Qualcuno fra gli abitanti di Greco temeva chissà quale invasione di barboni, straccioni o malviventi quando il cardinale Scola aveva annunciato che il vecchio teatro parrocchiale di Greco sarebbe stato trasformato in una mensa per i poveri. Invece niente di tutto questo è avvenuto.
Anzi, la popolazione si ricredette quando vide che il vecchio teatro era stato trasformato in un luogo dove la bellezza si sposava con l’armonia del menù, seppur povero ma di altissima fattura perché messo in tavola da un maestro chef come Massimo Bottura in un ambiente creato dal regista Davide Rampello, tra le opere d’arte come la “Porta dell’accoglienza” (alta 5 metri disegnata da Mimmo Paladino), l’innovativa scritta al neon di Maurizio Nannucci “No more excuses” (Non più scuse), e il grande affresco di Enzo Cucchi “Homo Novus”.
Inaugurato il 4 giugno 2015, il Refettorio ha colto immediatamente la grande intuizione di Expo 2015, “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, seguendo la traccia indicata dall’esposizione internazionale e dallo stesso insegnamento di papa Francesco contro la cultura dello scarto, utilizzando le eccedenze quotidiane dell’esposizione e le donazioni dei privati.
Dopo l’esperienza di questi primi 10 anni i dati a consuntivo forniti dalla Curia ci dicono che finora sono stati confezionati 260.000 pasti, di cui 220.000 pasti per soggetti senza fissa dimora, 14.000 per anziani soli in agosto, 8.200 per animazioni con bambini e ragazzi, 2.000 pasti per volontari aziendali.
Lo staff professionale permanente è composto da 11 persone e 4 tirocinanti, 90 volontari. Incontrate oltre 13.000 persone, di cui 8.200 ragazzi di scuole e parrocchie, 2.900 persone in povertà, 2.000 volontari aziendali, 547 anziani in solitudine nel mese d’agosto. Conclude Massimo Bottura: «Un’idea semplice ma rivoluzionaria: abbiamo trasformato lo spreco in risorsa, la solitudine in accoglienza, l’indifferenza in un gesto positivo. Questo spazio non è una mensa, ma un luogo speciale dove la bellezza si trasforma in pane».




