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Le Cronache: Crescenzago, Gorla e il loro Naviglio

di Roberto Biscardini – Presidente dell’Associazione Riaprire i Navigli


Èstato presentato il 13 gennaio scorso presso la Biblioteca Braidense di Milano il libro Le Conche. Per la navigabilità dei Navigli lombardi scritto da me insieme a Edo Bricchetti, a cura dell’Associazione Riaprire i Navigli. Un atlante fotografico delle 54 conche che si trovano ancora in­serite in luoghi bellissimi della Lombardia. Conche quasi tutte da ripristinare o ricostruire con un progetto assolutamente poco costoso.

Nel momento in cui si è riaperto il dibattito sulla possibile riqualificazione dei Navigli lombardi e sulla riapertura dei Navigli che a Milano sono stati chiusi, affinché sia loro restituito il ruolo di canali navigabili, il tema del ripristino delle conche è diventato essenziale. Non poteva mancare, infatti, un’attenzione particolare al tema delle conche per capire come erano, come funzionavano e come potranno funzionare, per comprendere l’importanza del loro recupero e garantire, attraverso la navigabilità, la riattivazione concreta della grande rete dei Navigli lombardi. 150 chilometri di vie navigabili. Una delle più estese reti navigabili d’Europa dove, diversamente da noi, i canali navigabili sono stati difesi, protetti, perfezionati e dove persino se ne aprono di nuovi. 

Le Conche. Per la navigabilità dei Navigli lombardi

Il libro sulle Conche, che ha l’ambizione di guardare al futuro partendo dalla conoscenza del passato, ci fa riscoprire naturalmente, non solo la rete navigabile di tutta la Lombardia ma anche quelle conche che dentro la città di Milano sono state distrutte insieme alla chiusura dei Navigli.

La Conca della Cassina de’ Pomm a nord di via Melchiorre Gioia che raccoglieva le acque del Martesana subito dopo aver attraversato Crescenzago e Gorla.

La Conca dell’Incoronata in via San Marco nei pressi dei Bastioni di Porta Nuova, la Conca di San Marco che si trovava proprio di fronte alla chiesa appena superato il famoso Laghetto prima che il Naviglio entrasse in via Pontaccio e in via Fatebenefratelli.

La Conca del Marcellino in via Fatebenefratelli in prossimità di via Borgonuovo, la Conca di via Senato in prossimità dell’attuale incrocio con corso Venezia.

La Conca di Viarenna in via Conca del Naviglio poco prima che le acque del Naviglio entrassero in Darsena e la Conca di Sant’Ambrogio che si trovava sul Naviglio di San Gerolamo in prossimità della Pusterla di Sant’Ambrogio in via Carducci quando il Naviglio, percorsa tutta la cerchia, andava nel fossato del Castello.

Pagine di straordinaria bellezza e di storia milanese perse con la chiusura dei Navigli nel centro storico della città e con il progressivo impoverimento e omologazione dei borghi storici di cui si è parlato anche alla Braidense.

Dove si è parlato quindi anche di Crescenzago e Gorla, due centri storici, ex liberi Comuni soppressi prima da Napoleone e poi dal fascismo, che meriterebbero ancora oggi di essere riscoperti nella lora specificità e resi sempre più vivi dalle acque dei Navigli navigabili.

Navigabili da imbarcazioni vecchie e nuove a remi e a motore elettrico, così come molti cantieri nautici stanno progettando proprio per noi. Per andare dai laghi a Milano e da Milano al Ticino e al Po. Un’altra vita.

Alla riscoperta di una Milano e di quartieri più belli, dove la bellezza non è solo fatta di belle case ma di un buon paesaggio, di un bell’ambiente e di un luogo tanto piacevole quando ci si sta. Così come quando, allontanatisi per lavoro o per studio, si desidera ritornare a casa, nel proprio ambiente, nel proprio borgo.

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