
“La vera storia del rifugio per elefanti tristi” è la più recente produzione letteraria di Flavio Maestrini, lo scrittore della Maggiolina noto per la serie di libri sul Commissario Dondina, capo della Squadra Mobile di Milano nella metà dell’Ottocento.
Questa volta Maestrini ci presenta la storia di tanti elefantini che vanno alla ricerca di un rifugio, perché le loro vicende li hanno costretti alla solitudine per abbandono, quindi alla tristezza.
Tutti (quelli che ci credono) sanno dove si trova il rifugio ma chi chiede ospitalità ha l’obbligo di raccontare la sua storia a chi lo accoglie. Questi animali, così diversi fra loro ma uniti da un uguale destino ci istruiscono sui materiali di cui sono composti, sul luogo da cui provengono e sulle vicissitudini del loro percorso. E allora troviamo l’elefantino di giada dell’Estremo Oriente, quello di diaspro del Sud Africa o di serpentino della nostra Valmalenco e tanti altri che ci dicono la ragione per cui chiedono di essere ammessi al rifugio.
Ci si può quindi affezionare al triste elefantino ricco di ornamenti appartenuto ad un principe indiano, regalato all’ambasciatore italiano in India, che gli riserva un trattamento degno dei suoi trascorsi ma poi, quando il funzionario è richiamato in Italia, viene posto prima su una ribaltina ma poi relegato in una cassapanca.
Fantasia e realtà si confondono nei racconti dei piccoli elefanti, si proiettano nella nostra vita, fanno pensare.
“Stupore, fantasia e realtà…” è il titolo della bellissima postfazione di padre Luca Zanchi, parroco di S. Angela Merici in Milano che, partendo dalle storie degli elefantini, ci indica un percorso di vita. “Dare voce a chi non ha voce, pensare, fare gruppo vuol dire desiderare la comunione, è non scegliere la solitudine o l’individualismo…”.
Il libro si può trovare: in segreteria, al Centro di Ascolto della Parrocchia di S. Angela Merici, oppure al termine delle S. Messe con offerta libera; su Amazon in vendita a Euro 12,00.
I ricavi verranno utilizzati per le attività caritative ed educative della Parrocchia.




