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venerdì, 3 Febbraio 2023
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2023, un anno tortuoso per il Consiglio Comunale 

Tra i prevalenti temi critici che il Consiglio dovrà affrontare ci sono il nuovo stadio di calcio e l’housing sociale.

di Angelo Turco, vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano


Il 2023 sarà un anno di intenso lavoro per il Consiglio Comunale di Milano. Oltre alle scadenze naturali più importanti, come il prossimo bilancio di previsione molto problematico, potrebbe infatti risultare necessario intervenire su due questioni di grande impatto amministrativo: una nuova presa di posizione, in forme ancora da valutare, rispetto alla spinosa questione del nuovo stadio a San Siro; una revisione del Piano di Governo del Territorio (PGT, ex piano regolatore), che richiederebbe un consistente lavoro d’aula e di confronto con la città.

La vicenda dello stadio è tra le più complesse che questa Amministrazione sia chiamata a gestire. A che punto siamo?

Il Consiglio Comunale, nel 2019, aveva approvato un documento in sedici punti con il quale indirizzare e vincolare la trattativa tra Giunta e società sportive Milan e Inter rispetto alla richiesta di pubblico interesse sul progetto preliminare di un nuovo stadio nel quartiere di San Siro. Le squadre hanno ottenuto questa dichiarazione avendo accettato la gran parte dei punti (non tutti) e, soprattutto, avendo accettato di ridurre le volumetrie di costruzione nell’area al di sotto di quanto proposto dal Consiglio stesso ed entro i limiti del PGT vigente.

Mentre scrivo, si sta concludendo il cosiddetto “dibattito pubblico”, previsto dalla legge, nel quale le varie posizioni e le proposte alternative rispetto al progetto preliminare devono essere “fotografate” e messe a disposizione dell’Amministrazione.

A oggi non è chiaro quali potranno essere i prossimi passaggi formali, ma il sindaco ha indicato in massimo un anno la scadenza entro la quale il Consiglio Comunale dovrà esprimersi in modo definitivo sul progetto. Ci sono alcuni aspetti ancora interamente da chiarire:

  1. le ricadute in termini di rigenerazione urbana sui quartieri circostanti, una delle aree più degradate dell’intera città;
  2. le dimensioni del nuovo stadio, che dalle prime indicazioni risulterebbe nettamente più piccolo dell’attuale Meazza con conseguente impennata dei prezzi dei biglietti e la perdita di una vocazione popolare della funzione sportiva;
  3. la rifunzionalizzazione di parte dell’attuale stadio, considerato parte integrante della memoria collettiva della città.

Non sono gli unici aspetti problematici, ma altri esulano dalla valutazione del Consiglio: penso, ad esempio, alla paventata opzione Sesto San Giovanni, molto rischiosa per il Comune di Milano che si ritroverebbe a gestire un enorme impianto sportivo ormai vuoto e inutilizzato, così come alla ristrutturazione dell’attuale Meazza che, tuttavia, viene categoricamente esclusa dalle due società. Il percorso sarà ancora lungo e ricco di ostacoli.

A inizio novembre, l’assessore all’Urbanistica ha spiegato in occasione di un convegno aperto alla città come le attuali norme del PGT vigente non siano più sufficienti a garantire un adeguato numero di alloggi a prezzi calmierati (housing sociale) rispetto alla domanda molto forte e a un mercato immobiliare in costante crescita nell’area di Milano.

Il tema è sempre più pressante: con l’impennata turistica registrata a Milano a partire da Expo 2015, una sempre maggiore proiezione internazionale della nostra città e la capacità attrattiva del mercato del lavoro milanese, la questione abitativa sta diventando socialmente insostenibile. Sono, infatti, sempre di più i milanesi costretti dal caro affitti o dai prezzi immobiliari esorbitanti a cercare soluzioni nei Comuni della prima fascia e nell’hinterland. Una risposta, seppur parziale, a questo problema viene appunto dall’housing sociale, che tuttavia è stato previsto in percentuali oggi non più sufficienti dal PGT approvato nello scorso mandato.

La revisione del PGT o una nuova versione dello stesso richiederanno mesi di lavoro in Consiglio Comunale, intervallati da una pubblica raccolta di osservazioni da parte della città e degli stakeholders: un lavoro, vista la finalità, che siamo comunque impazienti di poter svolgere.

Milano merita di essere, come è sempre stata, una città ancora in grado di accogliere tutti.

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