Uno dei tanti effetti positivi che gli animali hanno sulle persone è facilitarne la comunicazione. La presenza di un animale rende altamente probabile che due sconosciuti, che mai si sarebbero rivolti la parola, improvvisino senza difficoltà una conversazione. Molte amicizie nascono ai giardinetti portando fuori il cane e ho alcuni clienti che si sono perfino sposati. Al contrario è tanto frequente che persone del quartiere che magari si conoscono da anni di vista o per nome, incrociandosi sullo stesso marciapiede, facciano finta di non vedersi per sottrarsi alla fatica di un saluto e per imbarazzo. Poi metti due sconosciuti in una stanza assieme ad un gatto… e inizia un dialogo.
A proposito di questo voglio raccontarvi una piccola storia di animali e di incontri fortunati. Una mattina entrano in studio due bambini assieme alla mamma. Stringono tra le braccia una scatola da scarpe. Al suo interno c’è un piccolo pappagallino ondulato di colore azzurro. È giugno, un pomeriggio caldissimo. I bambini lo avevano raccolto smarrito e stremato dal marciapiede rovente, senza più forza per volare. Miracolosamente sfuggito alla curiosità dei cani o all’attacco delle cornacchie, si era lasciato catturare con facilità. I due fratellini supplicano pietosamente la mamma per poterlo tenere, poi si arrendono alla fermezza del genitore e me lo consegnano.
Lo ricovero in una gabbietta con acqua e in seguito un po’ di frutta fresca. Beve, mangia, si riprende, mi buca un dito quando infilo la mano per prenderlo. Colpa mia. Lo fotografo e lo faccio pubblicare sul gruppo Facebook “Sei di Precotto”. Dopo poche ore mi scrive Giovanni. Pensa di riconoscerlo. Forse è suo, uscito da una finestra aperta mentre volava libero per casa. Giovanni viene quindi in studio con la sua voliera spaziosa per riportarsi a casa l’uccellino. In sala d’aspetto in quel momento c’è anche Francesca con la sua gatta Tuni.
Giovanni e Francesca non si conoscono ma invece di isolarsi nel cellulare, si vedono e iniziano a parlare. La presenza di Tuni è fondamentale per mettere in contatto i due sconosciuti: se fossero stati nella sala d’aspetto di un dentista… non si sarebbero rivolti la parola. Giovanni durante la conversazione viene a sapere che anche i genitori di Francesca hanno un pappagallino ondulato azzurro: si chiama Segreta detta Greta. Che coincidenza, anche Greta era stata smarrita, ma purtroppo non era stata ritrovata.
Finalmente è il turno di Giovanni che entra in studio con la sua grande gabbia vuota, pronto a riprendersi il pappagallino. Lo osserva un poco e a malincuore mi dice: “Mi dispiace ma non è il mio! Lo prenderei ugualmente, ma ho conosciuto ora Francesca e vorrei che prima lo vedesse lei”.
Invito Francesca ad entrare per osservare l’animale. Francesca non è sicura, fotografa l’uccellino, chiama i suoi. I genitori confermano: si tratta di Greta! Così Giovanni presta la gabbia a Francesca e dopo poche ore ricevo la foto di Greta-Segreta riunita al suo compagno, un pappagallino maschio giallo e verde. È una foto bellissima che ho fatto pubblicare sul gruppo per ringraziare chi aveva condiviso. I due uccellini sono sul loro ramo, uno di fronte all’altro, vicinissimi, finalmente non più separati. Riuniti contro ogni probabilità, grazie a due bravi bambini e alla loro mamma, grazie alla gente del quartiere, a Giovanni, a Tuni e a quella socialità fiduciosa e positiva, a quella voglia antica di parlarci e di fare amicizia che gli animali ci fanno ritrovare.




