HomeAttualitàProlungamento Metrotranvia 7, a che punto siamo

Prolungamento Metrotranvia 7, a che punto siamo

di Giulio Mondolfo

Giovedì 23 aprile 2026 alle 18 si è riunita in modalità online la commissione Mobilità e Trasporti del Municipio 2 dedicata a un aggiornamento sul prolungamento della Metrotranvia 7 e della strada da via Adriano a Cascina Gobba, partecipanti circa 80 persone tra componenti della commissione e cittadini interessati.

Erano presenti il presidente di commissione Tommaso Fonti, l’assessore alle opere pubbliche del Comune Marco Granelli, l’assessora alla Mobilità del Comune Arianna Censi, l’ingegner Salvatore Barbara, direttore direzione Infrastrutture e spazio pubblico del Comune, l’ingegner Matteo Colombo di MM che sta realizzando i lavori.

L’obiettivo dell’incontro era fornire un aggiornamento sugli impegni presi a ottobre 2025 durante l’ultima assemblea pubblica svoltasi in quartiere Adriano.

È stato illustrato a grandi linee il progetto già noto, ricordando che il prolungamento in corso della linea 7 da via Adriano a Cascina Gobba è inserito in un appalto più ampio che prevede il prolungamento da Fulvio Testi a via Maiorana, davanti al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda, anch’esso finanziato dal PNRR. L’obbiettivo è che le due tratte siano operative entro il primo semestre del 2027, avendo così un collegamento trasversale in sede protetta tra i quartieri del Nord Milano. Quando l’opera tra alcuni anni sarà completa, fino a Villapizzone e stazione di Bovisa, si prevede il trasporto di 20 milioni di passeggeri l’anno, configurandosi come il principale collegamento tranviario di Milano.

La scadenza del PNRR del 30 giugno 2026, tassativa per non perdere 70 milioni di finanziamento, prevede la connessione entro tale data dell’infrastruttura esistente del tram (binari e rete elettrica) con quella nuova. Per fare ciò è stato necessario sospendere la tratta Tremelloni-Adriano attivata nell’ottobre scorso. Dopo il 30 giugno, con l’aggiornamento dell’autorizzazione dell’agenzia ministeriale ANSFISA, sarà possibile riattivare tale tratta.

È stato confermato che l’asservimento semaforico verrà realizzato, essendo stato considerato nel valutare i costi di esercizio ed essendo fondamentale per garantire una frequenza adeguata. È fondamentale garantire la frequenza ipotizzata di 7 minuti nelle ore di punta.

Sono state ipotizzate modifiche al progetto, recependo tutte le segnalazioni dei cittadini e delle associazioni dei mesi scorsi, per tutelare le aree del quartiere a nord e a sud della nuova strada con:

  • riprogettazione dell’incrocio Adriano / Vipiteno, con un “torna indietro” per reimmettersi in via Adriano
  • semofarizzazioni
  • sensi unici 
  • castellane
  • cartellonistica zona 30

L’obiettivo è disincentivare il traffico nelle strade “storiche” del quartiere.

Terna fornirà un preventivo per l’interramento dell’elettrodotto che corre accanto ai futuri binari, compreso il tratto lungo via Vipiteno. Il Comune sta già realizzando il cavidotto, avendo ottenuto da Terna le specifiche di progetto. 

Dopo gli interventi degli assessori e dei tecnici, viene dato spazio alle domande dei cittadini collegati.

Marino de Stena di Viviadriano esprime perplessità sul “torna indietro” che appare una soluzione di ripiego rispetto alla futura impossibilità di proseguire dritti in via Adriano verso nord. 

Viviadriano, inoltre, così come Legambiente (sig. Bonora) esprimono il timore che l’entrata in esercizio del tram penalizzi linee su gomma (53, 56, 86) che sono indispensabili per servire le zone del quartiere non raggiunte dal 7 e che collegano il quartiere con zone parimenti non servite dal 7.

Si teme che le castellane possano creare problemi di circolazione ai bus, ma l’assessore Granelli precisa che la tipologia sarà adatta anche ai bus doppi come quelli in esercizio sulla linea 56.

L’avvocato Popolla di Legambiente chiede i tempi di interramento dell’elettrodotto e che l’ultimo pilone lato Lambro venga posizionato il più lontano possibile dai caseggiati di via San Mamete 105. Viene risposto che i tempi di interramento non sono noti, e che l’ultimo pilone non verrà demolito, pertanto non verrà spostato da dove si trova attualmente.

Il signor Stefano Candiani chiede che i semafori siano attivi anche di notte e che, dato che verranno interrati i tralicci, vengano piantati alberi ad alto fusto. Ricorda anche il progetto del ponte ciclo pedonale sul Lambro. Viene accolto con molto favore da parte del Comune il suggerimento sulle essenze ad alto fusto che verrà tenuto in seria considerazione.

La signora Luisa Cappellina, abitante in fondo a via Padova come altre 250 famiglie, chiede un controllo sul cantiere perché i lavori causano forti vibrazioni dalla mattina alla sera tardi. La zona, storica, appare dimenticata rispetto ai quartieri limitrofi.

La signora Anna Ferrigno, a nome del comitato Trasimeno San Mamete, reitera la richiesta di un cronoprogramma relativo alla realizzazione della strada ed evidenzia nuovamente il problema del traffico che, a parere del comitato, da via Adriano si trasferirà sulle vie interne del quartiere. Si chiede inoltre di vietare il transito dei mezzi pesanti. Il Comune non è ancora in possesso di un cronoprogramma preciso, dato che ora tutte le energie sono concentrate sul completamento della linea tranviaria, ma è ipotizzabile che i lavori per la strada si intensifichino una volta terminati quelli per il tram, con termine entro il 2027.

La riunione si è svolta in un clima sereno e collaborativo, lasciando ben sperare per un prosieguo delle interlocuzioni a vantaggio della qualità delle realizzazioni in corso.

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