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martedì, 29 Novembre 2022
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Come il virus ha influito sulla vita sociale

Sei rappresentanti di diversi settori della nostra società raccontano le ripercussioni della pandemia.

Ci siamo rivolti a sei personaggi per raccogliere delle dichiarazioni relative agli effetti provocati dal Covid-19 in altrettanti settori della vita sociale, con particolare riferimento alla zona 2. Oltre al contesto del Municipio 2, su cui si è espresso il suo presidente, Samuele Piscina, abbiamo registrato per il settore sanitario le considerazioni del medico responsabile clinico della Fondazione Arca, Elio Renesto; per il settore lavoro quelle del presidente delle Acli di Milano, Paolo Petracca; per il settore degli artigiani del segretario generale dell’Unione Artigiani Milano e Monza Brianza, la cui sede è in zona 2 in via Doberdò, Marco Accornero; per i senza dimora le riflessioni di don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione della Casa della carità; per lo sport il fondatore e coach di Sanga Basket Milano, Franz Pinotti.

È risultato un mosaico di pareri, di esperienze, di emozioni, di speranze orientate a una ripresa che realisticamente comincia a vedersi in tutti i campi, in alcuni meno in altri più, ma un po’ tutti con idee positive e costruttive, che lascia ben sperare.

Nella prospettiva di un prossimo futuro facilitatore di cambiamenti migliorativi per tutti, ci auguriamo di raccontare sul nostro giornale fatti e storie di vita più serena e solidale e progressi in tutti i campi.

Municipio 2 Samuele Piscina, presidente

La pandemia ha fortemente condizionato la vita sociale nel Municipio. I luoghi all’aperto sono diventati fondamentali anche solo per una passeggiata e gli esercizi commerciali hanno dovuto subire i ripetuti lockdown con perdite finanziarie non indifferenti. A farne le spese sono state anche le famiglie, gli anziani e le associazioni. Nei mesi terribili della prima ondata di contagi il Municipio 2 ha promosso una serie di iniziative per mitigare gli effetti della pandemia sulle fasce più deboli della popolazione.

La consegna a domicilio della spesa e delle medicine in collaborazione con l’Associazione SOS Milano, l’elenco costantemente aggiornato degli esercizi commerciali che fanno consegne a domicilio, le tessere prepagate per le famiglie in difficoltà, la consegna di pasti a domicilio, i voucher per le scuole e molti altri contributi per cittadini, associazioni e commercianti.
In questi ultimi mesi, altri due importanti servizi in collaborazione con SOS e AVIS stanno riguardando l’accompagnamento nella prenotazione e somministrazione per il vaccino e la donazione di sangue in date e luoghi diversi del territorio municipale, dettata dalla carenza di donatori.

Il Municipio, pur con poteri quasi nulli e capacità finanziarie molto limitate, ha fatto e farà sempre del proprio meglio per sostenere chi è in difficoltà.

Sanità Elio Renesto, responsabile clinico Arca

Vivere il tempo pandemico come medico nella realtà dei senza fissa dimora e i migranti ha generato una preziosa esperienza umana e professionale: umana perché rispondere al bisogno di salute di questo “popolo parallelo” è riappacificante con il senso della propria vita non tanto perché è un buon fare, ma perché è un giusto fare.
Professionalmente ho vissuto la prima drammatica fase pandemica con estrema preoccupazione per la complessità della situazione generale e per le fragilità presenti nel mondo del “popolo parallelo”. Tuttavia, la modalità di sorveglianza sanitaria attuata nelle strutture di Fondazione ARCA si è rivelata molto efficace. Inoltre, l’attenzione e la collaborazione con l’Ospedale Sacco, a noi prossimo, ha permesso di affrontare e gestire positivamente anche i casi più difficili e urgenti. Un altro elemento significativo è rappresentato dalla possibilità accordataci da ATS di effettuare TNF rapidi in autonomia, permettendoci così di valutare prontamente le criticità e di prendere rapidamente le misure necessarie. Infine, sempre ATS con lungimiranza sanitaria e con il supporto dell’Ospedale Niguarda ha reso possibile una campagna vaccinale, faticosa nella sua conduzione, ma che ha riscontrato negli ospiti delle varie strutture una grande e consapevole adesione. Tutto ciò si può definire anche un piccolo esempio di integrazione Ospedale/Territorio?

Lavoro Paolo Petracca, presidente Acli Milano

La pandemia e il permanere del lavoro a distanza hanno messo in ginocchio il turismo d’affari, il settore alberghiero, la ristorazione, il commercio al dettaglio e altri importanti settori dell’economia della città. Riqualificare chi ha perso il lavoro e creare nuove opportunità sono la priorità immediate soprattutto in vista dell’esaurirsi degli ammortizzatori sociali. La formazione professionale e le politiche attive del lavoro devono vivere una stagione straordinaria di impegno congiunto delle istituzioni e delle parti sociali per affrontare la disoccupazione nella nostra area metropolitana. Pensando al futuro è necessario che si compia un salto di qualità e vi siano investimenti straordinari e mirati. Abbiamo davanti un periodo molto delicato ed è essenziale essere consapevoli che, prima di vedere gli aspetti benefici dei programmi di investimento pubblico per un nuovo sviluppo umano e sostenibile, fortemente voluti dall’Unione Europea, vi sono grandi sofferenze sociali e che “aver imparato la lezione più importante della pandemia” significa fare ogni possibile sforzo per tentare di prevenirle o quantomeno di lenirle.

Artigiani Marco Accornero, segretario generale Unione Artigiani

Idati consolidati registrano un -1% del numero delle ditte artigiane complessivamente registrate e attive in Camera di Commercio che hanno superato il baratro del 2020. Questo si spiega anche grazie a ‘un dato storico per Milano’ in quanto in due settori tradizionali dell’artigianato (edilizia e pulizie) le ditte individuali di stranieri hanno superato quelle degli italiani, raggiungendo rispettivamente il 52% e il 63% dei rispettivi comparti produttivi. Altre imprese potranno relativamente presto diventare a maggioranza non italiana, quali, ad esempio, quelle dell’alimentare (47%) e del tessile (43%), mentre gli stranieri del settore legno-mobile (i legnamè) sono già più di uno su quattro (27%). Sono queste imprese a reggere il comparto tra Milano e Monza-Brianza. Dietro le cifre scorre in realtà un cambiamento veloce e inarrestabile. Una vera rivoluzione che obbliga istituzioni e associazioni di categoria da un lato a lottare con unghie e denti per difendere dall’estinzione l’artigianato di qualità e di tradizione e rilanciare l’innovazione. Dall’altro lato sono chiamate ad accompagnare una crescita tumultuosa dell’imprenditoria straniera.
Gli italiani devono tornare ad amare l’artigianato, nel mercato c’è posto per la qualità. Le associazioni di categoria sostengono la concorrenza leale nel rispetto delle regole.

Solidarietà don Virginio Colmegna, presidente Casa della Carità

In 18 anni di vita, la Casa della Carità non era mai stata vuota come in quest’ultimo anno. A mancare, tra coloro che purtroppo non abbiamo potuto accogliere per motivi di sicurezza, sono state le tante persone senza dimora, che tre giorni alla settimana frequentavano le nostre docce. Erano state oltre 1.300 nel 2019 per un totale di 9.674 docce, mentre lo scorso anno abbiamo potuto offrirne solamente 832.
La pandemia infatti, ci ha costretto a sospendere il servizio docce, un servizio che vogliamo riattivare al più presto! Per questo, tra i lavori più urgenti di Regaliamoci Futuro, il percorso di riprogettazione della nostra azione sociale e dei nostri spazi, ci sono le nuove docce, che saranno collocate in una diversa ala della sede di via Brambilla. Qui avranno uno spazio più grande e un ingresso dedicato: verrà ripristinato quello che era l’accesso principale dell’edificio scolastico che da 17 anni ospita la Casa della Carità. E non vediamo l’ora di aprire queste porte!

Sport – Franz Pinotti, fondatore Sanga Basket

Anche noi abbiamo sofferto questa pandemia a livello economico. Per quanto riguarda l’attività giovanile, le iscrizioni sono diminuite del 50/60 per cento e a quelli che si erano iscritti stiamo ancora restituendo parte della quota non usufruita, laddove l’attività non si è potuta svolgere nemmeno sotto forma di videolezioni. Abbiamo chiesto a qualcuno di lasciare almeno parte della quota, perché già quest’anno, grazie a questo progetto, siamo riusciti a far giocare numerosi bambini di famiglie “impoverite” dal Covid. Se poi penso alla serie A di Basket femminile, oltre alla difficoltà nel reperire sponsor, abbiamo sicuramente perduto quasi diecimila euro di biglietteria, a causa delle partite a porte chiuse, e aumentato i costi di gestione di altri diecimila euro, dovuti a tamponi, sanificazione di spazi, visite ad atlete nel post covid e tutto il necessario per il buon funzionamento dell’attività. La speranza è che si torni presto alla normale attività, anche perché il lato peggiore riguarda la mancanza di aggregazione tra i giovani e il “chiudersi” caratterialmente di molti tra bambini e adolescenti, sfociati in un bisogno di aiuto psicologico e di sostegno in alcuni casi. Il valore di ciò che facciamo con questi ragazzi nel nostro percorso educativo, è troppo spesso dato per scontato, mentre invece è fondamentale per il loro percorso educativo e formativo.

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Numero 03-2022

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