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Quando ci sono i numeri non ci sono le donne

Alla domanda “donna è...” posta nella nostra newsletter dello scorso marzo hanno risposto alcune donne dell’Associazione Noi Zona 2.

Alla domanda “donna è…” posta nella nostra newsletter dello scorso marzo hanno risposto alcune donne dell’Associazione Noi Zona 2

Le donne hanno ottenuto il diritto di voto in Europa solo nella prima metà del ’900: 1906 in Finlandia, 1917 in Danimarca e Svezia, 1918 nel Regno Unito e in Irlanda, 1919 in Germania, 1931 in Spagna, 1945 in Italia, 1946 in Francia. Mentre la Legge sull’aborto è del 1970 e quella sul divorzio del 1978.

Secondo una legge fascista, le donne potevano essere licenziate dal luogo di lavoro in conseguenza di un matrimonio o una maternità… come oggi!

Il cosiddetto “delitto d’onore”, quello commesso ai danni di una moglie adultera o di un amante, era sanzionato con pene minori rispetto a quello per omicidio con diverso movente (soltanto dai tre ai sette anni di reclusione). Nel 1981, ripeto 1981, viene abrogata quella parte della legge che attenuava le pene per chi commetteva omicidio per cause d’onore.

Ma chi ci insegna a coltivare la sicurezza, l’amore, il rispetto per noi stesse?

Come diceva Coco Chanel: “Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri”.

Quindi fuori le gambe. L’emancipazione ha bisogno di respirare.

Donna è… Essere donna oggi è particolarmente dispendioso energeticamente: hai tanti ruoli che senti di “dover” svolgere sia in casa che come professionista, e il tempo non ti basta. L’emergenza Covid ha particolarmente appesantito la situazione dal punto di vista emozionale per l’incertezza, la negatività dei messaggi, le preoccupazioni verso chi ti è’ vicino. Questa situazione mi ha talvolta “bloccato” nel pensiero: troppa pesantezza e tanta tristezza e la domanda: ma per quanto? Allo stesso tempo però le persone più care nell’ambito familiare, amicale e professionale sono risultate una presenza preziosa e lo sono ancora, con scambi di affetto e vicinanza. Ho imparato a gestire il tempo con nuovi ritmi, apprezzando piccole cose come la sperimentazione di una ricetta, la cura di una piantina che mi è stata regalata, altre piccole attenzioni.

Altrettanto sto contribuendo ad un servizio di “counseling telefonico” per supportare le persone impiegate in varie aziende che lo richiedevano, come servizio di “welfare” offerto dalle aziende stesse. Esperienza che mi ha permesso di essere di aiuto e di supporto e di scambio. E vi assicuro che ci sarebbe molto da fare! Potremmo offrire questo servizio pro bono a chi abita in zona 2? Potremmo pensarci! 

Per ora continuo ad essere preoccupata, ma sento nuova energia. Ho rivisto i miei impegni. Sarà la primavera? O altro? Però sono contenta perchè ho ripreso a sognare. 

Daniela Patruno

Donna è… ritrovarsi a lottare quotidianamente contro lacci e bavagli culturali rivendicando il diritto di scegliere ciò che desideriamo essere. 

Annalisa Cantù

Donna è… per me come la foto con la bicletta piena di fiori qui sopra. 

Puoi scegliere il colore, il tipo, il profumo, il sapore e la grandezza della natura…! E se si trova qualche spina, se si vuole anche quella sa come trasformarla in amore. 

Pepita De Salvo

Donna è… Donna è cultura, motore degli affetti, divulgatrice di linguaggio, dispensatrice di cure, vittima della propria evoluzione, rivoluzionaria per natura, “ti chiamerò Futura”. 

Giovanna Zappa

Donna è…

Donna è figlia, madre, moglie, amante, amica…

Donna è donare, accogliere, ascoltare, temere, sperare…

Donna è forza, fragilità, indipendenza… dipendenza.

Donna è tutto e niente… dipende dall’occhio che la guarda.

Donna è voglia di andare ma voglia di restare. 

Donna è complicata ma è un porto sicuro dove rifugiarsi. 

Donna è spendersi per gli altri e poco per se stessa. 

Donna è vita anche quando la vita non la può dare. 

Donna è scoperta ogni giorno anche quando sembra sempre uguale. 

Rosanna Mapelli

Donna è… Ipazia

Ipazia d’Alessandria è stata la prima filosofa, matematica e astronoma della storia. Testimonianza di Socrate Scolastico (storico cristiano suo contemporaneo): “C’era una donna allora ad Alessandria, il cui nome era Ipazia. Era figlia di Teone, filosofo della scuola alessandrina, ed era arrivata a un tal vertice di sapienza da superare di gran lunga tutti i filosofi della sua cerchia”. 

Fu il padre, alla guida della scuola neoplatonica di Alessandria e del Museion, centro di studi tra i più prestigiosi del mondo antico, ad avviarla all’istruzione; Ipazia raggiunse un elevatissimo grado di conoscenza della filosofia e delle discipline scientifiche e, a 31 anni, succedette al padre nella direzione della Scuola neoplatonica. La sua fama era tale che nuovi discepoli giungevano da ogni parte del regno per ascoltarla. 

Oltre alla sua brillante intelligenza, aveva dimostrato nel tempo di essere anche molto saggia, divenendo un punto di riferimento per l’intera comunità. Era una donna ammirata non solo per la sua cultura ma anche per la sua bellezza; portava avanti una forma di vita ascetica, come sacerdotessa del sapere, e respingeva ogni tentativo di corteggiamento. 

Era pagana, ma il suo pensiero filosofico la portava verso la tolleranza religiosa; il suo unico credo era la costante ricerca della verità, ma nello scontro di culture che si stava combattendo alle soglie del quinto secolo, era un credo destinato a soccombere.

Ipazia era la massima esponente della cultura ellenica e pagana ad Alessandria, in un momento in cui il cristianesimo si stava espandendo e, nell’ottica della conversione dei pagani, dava purtroppo impulso a frange estreme e radicali.

Inoltre era una donna che interveniva nelle questioni pubbliche e si poneva in maniera paritaria nei confronti degli uomini, fu quindi un personaggio scomodo perché incarnazione della sapienza e della possibilità per le donne di coltivarla.

Ipazia venne assalita mentre tornava a casa dalle sue apparizioni pubbliche.  Sempre Socrate Scolastico:

“Una moltitudine di uomini le piombò addosso, la spogliarono delle vesti, la massacrarono usando cocci aguzzi, il corpo venne fatto a brandelli e i resti dispersi o dati alle fiamme”.

Era l’8 marzo del 415 d.c. 

Grazia Orlandi

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