto il recente omonimo film. Siamo stati capofila del progetto “Exit”, documentario di Stefano Sgarella sulle carceri e sulla cultura che rende liberi, con cui abbiamo partecipato alla Milano Movie Week. Abbiamo ospitato più volte il cabarettista Mike Diegoli e, lo scorso gennaio, lo spettacolo sul tema dell’ecumenismo “Aspettando Giona” di Macrò Maudit, con musiche tradizionali del Medio Oriente e kletzmer eseguite dal gruppo Karsilama. A febbraio Moni Ovadia ha partecipato ad un dialogo sul tema del valore tempo, mentre il gruppo musicale Fandujo con la cantante Paola Quagliata ha proposto un viaggio nella cultura sefardita».

Qualche anticipazione sulle prossime iniziative in programma?

«Una serata di cabaret, il 24 marzo con Alberto Clarizio, offre un’occasione di buonumore gradita dal nostro pubblico, con cui puntiamo di attirare anche giovani spettatori. Lo stesso vale per il concerto, ad aprile, del gruppo musicale Nolo che, già dal nome, richiama il quartiere a nord di Piazzale Loreto. Ad aprile ci sarà anche un progetto legato all’improvvisazione teatrale, in collaborazione con il Teatro Oscar. Poi a maggio, in occasione dei 150 anni dalla morte di Alessandro Manzoni, un evento sul tema del pane, inteso come nutrimento quotidiano, in collaborazione con la Biblioteca Braidense e del gruppo teatrale Alma Rosè. Il quartiere di Greco è uno dei luoghi dei Promessi Sposi: qui sostò Renzo quando venne a Milano. Tra i temi la fame, ma anche la guerra e le epidemie. 

Sempre a maggio, partecipiamo alla Milano Civil Week con eventi sui temi dell’ambiente, della salute e della cura. E poi ci sarà un laboratorio per cinque classi di una scuola elementare di Greco, basato sulla lettura di alcuni libri dello scrittore e pedagogista Roberto Morgese, più un incontro con l’autore stesso. Stiamo anche ipotizzando, con la parrocchia, un ciclo dedicato a famiglie e adolescenti.

Infine, il 2023 è il Centenario dell’annessione a Milano di Greco (e di altri ex-Comuni come Gorla e Precotto) e partecipiamo ad un progetto del Comune per approfondire la conoscenza di questi antichi borghi. Le iniziative sono gestite dal Teatro Officina che ha già realizzato interviste qui a Greco per un documentario che verrà presentato al Refettorio e reso disponibile a tutti da una specifica postazione». 

Per avere informazioni sui programmi dell’Associazione Refettorio Ambrosiano, e per sostenerne l’attività, consultare il sito www.perilrefettorio.it e la pagina facebook perilrefettorio. È anche possibile iscriversi alla newsletter mensile.

Per altre info sul Refettorio, tra cui tutti i nomi di aziende ed artisti che hanno contribuito alla sua realizzazione: www.refettorioambrosiano.it

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