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lunedì, 26 Febbraio 2024
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Intervista a Simone Locatelli presidente del Municipio 2

«I Patti di collaborazione arricchiscono il territorio»

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Nel numero di dicembre 2021 di Noi Zona 2 abbiamo intervistato Simone Locatelli, appena dopo il suo insediamento come presidente del Municipio 2, risultato vincente nelle elezioni amministrative dei primi giorni del mese di ottobre 2021. Nel corso dell’intervista il neo-presidente aveva indicato alcune priorità programmatiche di interventi operativi che sarebbero stati attuati sul territorio. Siamo andati a trovarlo, dopo un anno e tre mesi, per fare il punto della situazione.

Quando ci siamo incontrati a fine anno 2021 eravamo in una fase cruciale della pandemia. Qual’è la situazione socio-economica attuale nell’ambito della zona 2?

«Penso che ci troviamo in una fase post Covid e non penso che si tornerà ad un preCovid, nel senso che la pandemia ha segnato molto profondamente quelle che sono le abitudini delle persone. Quello che vedo è innanzitutto una grandissima voglia di partecipazione agli appuntamenti, alla vita all’aperto, a un uso maggiore dello spazio pubblico. Lo vediamo con le piazze aperte davanti alle scuole, con spazi pedonali recuperati al posto delle auto in sosta. È stato un cambiamento molto rapido, mentre l’amministrazione della città non sta riuscendo a rispondere in maniera altrettanto rapida a quelli che sono i cambi di frequentazione delle persone, in particolare quelli serali e notturni. Molte realtà commerciali sono riuscite comunque a tenere, mentre il mercato immobiliare post Covid è cambiato tantissimo. C’è una rincorsa a far fruttare ogni singolo metro quadro, sottraendo spazi a diverse imprese commerciali, specie a quelle al piano strada, che, a seguito di sfratti, sono stati trasformati in loft, in appartamenti. Persino la zona di NoLo rischia di perdere la sua attrattiva delle diverse attività commerciali, che l’hanno resa un’area di grande richiamo per i giovani, dove oltre tutto, come nel resto della città, gli affitti e le vendite delle case hanno subìto un forte innalzamento di prezzi».

Tra le priorità a suo tempo indicate, vi era quella  di organizzare degli incontri sul territorio, sia per reagire all’astensionismo elettorale nel Municipio 2 (61,5% comunali anno 2021; 67,24% regionali anno 2023), sia per recuperare spazi dismessi, sia per valorizzare l’idea di comunità con il contributo delle associazioni e delle persone volenterose

«Abbiamo lavorato per avvicinare le persone tramite la stipula di patti di collaborazione, che sono degli strumenti, secondo me, molto efficaci per coinvolgere le persone come parte di una comunità. Ne abbiamo già firmati 15, altri 2 verranno sottoscritti a breve, altri sono in elaborazione. Il nostro Municipio ha il numero più alto di Patti di collaborazione e questo sottolinea l’elevata richiesta di coinvolgimento della cittadinanza. Sono per la maggior parte finalizzati al recupero di spazi pubblici inutilizzati e spesso degradati, con molta attenzione alla creazione di nuove aree verdi, anche perché il nostro Municipio è il più densamente popolato del Comune di Milano, con minore spazio libero, meno spazio verde. E per questo abbiamo la necessità di recuperare ogni singolo metro quadro fruibile per la vivibilità dei nostri cittadini». 

Alcuni esempi…

L’ultimo patto di collaborazione è stato firmato a metà febbraio tra Comune di Milano e Municipio 2 e con alcune associazioni, per dare vita a “OUT. Il cortile sociale”. Si tratta della riconversione del cortile interno del mercato comunale di viale Monza-via Crespi di 70 m quadri, oggi adibito alla raccolta rifiuti, i cui lavori sono già stati avviati. Il progetto è finanziato da Fondazione Comunità Milano e dalla Fondazione De Albertis con il supporto del Politecnico di Milano nel processo di realizzazione dell’intervento e nella progettazione delle attività culturali e sociali che lo animeranno.

Agli inizi di febbraio abbiamo firmato a Gorla il Patto di collaborazione per recuperare un’area verde che era stata chiusa per tantissimi anni. Anche questo è stato possibile, grazie alle associazioni, alle cooperative, alle fondazioni del territorio, in collaborazione con il Politecnico di Milano. Il progetto, finalizzato alla rivitalizzazione, cura e gestione dell’area verde di via Bechi 9, a Gorla, ha come titolo “Il giardino delle meraviglie. Cresce il verde, cresciamo noi”. Verrà creato uno spazio diversificato, destinato alla coesione sociale, alla cultura e alle iniziative ricreative, con arredi e giochi rivolti a bambine e bambini tra i sei e i dodici anni, con un parterre sportivo polifunzionale, con un’area dedicata ad un orto condiviso e ad attività di adolescenti e anziani. La superficie totale interessata è di 1.550 metri quadrati e coinvolge tre quartieri Gorla, Precotto e Villa San Giovanni.

Ci sono altri casi da citare?

«Tra i patti di collaborazione sottoscritti, ne vanno ricordati due: uno per la via dei Transiti, dove c’è un grosso problema di frequentazione notturna dell’area, e un altro nel quartiere di Gorla, dove invece c’era la necessità di coinvolgere soprattutto gli abitanti delle case popolari del complesso di Sant’Erlembardo per impegnarli nella gestione della cosa pubblica». 

Non pare che i risultati siano stati particolarmente positivi in via dei Transiti…

«Dei risultati ci sono stati: le persone non si sono sentite sole, ma soprattutto, si sono incontrate tra di loro, hanno iniziato a fare delle proposte. Come amministrazione, a dicembre 2022 abbiamo fatto un’ordinanza, per il divieto della vendita di contenitori di bevande in vetro in orario notturno, che interessa tutta via Padova e tutte le relative traverse. L’ordinanza è limitata nel tempo e nello spazio e resta in vigore un mese, rinnovabile per un altro mese. A questo problema è connessa l’apertura dei negozi in orario notturno, con una normativa nazionale che impedisce alle amministrazioni locali di modificare. Milano soffre di questa situazione, ma non ha gli strumenti per affrontarla da sola». 

Si parla della piazza Martesana che potrebbe cambiare destinazione…

«Nella fase finale della terza edizione del bando 2023 “Reinventing Cities” Milano (quella per intenderci, con cui sono stati individuati il progetto per piazzale Loreto e il progetto per lo Scalo Greco-Breda) per il Municipio 2 sono state individuate due aree: piazzale Martesana, per una superficie di 11.700 mq, dove è prevista la riqualificazione dello spazio con edilizia residenziale in locazione a prezzi accessibili, così come per un’area di 7.940 mq in via Pitagora con la stessa finalità. Qui si collega in parte il discorso del caro affitti. Tramite, quindi, finanziamenti internazionali, potrebbero essere realizzate nuove edificazioni con il vincolo che almeno la metà del costruito come appartamenti, deve essere messo a disposizione della cittadinanza a canone concordato con affitto massimo di 500 euro al mese. Il Comune di Milano, non avendo la possibilità di incidere sul mercato privato, fa sì che nelle nuove edificazioni venga promossa l’edilizia convenzionata per una classe media lavoratrice che non si può permettere gli affitti del mercato libero. In particolare, per il piazzale Martesana, se l’applicazione del progetto verrà definitivamente approvata, il Comune di Milano potrà vendere l’area e potranno essere fatti gli interventi previsti. Se, invece, il progetto definitivo, che verrà presentato da privati non dovesse corrispondere agli standard fissati dal Comune di Milano, non si farà niente e l’area rimarrà così come adesso.  Il bisogno di regolamentare il mercato o il prezzo delle case su Milano è causato da un incremento dei prezzi esagerato, mentre il Comune non ha gli strumenti normativi per poter intervenire. Occorre, perciò, che si continui a parlarne, per creare una sensibilità che possa raggiungere gli alti livelli governativi. Peraltro, questo fenomeno interessa solo la città di Milano, mentre paradossalmente in alcune città italiane il mercato immobiliare sta addirittura calando».

Come funziona il “tavolo scuole”?

«Sta funzionando molto bene per due motivi: il primo abbiamo delle scuole molto attive e quindi averle messe in rete, valorizza le vivaci sinergie e favorisce l’interlocuzione diretta tra il Municipio e i dirigenti scolastici. Tra l’altro, poiché nel mese di marzo nel Municipio 2 saranno installate due nuove “pietre di inciampo”, sottoscriveremo un altro Patto di collaborazione con lo scopo di affidare alle scuole la cura di dette pietre con l’impegno di portare avanti la memoria della Shoah. Il progetto prevede l’adozione di sedici Pietre d’Inciampo da parte della scuola Simona Giorgi (ex Ciresola), degli istituti via Giacosa, Italo Calvino, San Giuseppe-La Salle e del Liceo classico statale Carducci. Il “tavolo scuole” promuove il confronto tra i partecipanti su necessità e progetti educativi, da cui scaturiscono idee, iniziative, azioni condivise che migliorano il clima partecipativo, l’informazione diffusa, il processo didattico.

Stiamo anche cercando di rilanciare il “tavolo giovani”, già esistente dal mandato del sindaco Pisapia, che comprende la possibilità di sistematizzare un centinaio di aggregazioni giovanili, in cui sono comprese attività sportive, culturali, artistiche, che sono fattori importanti nella formazione dei giovani. Esiste un protocollo con la Consulta provinciale degli studenti, che costituisce un utile riferimento».

Ci sono altri nuovi punti programmatici?

«Ho in programma di incontrare in termini istituzionali sia i due decani di zona 2, sia i vari parroci; in aggiunta a una serie di incontri formali che ho fatto con le forze di polizia, che sto facendo con le associazioni. Ho intenzione di incontrare, oltre quelle cattoliche, anche le diverse realtà religiose presenti nel nostro territorio, tra queste anche i mussulmani. In particolare, a seguito del bando pubblico è stato assegnato lo spazio comunale di via Esterle il 27 ottobre 2022 alla Casa della cultura islamica, che ha ancora una sua sede in via Padova 144, per la costruzione della nuova moschea. È in corso l’iter amministrativo con il Comune, che dovrà verificare e approvare il progetto prima di far partire i lavori di ristrutturazione dell’immobile di via Esterle.

Poi c’è un altro grosso tema che è quello del sostegno alimentare. il Comune di Milano ha realizzato diversi Hub di Quartiere del cibo nell’ambito della Food Policy. Sarà importante che uno di questi hub possa ricadere anche nel nostro municipio, perché il sostegno alimentare si sta confermando una grande esigenza della nostra città, essendo in crescita le fasce di povertà. È molto importante costituire nel nostro municipio, insieme con il Comune e la Caritas, un nuovo centro di raccolta e stoccaggio delle eccedenze alimentari provenienti da diversi punti vendita della grande distribuzione, per ampliare la rete degli hub di quartiere insieme a partner e associazioni del territorio contro lo spreco di cibo».  

Quali i principali obiettivi da qui al 2026, termine del tuo mandato di presidente del Municipio 2?

«Parliamo di due trasformazioni urbanistiche molto importanti: piazzale Loreto da un lato e l’ex scalo Greco Breda dall’altro. Abbiamo altri due interventi importanti. Il prolungamento del tram 7, che è finanziato con fondi PNRR, che arriverà prima al quartiere Adriano e poi partiranno i lavori fino a Cascina Gobba, che si dovranno concludere entro il 2026. Inoltre, si andrà a recuperare tutta l’ex area del campo rom di via Idro, che diventerà una grande area verde, tecnicamente definita come area golenale, cioè è un’area che permetterà di accogliere le possibili esondazioni del fiume Lambro, per evitare allagamenti nel parco Lambro. 

La riqualificazione di via Padova, di cui sono partiti finalmente i lavori, e che si svolgerà per qualche anno, cambierà l’aspetto del nostro municipio. Si dovrà continuare nel lavoro di sistemazione della sponda nord del Naviglio Martesana, che non è interessata dalla pista ciclabile. Questi sei interventi sono tutti già pianificati e già finanziati. Dobbiamo continuare il recupero di altre nuove aree verdi e di altri spazi pubblici in zona».

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