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Sant’Angela Merici in via Cagliero

Nel consistente panorama che comprende le chiese dei quartieri Maggiolina e Villaggio dei Giornalisti (Sant’Angela Merici, Santa Maria Goretti, Santi Carlo e Vitale alle Abbadesse, chiesa del Dio vivente ecc.), appunteremo l’attenzione sulla chiesa di via Cagliero alla Maggiolina intitolata alla bresciana santa Angela Merici, fondatrice della Compagnia di sant’Orsola e delle scuole per l’educazione delle giovani fanciulle. Nata a Desenzano il 21 marzo 1474, morì a Brescia il 27 gennaio 1540, e fu proclamata santa da papa Pio VII il 24 maggio 1807.

La Chiesa Parrocchiale di Sant’Angela Merici 

Nel secondo dopoguerra, per fronteggiare la forte espansione demografica che caratterizzava la periferia urbana in quel periodo, il cardinale Montini ritenne di dover dare alla nuova popolazione del nord-est milanese la necessaria assistenza pastorale creando, fra le altre, la parrocchia e la chiesa di Santa Angela Merici, alla quale contribuì anche l’onorevole Enrico Mattei, che nella dedica alla santa voleva ricordare la madre Angela Galvani. 

La chiesa venne costruita negli anni 1957-59 su progetto dell’architetto Mario Baciocchi in una zona prospiciente il nascituro Villaggio dei Giornalisti, dove l’edilizia urbana rubava progressivamente terreno alla brughiera periferica, campo sterminato per i giochi infantili, ma dove la casa-palafitta dell’architetto Luigi Figini e le case-igloo dell’ingegner Mario Cavallè  erano già state costruite rispettivamente negli anni ’30 e a metà degli anni ’40.

La parrocchia venne affidata dal card. Montini alla Congregazione dei Padri Sacramentini di San Pier Giuliano Eymard, cui è dedicata una delle cappelle della chiesa; il primo parroco, padre Marco Latini, vi fece l’ingresso solenne nell’ottobre 1959.

L’esterno della chiesa 

L’esterno a capanna irregolare è contrassegnato da due croci, una sulla cuspide del tetto, l’altra sulla grande vetrata della facciata. Il rivestimento esterno è dato dal cotto “lavorato”, ovvero passato attraverso una particolare cottura dell’argilla, caratterizzato dal colore rosso amaranto.

Il Portale. Di particolare suggestione sono le quattro formelle del portale realizzate a bassorilievo da Francesca Pezzotti rievocanti motivi e decorazioni arabiche. Le ceramiche del portale rappresentano, a destra lo stemma del comune di Milano e quello del cardinale Colombo, a sinistra lo stemma dei Padri Sacramentini e quello del cardinale Montini.

L’interno 

Come entri in questa chiesa vieni colpito da due fattori tra loro inconciliabili: l’aura di spiritualità, silenzio, preghiera che vi aleggia; l’aspetto di assoluta modernità delle opere contrassegnata da artistiche particolarità. Delle quali parecchie sono state progettate dall’architetto Mario Baciocchi (come le 14 stazioni in bronzo della Via Crucis).

L’altare maggiore. Originalissimo è il presbiterio dove attirano l’attenzione le cuspidi del baldacchino progettato dal Baciocchi. L’altare, consacrato da Giovanni Colombo il 2 luglio 1961, conserva di particolare importanza le opere di Arnaldo e Giò Pomodoro: la croce bronzea, il tabernacolo, i candelabri e la mensa della celebrazione. L’altare in pietra rivolto verso i fedeli, con l’Ultima Cena sul lato maggiore e la Cena di Emmaus sul lato destro, è opera collettiva di Dante Maranta, Noè Florio, Bepi Modolo, e venne inaugurato nel 1984.

La vetrata, opera di János Hajnal (1913-2010) raffigura a sinistra il Cristo, a destra il Risorto che schiaccia la testa del diavolo-serpente.

Il fonte battesimale. Inaugurato nel 1965, è un dono di Anna Bonomi Bolchini, realizzato in marmo rosa dal Talacchini.

Alcune cappelline per lato caratterizzano le pareti laterali:

A sinistra, dopo il Battistero, troviamo la cappella dedicata a San Giuseppe, con vetrate sulla vita del santo opera di Amalia Panigati (1960), accompagnate dalle vetrate di sant’Antonio e santa Rita. Segue la cappella con altare della Madonna del santissimo Sacramento.

A destra, la cappella di san Pier Giuliano Eymard. Nell’ambiente dedicato al fondatore dei Padri Sacramentini, il cui altare venne consacrato dal cardinale Montini nel 1963, pochi mesi prima di venire eletto pontefice, hanno lavorato il pittore Bepi Modolo sull’affresco principale del santo e sulle vetrate dei confessionali, lo scultore Aldo Giaretta sulle opere rappresentanti scene dell’Antico e Nuovo Testamento, l’orafo Creperio sul reliquiario del santo. 

Il fondatore dei Padri Sacramentini, Giuliano Eymard (nato in Francia nel 1811, morto nel 1848), ordinato sacerdote nel 1834, fondò la Congregazione del santissimo Sacramento nel 1856, con il fine specifico di formare un gruppo di sacerdoti e monache dediti al culto eucaristico. Venne canonizzato da papa Giovanni XXIII nel 1962.

La seconda cappella di destra, opera originalissima dedicata alla comunione dei Santi e dei Testimoni della fede, è stata decorata dalla pittrice Silvia Mondini nel 2006 con un dipinto che raffigura idealmente la processione dei 45 testimoni della fede in Dio, siano essi cattolici, ortodossi, protestanti o propugnatori, come Gandhi, della pratica non violenta. Le vetrate, opera di Amalia Panigati (1966), rappresentano episodi della vita di Sant’Angela Merici.

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