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Scuola di italiano, scuola di inclusione

Casa della Carità organizza fin dalla sua nascita una scuola di italiano per stranieri per fornire loro uno strumento fondamentale.

di Valentina Rigoldi


La Scuola di italiano per stranieri è un’attività che la Casa della Carità, fin dai suoi primi anni di vita, mette a disposizione delle persone straniere, che hanno così la possibilità di conseguire una conoscenza di base della nostra lingua, precondizione fondamentale per ogni progetto di autonomia e inclusione sociale.

Tra gli studenti della scuola ci sono sia gli ospiti stranieri della Fondazione che le persone che ne frequentano i servizi diurni, come le docce e il guardaroba, o che si sono avvicinate alla Casa attraverso il Centro di ascolto o lo sportello legale.

Questa preziosa attività è promossa da un affiatato gruppo di volontarie e volontari e le lezioni avvengono in maniera personalizzata: in gruppi diurni o serali, suddivisi per livello, o in momenti uno a uno, la Scuola di italiano coinvolge circa 70 persone di diverse età e nazionalità.

E a trascorrere anche solo pochi minuti tra i banchi di questa specialissima scuola, si vede che la voglia di imparare è tanta. Lo si capisce, per esempio, dalle parole di Mohamed, tunisino di 27 anni, che dice: «Mi piace studiare l’italiano, è importante per trovare un lavoro qua e per parlare con gli altri. Faccio solo un’ora e mezza alla settimana, ma sto imparando tanto. E l’italiano è bello, è una lingua musicale». E Mohamed ha già anche la sua canzone italiana preferita: Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri.

Hadi, invece, è egiziano, ha 26 anni ed è in Italia da alcuni mesi: «Voglio imparare l’italiano per il mio lavoro. Faccio l’elettricista, ho il contratto a tempo indeterminato e tutti i documenti in regola. Mi piace il mio lavoro e mi piace conoscere la gente, ma adesso vivo con tutte persone egiziane e parlo sempre arabo. Ma così non vado avanti, io voglio andare avanti è importante per me».

Cuore pulsante di questa attività sono 21 volontari e volontarie; sono soprattutto giovani che si sono avvicinati alla Casa dopo la pandemia, affiancando insegnanti storici della Scuola. Come Dina, che ha iniziato il suo volontariato a ottobre 2022: «Questa per me è un’esperienza emozionante. È vero quello che si dice: quando si dona, si riceve, anche solo nel vedere i volti di questi ragazzi e uomini, che esprimono tanto desiderio e tanta speranza. Ce la mettono davvero tutta».

«La soddisfazione più grande che mi danno è che, quando finisce la lezione, non si staccano dalla sedia, ma continuano a fare domande. E tu capisci quanto per loro sia importante imparare l’italiano, per integrarsi, per trovare lavoro, per avere una speranza di vivere meglio», le fa eco Liana.

Gli insegnati della Scuola di italiano della Casa della Carità non si limitano a spiegare i fondamenti della lingua, ma diventano un punto di riferimento per gli studenti, che condividono con loro problemi e successi. E tra volontari e ospiti si crea in molti casi un rapporto che prosegue anche al di là degli incontri delle lezioni e che supera il trascorrere del tempo.

Se si è interessati a un’attività di volontariato alla Casa della Carità si può scrivere a: volontari@casadellacarita.org

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