HomeCultura e storiaQuartieriIl posto delle briciole, scrigno di antiche bellezze

Il posto delle briciole, scrigno di antiche bellezze

In via Derna 1, a due passi da via Pa­dova, un po’ nascosto sotto i portici, si trova Il posto delle briciole, piccolo ma prezioso scrigno di antichità e design che in breve tempo si è fatto conoscere in tutta la zona. Abbiamo incontrato la signora Sarah, francese di origine ma milanesissima fin da bambina.

Perché ha scelto via Padova?

«Via Padova è stata una scelta obbligata, prima eravamo in via Lambrate e il proprietario dello stabile ha venduto tutto nel 2023. Abbiamo cercato a quel punto un posto che fosse comodo per noi e anche per i nostri clienti di Lambrate. Detto questo, ci siamo trovati bene, al principio eravamo un po’ titubanti, abbiamo avuto qualche problema, tutti parlavamo non troppo bene di questa zona ma invece tutto sommato è stata una buona scelta. Abbiamo aperto a dicembre del 2023 e sono arrivati ragazzi giovanissimi a suonare alla porta dicendo che non dovevano comprare niente ma volevano semplicemente darci il benvenuto». 

La clientela è anche di quartiere o di vecchi clienti abituali di Lambrate?

«Abbiamo ritrovato i nostri vecchi clienti anche perché siamo in attività da più di cinquant’anni ma abbiamo anche trovato nuovi clienti di zona. Il quartiere si sta popolando ed è pieno di giovani, quindi un riscontro c’è».

La richiesta più curiosa o l’oggetto più strano che hanno portato in negozio?

«In cinquant’anni di cose strane ne sono arrivate molte. Mi ricordo ad esempio di una Polena molto bella e non facilmente vendibile ma che è piaciuta tantissimo. Era originale, una bellissima sirena smontata da una nave, tenuta molto bene e alla fine non è stato neanche così difficile venderla». 

La differenza tra Lambrate e questo quartiere? 

«A Lambrate non avevamo vetrine, eravamo su strada ma senza esposizione all’esterno quindi era difficile, avevamo una clientela abituale che faceva un ottimo lavoro di passaparola. Qui la grossa differenza è la visibilità che ci hanno garantito la vetrina e l’essere su strada. Molti ci notano mentre passano per fare la spesa alla Coop». 

Com’è nata questa passione familiare per l’antiquariato? 

«Ho aperto a San Babila nel 1974 ma ancor prima, da giovanissima, avevo iniziato ad amare questo mondo perché il sabato, quando uscivo da scuola, andavo in un grandissimo mercato dove avevo conosciuto un signore che trattava antichità, una persona molto particolare che mi ha insegnato molto sul restauro, su come riconoscere oggetti datati. Ho iniziato quindi con lui, acquistando piccole cose e ho imparato molto. Aveva anche un piccolo studio di restauro. Così, finita la scuola mi è stato suggerito dagli amici di trasformare la mia passione un lavoro. 

In realtà avrei voluto fare l’hostess, ma mia madre mi disse che gli aerei cadevano, allora cambiai con hostess da crociera, ma: “stai lontana troppo tempo”. Allora mi sono buttata sull’altro amore, l’antiquariato, con mia mamma che si è innamorata di questo settore ed è venuta a lavorare con me continuando fino all’ultimo». 

Sulle pareti è impossibile ignorare la foto di sua figlia con in braccio una piccola leonessa…

«Mia figlia aveva due o tre anni quando abbiamo ospitato e deciso di prenderci cura di queste due cucciole di leone che erano state abbandonate dal circo Orfei. Il circo si doveva spostare e le leonesse erano piccole e gracili e finite in affidamento a mio marito, che era veterinario, così le abbiamo allevate con pazienza, amore e biberon. Una volta cresciute le abbiamo consegnate ad amici che hanno un parco fuori Milano, dove hanno vissuto felici fino alla fine». 

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Numero 03-2026

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