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venerdì, 3 Febbraio 2023
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I cittadini promuovono la Milano dei quartieri 

C’è sintonia a Milano fra i cittadini e il quartiere dove si vive. Il dato emerge con chiarezza dall’Osservatorio CityDoxa Milano, realizzato da BVA Doxa e presentato presso la Confcommercio milanese. 

L’88% degli intervistati sostiene di sentirsi legato al quartiere nel quale vive. Un attaccamento – emerge dall’indagine – che accomuna tutte le aree di Milano. L’89% consiglierebbe a un’altra persona di venire ad abitare nel proprio quartiere.

Emerge anche un altrettanto forte attaccamento alla città di Milano: l’85% dei residenti se dovesse cambiare casa preferirebbe rimanere a Milano piuttosto che cambiare città (15%). Tale orientamento diviene ancora più forte fra i più giovani: la “Gen Z” è la generazione che più si identifica (91%) con la città.

Il giudizio sulle attività commerciali nel quartiere in cui si abita è positivo: per il 67% i negozi e pubblici esercizi si sono attrezzati con servizi online e di delivery, per il 58% i punti vendita si sono modernizzati e vi è anche più attenzione all’arredamento e all’estetica (53%). Seppur con frequenze differenziate, i servizi di consegna a domicilio e delivery sono ormai utilizzati da più di 9 residenti su 10.

Lavoro tra casa e ufficio. L’emergenza Covid ha accresciuto la diffusione del lavorare da casa. Il 55% degli intervistati dichiara di andare sempre o quasi sempre in ufficio/azienda; il 45% lavora, invece, in egual misura, da casa o dall’ufficio o prevalentemente da casa. Dall’indagine CityDoxa Milano emerge come la modalità “ibrida” (lavorare sia in ufficio, sia da casa) abbia, nella percezione dei cittadini, un impatto decisamente favorevole sulla vita del quartiere: il 78% lo vive in modo più completo che in passato e l’81% è convinto che ne beneficino le attività commerciali di prossimità, alle quali i cittadini fanno ricorso più frequentemente.

Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia: se lo sguardo degli intervistati si sposta dal proprio quartiere agli altri quartieri della città, e in particolare a quelli a vocazione terziaria e direzionale, ecco allora che i giudizi si ribaltano e la maggioranza dei cittadini (77%) è d’accordo nel ritenere che lo smartworking rischi di danneggiare le attività commerciali lì localizzate.

Come si vede si vede il proprio quartiere. 

Il cambio di “ritmo” della vita quotidiana, con il maggiore desiderio di avere tutto a portata di mano – vicino a casa, nel quartiere in cui si vive – accresce, a Milano, l’attenzione e l’esperienza di chi vi abita. È soddisfatto dei collegamenti con i mezzi di trasporto pubblico l’88% degli intervistati, degli spazi verdi l’83%; l’81% si sente abbastanza sicuro nel proprio quartiere. Percentuali più basse di approvazione, invece, rispetto alla presenza delle piste ciclabili (68%), alla silenziosità e al livello di traffico (63%), ai parcheggi (60%) e alla qualità dell’aria (59%) nell’ambito del proprio quartiere. 

Tra i punti da migliorare, quindi, parcheggi, silenziosità e livello di traffico, qualità dell’aria.

Miglioramento del proprio quartiere nei prossimi 3-5 anni. A questa domanda gli intervistati danno nel complesso un giudizio favorevole: sì per il 53%.

Secondo Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico del Comune di Milano: “Assume un valore significativo la recente modifica del PGT per aumentare il commercio di vicinato, così come tutte le novità che abbiamo introdotto in materia di lavoro agile e nearworking. Misure che hanno il preciso obiettivo di rendere Milano sempre più una città policentrica, un insieme di quartieri in cui la distinzione tra centro e periferia smette di esistere”.

Per Vincenzo Albanese, vicepresidente di Confcommercio Milano “L’Osservatorio CityDoxa induce a una riflessione ampia e a un ripensamento in ambito metropolitano. Una città da trasformare dove nuove centralità diffuse devono essere al centro dello sviluppo futuro, unico modo per dare ai propri cittadini una migliore qualità della vita. Il concetto centro/periferia va rimodulato e ripensato”. 

L’Osservatorio CityDoxa Milano ha realizzato l’indagine, effettuando 1.660 interviste su un campione rappresentativo della popolazione milanese dai 18 ai 74 anni, stratificato per zona della città, sesso e classe di età, con dati ponderati sulla base del numero dei residenti nei 9 municipi di Milano.  

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