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Dopo le promesse ora Greco vuole il suo impianto sportivo

Oggi vogliamo porre l’attenzione su una vicenda che vede protagonista il quartiere di Greco e la restituzione allo stesso di una struttura sportiva di cui si parla da anni.

Per chi lo ricorda, negli anni ’50 era presente un campo della famosa “Insubria” divenuto negli anni ’60 dell’Ambrosiana Milano. A inizio 2000 la società sportiva che gestiva il vecchio campo di calcio del Greco Pantagon è stata costretta a chiudere dalle Ferrovie di Stato a causa della costruzione della nuova linea in sopraelevata.

Successivamente, l’area è stata destinata ad area di cantiere per la costruzione dell’adiacente ‘Borgo di Cascina Conti’, con l’accordo tra impresa costruttrice e Comune che gli oneri di urbanizzazione sarebbero stati destinati al finanziamento del previsto Centro sportivo limitrofo al nuovo villaggio. In realtà, nel corso di questi vent’anni, i fondi destinati alla realizzazione del centro sportivo sono andati sempre più riducendosi, sia per opere aggiuntive richieste dal Comune, sia a causa dei recenti aumenti dei prezzi dei materiali edili.

Questa vicenda dura ormai da più di venti anni e ora, che gli abitanti del quartiere,  han­no pazientemente aspettato l’inizio dei lavori, è arrivata la doccia fredda da parte del Comune di Milano.

Quello che, dagli accordi originali con il comune, doveva essere un impianto sportivo moderno con un campo da calcio a 11, è stato trasformato in un misero campetto di periferia, inadatto rispetto alle esigenze del quartiere, dove non esistono altri impianti.

Le realtà sportive presenti in zona sono costrette ad affittare campi e palestre in altre zone della città, costringendo i propri atleti a lunghi spostamenti.

A nulla sono valse le innumerevoli relazioni progettuali-tecniche e le raccomandazioni provenienti dalle associazioni sportive del quartiere; il comune ha deciso, infischiandosene dei diritti e del volere dei cittadini. 

Perché a fronte della delibera che autorizzava i costruttori a ridurre gli oneri di urbanizzazione per aumenti dei costi dei materiali, il comune di Milano non si è fatto carico dei fondi dissuasi delle opere previste come da progetto? 

Siamo di fronte ad una vera e propria ingiustizia che si abbatte sui ragazzi e le ragazze del quartiere e il loro diritto di praticare attività sportive vicino a casa.

Ad accrescere la rabbia dei cittadini, le giustificazioni fornite del Comune di Milano, che di fronte alla richiesta di pensare in modo ‘moderno e lungimirante’ creando un centro sportivo polivalente, risponde proponendo un ridicolo ‘campettino’ di quartiere come quelli di 40 anni fa, fuori da ogni logica. Questo centro potrebbe invece diventare un punto di aggregazione sia sportivo che ludico per la pratica di molteplici sport (calcio, basket, pallavolo, padel) e un punto di ritrovo per anziani (bocciofila, sala ricreativa) dando spazio anche ad altre attività e corsi per la comunità.

Questa la proposta del Comune di Milano: Campo da calcio a sette in ‘erba naturale’, con spogliatoi adeguati a squadre di 7 giocatori e recinzione del campo.

Risposta delle associazioni del quartiere: Abbiamo ribadito più volte che la necessità è avere un campo da calcio a 9 o 11, sul quale possono essere ricavati due campi a 5 per i ‘pulcini’, campo che per poterne garantire l’utilizzo quotidiano e il mantenimento deve essere in sintetico.

Altrimenti cosa potrà offrire Greco alle nuove generazioni che saranno il nostro futuro? Le abitazioni hanno sempre meno cortili, e non esistono – al di fuori degli oratori – spazi comuni dove poter tirare un calcio a un pallone, lanciarsi verso un canestro o sognare di essere una grande pallavolista!

Inoltre, la proposta di un campo in erba naturale è assurda in un periodo storico di cambiamento climatico, senza contare i costi di manutenzione molto più onerosi rispetto al sintetico.

Com’è noto, la stagione calcistica si pratica essenzialmente in autunno-inverno-primavera; e quando piove per due giorni di fila come si trasformerà il campo in terra battuta? 

Nel periodo 2022-2023 su iniziativa delle associazioni del quartiere sono stati elaborati diversi progetti per la costruzione di un impianto sportivo polivalente. Infatti, traslando verso la ferrovia il campo da calcio, sempre rispettando le misure minime per un campo a 11, si sarebbe potuto ricavare uno spazio sufficiente per il posizionamento di una tensostruttura che avrebbe ospitato un campo regolare coperto per Volley/Basket e due campi da Padel. Inoltre, sull’area si sarebbero potuti ricavare anche altri campi scoperti di volley, calcetto a 5 e bocce per il periodo estivo. 

Ovviamente, non avremmo preteso un finanziamento completo da parte del comune, ma ci saremmo aspettati che il comune ‘sposasse’ il progetto di un impianto sportivo polivalente, magari con la formula di una collaborazione tra pubblico e privato. In questo modo si sarebbe potuto costruire un piccolo gioiello che, pur nelle sue ristrettezze, avrebbe offerto alla cittadinanza varie possibilità di utilizzo, sia dal punto di vista sportivo che per attività sociali e culturali.

Ora ci chiediamo: Come potrà essere economicamente sostenibile la gestione di un campetto a 7 in terra battuta? A che cifra si dovrebbe affittare un campo siffatto dovendo pagare altissime spese di acqua, luce, riscaldamento, custode, ecc.? A chi potrebbe interessare prendere in gestione un campo da calcio come questo? 

Quest’ultima domanda apre uno scenario preoccupante, poiché se non si pongono queste domande ai nostri politici e assessori comunali, si rischia di trovarci di fronte all’ennesimo sperpero di soldi pubblici.

Se non c’è interesse da parte della gente del quartiere, ovvero se l’impianto non è inserito nel tessuto dell’associazionismo sportivo-sociale-culturale, quest’area rischia di diventare l’ennesima area di degrado creando in breve tempo un ben più grave problema di ordine pubblico. 

Quanti soldi serviranno allora per risanare quell’area dal degrado?

Quanti altri impianti sportivi abbandonati  dovremo sopportare prima che le istituzioni pubbliche capiscano che devono collaborare con la gente che vive in questi quartieri?

Possibile che, a fronte dei 50 milioni di euro stanziati dal comune di Milano per le Olimpiadi invernali 2026, e di quelli spesi nella vicenda dello stadio Meazza, non si riescano a trovare circa un milione di euro per un impianto sportivo utile a 1200 giovani? 

A fronte di questa situazione, stiamo costituendo un Comitato di Quartiere per portare le nostre istanze al comune di Milano e indurlo a rivedere i suoi piani e collaborare con il quartiere per costruire un centro sportivo polifunzionale comunale che possa servire non solo i cittadini di Greco, ma tutti i cittadini della città. 

Fateci sapere la vostra opinione partecipando al sondaggio Impianto sportivo a Greco oppure inviate i vostri commenti a: comitatopgreco@gmail.com.

Una storia infinita

2001

La società sportiva Greco Pantagon riceve la comunicazione di sgombero da parte delle ferrovie per costruzione della bretella ferroviaria per il collegamento Stazione Centrale con Aeroporto di Maplensa. 

2002

La società sportiva Greco Pantagon cessa l’attività costringendo centinaia di giovani atleti che uitilizzavano l’impianto oltre 3 società (tra cui Greco san Martino) ad emigrare.  

A seguito delle proteste del quartiere, Emilio Cazzani, direttore centrale pianificazione urbana e attuazione del PRG del comune di Milano, redige e protocolla l’atto con la prima richiesta di destinazione dell’area alla costruzione di un nuovo impianto sportivo.

2007

Nel 2007 ha termine la costruzione della bretella ferroviaria. 

2008

Inizia la costruzione del Borgo Cascina Conti, con l’impegno del costruttore e del comune di destinare gli oneri di urbanizzazione alla ricostruzione del campo sportivo.

2010

Approvazione del Piano Integrato di Intervento (PII) con obbligo di realizzazione attrezzature di servizio corrispondenti a servizi abitativi convenzionati e Centro Sportivo.

2018

Consegna degli appartamenti del nucleo centrale del complesso abitativo. Proseguono i lavori per la costruzione degli altri lotti abitativi del borgo e il restauro della vecchia ‘Cascina Conti’. 

2022

Termina la ristrutturazione della Cascina conti e la viabilizzazione dell’area. 

Terminata la costruzione di tutti i rimanenti lotti abitativi e il conseguente sgombero del cantiere sull’area del ex-campo sportivo, si riprende la pratica di progettazione del nuovo centro sportivo.

Termine della progettazione dell’impianto come da progetto originario e prima condivisione con il comune di Milano. 

Con delibera n.1147/04-08-2022 a causa degli aumenti dei prezzi dei materiali di costruzione, il comune di Milano consente la riduzione del 30% degli oneri di urbanizzazione da parte di imprese che dimostrino incapienza economica dello scomputo oneri per la realizzazione di opere pubbliche, con la possibilità di rivedere il progetto originario (trascrizione sintetica).

2023

Presentazione istanza da parte dell’impresa costruttrice del Borgo Cascina Conti e accoglimento della richiesta di riduzione dell’importo per la costruzione del centro sportivo con conseguente ridimensionamento del progetto originario.   

Nella convinzione che il Comune di Milano avrebbe integrato la spesa per la costruzione di un Centro sportivo, vengono elaborati progetti per la costruzione di un centro sportivo polifunzionale. Il 24 novembre 2023 il comune di Milano, nella commissione consigliare congiunta Rigenerazione Urbana/Mobilità/Sport approva la riduzione del progetto originario, decidendo la costruzione di un campo da calcio a 7 in terra battuta, ignorando le richieste del quartiere.

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