Il borgo di Greco

Un po’ di storia dei quartieri del municipio 2. Le origini e le tante trasformazioni nel corso degli anni dell’antico borgo.

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Il rudere di Cascina Conti
Il rudere di Cascina Conti

L’origine del nome dell’antichissimo borgo di Greco secondo Gianni Banfi, noto cultore di storia locale, potrebbe derivare da una delle seguenti tre ipotesi: toponimo ereditato da una colonia greca insediatasi dai tempi di Giulio Cesare; oppure quando a Milano si soleva indicare la zona di nord-est come quella da cui soffia il “greco” o grecale; l’ultima ipotesi riguarda l’interpretazione di un documento del XII secolo che accenna alle famiglie tributarie del monastero di San Simpliciano con l’espressione “illi de Greco”, accostando quella indicazione a una ipotetica famiglia Greco. Tuttavia, il toponimo appare in diversi documenti, tra cui quello del 1244 (per la presenza di un console in “locho di Greco”) e l’altro del 1346 (dove Greco risulta responsabile della manutenzione della “strata da Monza”).

Fin dal medioevo il Comune, composto da cascine sparse in un vasto territorio agricolo – che arrivava fino alla zona dell’attuale piazza Loreto e Stazione Centrale – includeva i borghi di Segnano, Segnanino e Pratocentenaro, che gli Austriaci, prima, e poi il regno d’Italia unificarono nel Comune di Greco Milanese. Denominato Segnano fino al 1863, il comune autonomo di Greco Milanese venne portato alla ribalta dall’attraversamento della linea ferroviaria Milano-Monza (1841), che trasformò il vecchio centro rurale in un complesso polo industriale, portando la sua popolazione dalle poche centinaia del primo ‘800 ai circa 25-30.000 abitanti del secolo successivo. Si collegava al vicino comune di Precotto attraverso la via Garibaldi, odierna via Rucellai.

L’espansione di Greco, prima dell’attività industriale, fu favorita dalla presenza di una notevole quantità di acque sorgive, che facilitavano la crescita di una vegetazione rigogliosa e la produzione di rilevanti quantità di ortaggi e foraggio.. Vaste estensioni di prati coltivati a marcita erano il pascolo degli animali da stalla. Il rudere di Cascina Conti è tutto ciò che rimane dell’antica attività rurale del vecchio borgo. Invece, a partire dal ‘500, molte ricche famiglie del centro di Milano vennero a Greco ad acquistare terreni per costruire ville di campagna per la villeggiatura. Tra queste la più celebre è la famiglia Litta con villa in via Conti (già via Litta) del XVI secolo, abbattuta negli anni ’70 del Novecento.

Con il radicamento nel territorio dell’industria pesante nei primi anni del Novecento, si ebbero due fenomeni paralleli e di notevoli dimensioni: le famiglie dei contadini abbandonarono il lavoro dei campi per diventare operai nelle fabbriche, dove il salario era sicuro e garantito tutti i mesi; mentre le fabbriche chiamavano dalle altre regioni italiane una manodopera sempre più numerosa, che ha costituito la recente espansione del quartiere.

Stazione Greco-Pirelli
Stazione Greco-Pirelli

Soppresso nel 1923 come Comune autonomo e aggrgato all’Amministrazione comunale di Milano, Greco è oggi maggiormente conosciuto per la stazione ferroviaria Greco-Pirelli e per il Deposito Locomotori, divenuto nel tempo fra i maggiori d’Italia. I lavori per la costruzione della massicciata ferroviaria lungo la Stazione Centrale e della stazione Greco-Pirelli, impiegarono una notevole quantità di manodopera. L’attività più gravosa presso la Stazione ferroviaria di Greco era quella del carico del carbone sui tender delle locomotive a vapore (il tender è il carro agganciato alla locomotiva a vapore, utilizzato per il trasporto di carbone, acqua e varie attrezzature).

Finalmente, nel 1931 – dopo un lavoro durato 25 anni che ha coinvolto le popolazioni di Greco, Precotto, Gorla e Turro – venne inaugurata la nuova Stazione Centrale di Milano. Ma l’alzaia ferroviaria, da una parte, e la depressione del condotto ferroviario, dall’altra, hanno separato definitivamente i due borghi fratelli di Segnanino e Precotto.

Un’Officina simile a quella di via Breda per le locomotive esisteva anche ad Arona. Quando le locomotive sono uscite dal mercato in seguito alla elettrificazione delle linee, tutti i ferrovieri di stanza ad Arona furono trasferiti a Greco, che a quell’epoca era l’unico posto ad avere una squadra “rialzo” uguale a quella di Arona. Di conseguenza, tutti i ferrovieri del Lago Maggiore sono stati alloggiati qui, in via Breda, dove furono costruite le case per i ferrovieri con le proprie famiglie e i “dormitori” per ospitare quei ferrovieri che arrivavano in Centrale dopo la mezzanotte, che avevano bisogno di un posto per dormire.

La stazione di Greco-Pirelli, dunque, risale al 1914, quando i nuovi insediamenti industriali della Pirelli, della Breda, della Falck richiesero un supporto ferroviario per il trasporto di uomini e merci. La stazione e soprattutto il Deposito di Greco furono al centro delle lotte operaie specie durante l’occupazione nazista; tra giugno e luglio 1944 i partigiani fecero esplodere locomotive e depositi di carburante. Vi furono vittime tra i civili. Per reazione, i nazifascisti fucilarono 3 ferrovieri: Carlo Mariani, Arturo Colombo, Siro Marzetti.

In un successivo intervento presenteremo i principali monumenti del quartiere: la Parrocchiale di San Martino, la Cappella di Sant’Antonino, il Cimitero di Greco, la Cassina de’ Pomm, il Refettorio Ambrosiano.

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