di Eleonora – Gruppo volontari Busta Rossa
Con l’espressione “Busta Rossa” ci si riferisce al Servizio del Comune di Milano denominato “Cittadini più coinvolti e più sicuri”. L’obiettivo di tale servizio consiste nel dotare il cittadino di strumenti che permettono il superamento dell’anonimato sociale e clinico-sanitario nella vita quotidiana e soprattutto in una situazione d’emergenza, quando chi viene aiutato e/o soccorso non è in grado di cooperare. Il servizio di cui sopra è portato avanti nei vari Municipi della città da un gruppo di volontari, naturalmente Volontari del Comune di Milano, e la testimonianza in questione riguarda una volontaria del gruppo la quale, purtroppo, si è trovata improvvisamente a vivere una situazione emergenziale di carattere medico-sanitario, ovvero un ictus e ad affrontare tutte le sue conseguenze.
La testimonianza
Mi chiamo Eleonora, sono una over 65 e vivo da sola, o meglio assieme al mio adorato cagnolino Pluto, in un bell’agglomerato di case in viale Monza a Milano. In tale agglomerato vi sono, di prassi, diverse iniziative di vario genere e in particolare l’associazione La Crisalide APS che svolge attività di acculturazione di vita comunitaria, la nascita di quest’associazione venne messa in un articolo di Noi Zona 2 n.4 dicembre 2022. Nello stesso periodo l’associazione pubblicizzò un incontro che mi colpì. Parlava di una “Busta Rossa del Municipio 2” che rendeva, non solo più sicura la vita quotidiana, ma anche e soprattutto che poteva salvare vite umane ed era sostenuta dal Municipio 2 dove io risiedo.
La mia curiosità era sollecitata al massimo: ma che tipo di busta si trattava che potesse avere queste rilevanti specificità e tutto gratuitamente!!?? Presenziai naturalmente all’incontro con interessata attenzione, mi sorsero diversi dubbi, soprattutto relativamente alla parte sanitaria, ma la cosa mi intrigò alquanto e feci una domanda: se e come si potesse partecipare, come operatore, a questa iniziativa. Per farla breve, dopo alcuni mesi, non solo avevo la mia Busta Rossa personale, ma ero entrata a far parte del “Gruppo Volontari Busta Rossa”, ovvero GVBR del Comune di Milano con tanto di tessera! Ho percorso l’iter d’introduzione, l’accostamento a una volontaria senior per quanto concerne l’attività sul territorio, rendendomi così conto non solo di come si fa a produrre quello che va inserito nella busta, e a dire il vero anche in tasca, ma soprattutto mi son resa conto delle tematiche, problematiche e prospettive che sono nascoste dietro la Busta Rossa. Ma questo è un altro capitolo e torniamo a me! Alla luce del poi della mia esperienza personale, mi son resa conto che mi ero accostata alla Busta Rossa con un approccio di tipo burocratico: dati da reperire, moduli da compilare sia manualmente sia elettronicamente, problematiche da definire, contestualizzare e superare. Di fatto, non avevo intuito i benefici, l’indotto psicologico e sociale dell’iniziativa.
E veniamo quindi ad un anno fa, quando l’11dicembre 2024 un evento traumatico mi ha colpito, ovvero un ictus. Fortuna ha voluto che una serie di sintomi premonitori mi abbiano indotto quella sera a chiamare, quando ero ancora abbastanza lucida, le mie amiche socie come me della Crisalide e care vicine di casa. Irene, infermiera di professione, che, avendo le chiavi di casa mia, ha potuto entrare senza problemi e rendersi conto della gravità della situazione. In caso contrario, avrebbe dovuto chiamare i pompieri prima dell’ambulanza. Teniamo presente cosa questo avrebbe significato in tempo d’intervento, quando i minuti e i secondi sono estremamente fondamentali.
I soccorritori, una volta arrivati, hanno chiesto specifiche informazioni mediche su di me e allora l’altra amica Giuliana, a conoscenza della mia Busta Rossa appesa all’ingresso di casa, ha dato loro il documento più importante: La Scheda Salvavita presente al suo interno. La sorpresa da parte dei soccorritori è stata notevole ed i commenti che mi sono stati riferiti, in quanto non ero in grado di recepire cosa stesse succedendo, sono stati: ma qui c’è tutto quello che necessita a noi e al Pronto Soccorso! Ma questo è oro, ma chi fa questa scheda? E come mai ce l’avete solo voi… ecc. E la scheda è finita anch’essa, come dovrebbe sempre essere, al Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda assieme a me e a mia insaputa.
Quello che vorrei farvi sapere è che per me la Busta Rossa è stata utilissima e consiglio a tutti di farla per sé e di consigliarla per gli altri anche se di solito dicono che è un duplicato del Fascicolo Sanitario Elettronico, il FSE che conserviamo nel nostro computer. Non è così perché la Busta Rossa contiene molte informazioni sociali es. quanti anni ho, che vivo da sola e ho due numeri ICE da poter chiamare. Contiene anche le Informazioni Salvavita, le patologie e i farmaci che assumo e tutto questo agevola il primo, primissimo soccorso già nel tratto da casa al Pronto Soccorso.
Da alcune settimane sono tornata a casa e ho scelto di rimanerci anche se mi è faticoso fare ogni giorno tre piani di scale. Voglio anche restare nel mio quartiere di via Sant’ Erlembardo del Municipio 2 che tanto promuove la Busta Rossa e dove mi conoscono le mie amiche vicine di casa e ora mi sanno aiutare e dove voglio continuare a fare la volontaria della Busta Rossa e a frequentare le attività della Crisalide.
Se volete sapere di piu’ della Busta Rossa scrivete a stefania.zazzi55@mail.com, è la referente per la diffusione di questo servizio sul territorio.




