Entrando da Narratè si respirano, in tutti i sensi, aromi, letture e sentimenti, infatti la bevanda in assoluto più riflessiva, il tè, e la sua vicina di casa la tisana, ci accompagnano in un viaggio da scoprire pagina per pagina. All’interno di ogni libretto Narratè è contenuta anche una bustina monodose contenente la miscela formulata appositamente per il titolo che la accompagna, in modo che finita la lettura (il tempo dell’infusione) il tè è pronto. Un’idea semplice quanto sofisticata che unisce il piacere della lettura a quella di una fragrante tazza di tè dagli aromi sempre diversi e nuovi.


Cosa bolle in tazza?
«Abbiamo in mente tante novità. Ad esempio, quest’anno per il duecentocinquantesimo anniversario della nascita di Jane Austen, l’autrice che ha scritto per noi “Un tè con Jane Austen” verrà a presentare due sessioni, o “degusta-letture”, in sede. Stiamo lavorando anche ad altre due iniziative, abbiamo intenzione di mettere in promozione le favole per bambini e i tè a scadenza più breve in modo da poter donare una parte del ricavato (circa due euro a tisana) a Save the Children, così da avere fiabe che nella pratica aiutino i bambini.
Siamo anche partner del TED Venezia da cui siamo stati contattati per l’edizione di quest’anno, il cui tema è Wow, quindi la meraviglia. Ora stiamo lavorando sulla Narratè Bike, una bicicarretto da trovare in giro per la città, che invece delle solite castagne possa offrire un bel tè narrato, magari anche sulla storia della città.
Ispirati alle Biblioteche Umane, vogliamo anche arrivare a dare l’opportunità alle persone di raccontare, in cinque minuti, qualche evento significativo della loro vita e trasformarlo in una storia da attesa di infusione a cui si potrà poi accedere da un database. Stiamo anche lavorando con l’AI alla realizzazione di un software che permetta ai clienti di generare una storia con se stessi come protagonisti in tempo reale, scegliendo da una lista di generi letterari. La storia si potrà poi stampare e portare a casa».
Perché il rituale del tè?
«Perché è un rituale da dedicare a se stessi, soprattutto in una fase della nostra società in cui la frenesia è diventato l’elemento centrale, ma è qualcosa che impedisce di connettersi e concentrarsi su se stessi e Milano risente molto di questo problema.
L’idea di aprire il locale nasce durante una notte insonne nella quale, per cercare di addormentarmi, ho pensato di farmi una camomilla e quei cinque minuti di attesa mi sono sembrati un’eternità, soprattutto perché non c’erano ancora i social e tutti questi modi di ingannare il tempo. Allora ho iniziato a leggere la confezione della camomilla, niente di interessante, ma mi ha fatto pensare: “E se quei cinque minuti di infusione diventassero la parte migliore?” Cioè, vivere un’emozione che duri il tempo di infusione; nessun altro ci aveva pensato. In Italia poi è più difficile perché siamo nati in un paese dove non si legge e non si beve tè».
Assaggiare i libri, puoi spiegare come?
«L’idea è che si possa in qualche modo diventare promotori di cultura trovando il modo corretto, a seconda dei tempi e delle abilità delle persone. Molti hanno paura di iniziare un libro, non solo perché magari è lungo, ma anche perché non sentono di avere il tempo di leggerlo, che significa in realtà non farne una priorità, non volere. Quindi per tornare a fare della lettura una priorità per la gente, ti prendo un estratto che non può non farti innamorare del libro. Alla fine di ogni Narra “Taste”, c’è la possibilità di acquistare il libro integrale».
Perché Villa San Giovanni?
«Un po’ perché ci abitiamo e ci sembrava quasi destino aprire in una via con un nome come “Fortezza”. Il locale è stato anche una necessità per accogliere adeguatamente collaboratori e clienti, perché distribuiamo in più di 500 punti vendita. Aprire in centro o in quartieri più in voga ci avrebbe fatto correre il rischio di avere successo più velocemente e quindi anche forse di bruciare più in fretta, passando “di moda”. Qui, invece, abbiamo la possibilità di costruirci un’identità più stabile, anche se magari più lentamente. Il quartiere al momento non partecipa, ma parteciperà».
Il tempo di lettura coincide con quello di infusione?
«Sì, a prescindere dalla velocità del lettore, sono estratti alla portata di tutti, che tutti nel giro di più o meno cinque minuti, sono in grado di terminare. I tempi di infusione dei tè possono variare leggermente, ma indicativamente si parla sempre di cinque minuti».
Avete una casa editrice, puntate a un tipo di letteratura particolare?
«Si, questa. Noi siamo una forma di introduzione alla lettura, e come casa editrice ci dedichiamo a questo, a ricreare le condizioni per cui le persone si possano appassionare alla lettura. Molti pensano alla lettura come una fatica, un’ansia da prestazione a finire il libro. Cerchiamo di offrire varietà proprio perché ci sia qualcosa per gusti diversi. La Tisana Filosofica ad esempio va di più, un po’ perché la tisana è più italiana e meno impegnativa e viene accostata alla filosofia, che è qualcosa di più complesso e questo incuriosisce. La curiosità è proprio l’elemento per cui facciamo questo lavoro, è quello che vogliamo far scaturire nei clienti. Pensiamo che lo stupore sia essenziale per attrarre le persone, soprattutto in una società frenetica come la nostra.
Inoltre cerchiamo volontari per mandare avanti il progetto. Siamo una via di mezzo tra una libreria e un locale di intrattenimento che nutre la speranza di far tornare o venire la voglia alle persone di avvicinarsi alla letteratura. In sede vogliamo organizzare podcast, esporre artisti emergenti, anche dare spazio a qualche performance. Siamo molto attenti all’ambiente, cerchiamo di ridurre al minimo l’uso di plastica e la carta che usiamo è impermeabile ed ecosostenibile, fatta di polvere di pietra (fotodegradabile: si decompone alla luce del sole), e attenti anche all’inclusione, infatti utilizziamo font accessibili per facilitare la lettura anche a chi ha difficoltà, come la dislessia. La nostra intenzione è abbattere ogni barriera che complichi la lettura».
Le collane di Narratè comprendono:
- Narra “Taste”, brevi estratti di capolavori della letteratura.
- Narra People, conversazioni di cinque minuti con autori selezionati del passato
- Le fiabe del buongiorno, favole scritte da Roberto Piumini in esclusiva per noi, con l’intenzione di svegliare bambini invece che metterli a dormire (e non contengono teina).
- SalvagenThe, un modo ironico di trattare argomenti come amore o morte.
- Narratherapy, tisane filosofiche, o “integratori letterari”, trattano temi come la leggerezza o la tolleranza.
- Narraplanet, racconti che cercano di catturare l’essenza di città e territori del mondo.
- Zodiachi Essentiae, blend pensati per ogni segno zodiacale e qualche pagina che ne racconti le caratteristiche.




