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venerdì, 3 Febbraio 2023
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Teniamo alta la guardia

Il Covid circola ancora e, quest’anno, anche l’influenza stagionale non scherza.

Se il governo Conte ha gestito le prime ondate di pandemia da Covid con leggero ritardo – comprensibile vista l’eccezionalità e la novità della situazione –  ma complessivamente anche con un minimo di coscienza e rispetto per la salute dei cittadini, dobbiamo dire che anche il governo Draghi ha proseguito sulla stessa strada, giustamente infischiandosene di chi, specialmente durante le prime fasi della pandemia, avrebbe venduto tutto ciò che possedeva per una dose di un qualsiasi vaccino, per poi, smaltita la paura, scendere in piazza a difendere una fantomatica libertà della quale però è pronto a privarsi nel momento stesso in cui posta sui social i momenti più intimi della propria vita.

Scelte difficili che, bene o male, hanno dovuto fare an­che i conti con un’economia che rischiava di implodere in una crisi globale che avrebbe potuto far precipitare il mondo intero verso un destino per fortuna oggi inimmaginabile.

Meno bene si sono comportate le regioni (Lombardia a trazione Lega in testa) scontando al contempo il sistematico smantellamento dei presidi socio-sanitari sul ter­ritorio in favore dei grandi gruppi privati. Ma questa, come si dice, è un’altra storia.

Ora l’aria è cambiata, sono cambiati gli esponenti del governo, e sono proprio quelli che, ai tempi di Conte e Draghi, cavalcavano spesso il malcontento sulle chiusure degli esercizi pubblici e il solito malpancismo di chi ve­deva violate libertà che in realtà sarebbe più giusto definire egoismi.

Ecco allora che ci ritroviamo con il Covid ancora ben presente, anche se forse un po’ meno aggressivo, un sistema vaccinale del quale nessuno si preoccupa più che funzioni oppure no, gli ospedali che ancora scontano enormi ritardi nell’assistenza a malati di ogni tipo e liste d’attesa che nemmeno nel Terzo Mondo.

A quanto pare la lezione non è servita a niente, come si dice: sbagliare è umano, ma persevarare è diabolico. Infatti, nella manovra del governo Meloni ci sono sì due miliardi in più destinati alla sanità (che sono davvero una goccia nel mare), ma in gran parte andranno a coprire i maggiori costi energetici e l’acquisto di vaccini e farmaci anti Covid. Quindi si può dire che non c’è stato alcun stanziamento superiore agli anni precedenti.

Poi c’è la strategia di non fornire più i numeri giornalieri relativi a contagi e morti da Covid, ma con cadenza settimanale, come se nascondere la polvere sotto al tap­peto potesse far scomparire per magia anche il virus. D’altronde si doveva prestare orecchio a quella parte (tanta) di elettorato allergica a mascherine e limitazioni, ma attenzione, il Covid e, quest’anno, anche l’influenza stagionale non scherzano. Ecco perché, anche se quasi non se ne parla più, sarà importante vaccinarsi con la quarta dose e anche con il vaccino antinfluenzale.

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Numero 04-2022

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