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Le chiese di San Mamete e Gesù a Nazareth

La parrocchia e la chiesa di Gesù a Nazareth hanno camminato parallelamente al crescere del quartiere Adriano. Negli anni 1980-90 si fabbricava sulla parte destra di via Adriano andando verso Sesto.

Dopo gli anni 2000 cresceva sulla sinistra, faticosamente, la seconda parte del quartiere. Oggi si stima che il quartiere abbia circa 10.000 abitanti, anch’essi venuti qui ad abitare un po’ per volta, man mano che i palazzi venivano conclusi, finiti e gli alloggi consegnati. Tuttavia la popolazione, sempre più numerosa, chiedeva la santa messa domenicale e le funzioni proprie di ogni parrocchia, che nel quartiere Adriano viene formalmente costituita nel 1991.

All’inizio l’unico luogo sacro a disposizione del nuovo quartiere era l’antica chiesa di San Mamete, già luogo di culto del lazzaretto eretto nel 1500. Infatti, il 14 ottobre 1990 il primo parroco, don Egidio Villani, celebrava la prima messa di questo quartiere dentro l’oratorio di San Mamete, nella via omonima. Ma immediatamente s’accorgeva che questa chiesina, fin d’allora, si dimostrava insufficiente per una popolazione cresciuta di diverse migliaia di abitanti.

La chiesetta di San Mamete. Come altre chiese sorte anticamente a servizio spirituale dei luoghi di cura e dei lazzaretti (si veda per esempio la chiesa dei Re Magi in Corte Regina a Cimiano o il tempio ottagonale del lazzaretto di Porta Venezia), anche la chiesa di San Mamete era parte integrante dell’antico Lazzaretto di Crescenzago. Eretto nella seconda metà del 1500, per desiderio di San Carlo Borromeo, come luogo di cura spirituale verso i malati della grande pestilenza di Milano, l’oratorio continuò ad assolvere alla propria funzione religiosa per gli abitanti delle cascine circostanti, anche quando il lazzaretto venne dismesso. Per molti anni vi si celebrò una sola messa durante il mese di maggio per la benedizione dei campi e il 18 agosto per la festa di San Mamete. Ma nel 1957 durante la visita pastorale, l’arcivescovo di Milano cardinale Montini stabilì che vi si celebrasse una santa messa almeno una volta la settimana, la domenica, essendo il borgo delle cascine alquanto lontano dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Rossa. Fu così che, grazie al concorso generoso degli abitanti del rione, la chiesa fu arredata di tutto il necessario per celebrare la santa messa festiva. La statua che si trova all’interno, sulla destra, è l’immagine di San Mamete, realizzata per adempiere a un voto fatto dagli abitanti stessi durante la seconda guerra mondiale. Fu benedetta dal prevosto don Giuseppe Roncoroni nel 1957, con una solenne processione seguita da grandi festeggiamenti.

San Mamete patrono di questo quartiere antico. Dopo 500 anni si può pensare che San Mamete si sia guadagnato il ruolo di santo patrono della parte nord di Crescenzago, la parte antica che è stata modernizzata negli ultimi decenni.

San Mamete è invocato soprattutto per l’amore che portava ai più poveri. Figlio di un pastore di Cappadocia, in Cesarea, era tuttavia di famiglia benestante ma pagana. Rimasto orfano dei genitori a 15 anni, distribuì fra i poveri tutti i suoi averi e si ritirò sulla montagna con alcune capre. Tutti i giorni portava quel poco che aveva ai poveri, persino il latte alle madri che allattavano i propri bambini. (Questi fatti sono raffigurati del resto nel quadro posto al centro dell’altare, oggetto di particolare devozione). Quando le autorità scoprirono la sua identità di cristiano, lo gettarono giù da un burrone e lo uccisero a colpi di pietra. Altre versioni della tradizione raccontano che il santo riuscì a superare indenne tutte le torture che i tiranni gli inflissero, finché non gli tagliarono la testa. Per questa ragione, come i martiri cristiani, viene rappresentato con una palma nella mano. La persecuzione avvenne nel 270-275 dopo Cristo al tempo dell’imperatore Aureliano. La tradizione vuole che le sue reliquie fossero portate a Milano nella chiesa di Santo Stefano, dove divennero oggetto di grande venerazione da parte dei milanesi.

Gesù a Nazareth nasce in una stalla. Constatato che l’oratorio di San Mamete mai avrebbe potuto contenere una folla di fedeli in continua espansione, si cercarono in fretta ambienti più capienti, ancorché provvisori. In mancanza d’altro, vennero attrezzati alcuni locali nella vicina cascina, ch’era fortunatamente disabitata e per la verità alquanto malmessa. Ma la popolazione non si scoraggiò e lavorò intensamente per rimettere in ordine quei vecchi muri. Fu così che il secondo tempo della costituzione della parrocchia e della chiesa prese il via il 25 dicembre 1990, quando don Villani celebrò la messa di Natale dentro la stalla: da quel momento la chiesa improvvisata venne chiamata “stalla cattedrale” e sarà la chiesa del quartiere per circa sette anni.

La moderna chiesa di Gesù a Nazareth. Sull’iter che ha portato alla nascita della nuova chiesa in via Trasimeno 53, leggiamo quanto scrive don Egidio Villani nel suo diario pubblicato sul libro “Avanti e indré. Diario per la costruzione della chiesa Gesù a Nazareth”:

1988 aprile

La “Commissione Diocesana Arte Sacra” approva il progetto di una nuova chiesa per la città di Milano secondo il “Piano Montini per le Nuove Chiese”.

1989 agosto

L’“Opera Diocesana per la preservazione e diffusione della fede” presenta al Comune di Milano la domanda per la edificazione della chiesa con il progetto degli architetti Buffa Giovanni e Camisasca Ambrogio.

1990 giugno

Mi viene proposto l’incarico di fondare una nuova parrocchia: “Non trovo nessuno”, ha detto il Vicario della città e “Stanno già facendo la chiesa!!” e in settembre sono “destinato” con questo compito, come coadiutore alla parrocchia di Santa Maria Rossa.

1991- 1 giugno

Erezione canonica della “Parrocchia Gesù a Nazareth”, Milano, e nomina a parroco. Per la nuova “chiesa” non si sa nemmeno su quale terreno edificarla.

1992 maggio

Verbale di consegna dell’area… Tutto tace fino a settembre 1994. 1994 – 21 settembre: mons. Arosio e l’arch. Potestio tornano in Comune, ufficio Grandi Opere, e mi comunicano che a breve ci sarà il fenomeno edilizio nuove costruzioni, e siamo sollecitati alla benedizione della prima pietra.

1994 – 7 ottobre

Potestio della Curia mi comunica per telefono che la concessione edilizia è stata firmata dall’assessore. Occorre solo attendere che “esca”. È il giorno della Madonna del Rosario, a Lourdes avevo chiesto un “segno”.

1994 – 16 ottobre

Domenica della Dedicazione del Duomo e Festa della Presenza. Passoni Gabriele e Perizzolo Gino a nome della Parrocchia, in Duomo consegnano la prima Pietra che viene benedetta, la riportano a casa e a staffetta viene portata alla Croce.

Dopo la posa della prima pietra avvenuta il 15 ottobre 1995, con la messa di mezzanotte nel Natale 1997 si apriva la nuova chiesa in via Trasimeno, e cominciava il terzo tempo della chiesa parrocchiale, il tempo attuale. La sua inaugurazione ufficiale ha avuto luogo il 25 marzo 1998, festa dell’Annunciazione; il cardinale Martini è venuto a consacrarla il 18 ottobre dello stesso anno. Quando don Villani dovette ritirarsi per anzianità, gli succedette don Fiorenzo Mina; oggi il parroco è don Alessandro Noseda, molto apprezzato per le omelie recepite anche dai social media. Intanto mentre la chiesa all’interno avvolge tutto nel segno della spiritualità, all’esterno la parrocchia diventa il centro del quartiere per l’attrazione che esercita sui ragazzi e sulle famiglie. Hanno messo in piedi un formidabile Gruppo sportivo che nel 2005 ha scelto il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica GaN (che significa Gesù a Nazareth) e ultimamente hanno avviato importanti lavori sul bar, sulla cucina, sull’aula animatori e sulla gestione delle caldaie. La società sportiva è l’ultima arrivata nel panorama dei nostri oratori, ma è cresciuta in fretta e si fa conoscere per la sua vivacità.

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Numero 03-2022

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