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venerdì, 3 Febbraio 2023
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Periferie milanesi ieri, oggi, domani

Il punto della situazione in zona 2.

di Roberta Osculati, presidente della Commissione Periferie del Comune di Milano

Roberta Osculati, presidente della Commissione Periferie del Comune di Milano
Roberta Osculati, presidente della Commissione Periferie del Comune di Milano

Siamo partiti con un’ossessione e la promessa di affrontare i problemi sociali, edilizi e ambientali delle periferie milanesi. A che punto siamo? Fin dal primo anno sono state messe nero su bianco le cifre per far fronte a degrado, emarginazione, sicurezza urbana: 63 milioni sono stati destinati al quartiere Adriano-Padova-Rizzoli per la realizzazione della rete ecologica di connessione con il parco Lambro, la rigenerazione della piazzetta Mosso, il recupero e l’apertura della scuola del parco Trotter, il completamento dei servizi e degli interventi urbanistici del quartiere Adriano, il prolungamento della tramvia. Nell’elaborazione successiva del Piano Quartieri, il valore economico complessivo degli investimenti è arrivato a 1.616,8 milioni di euro.

Alcune scelte generali hanno guidato il percorso. Il nuovo Pgt Milano 2030 guarda a una città che vuole crescere in maniera sostenibile e inclusiva, a partire da una ricucitura territoriale tra centro e periferia, per estendersi oltre i suoi confini in un’ottica di Città metropolitana.

Nel progetto si parla di 88 quartieri, spazi abitati e vissuti, con tanta storia presente e passata. Perciò si è voluto rendere protagonista la comunità locale coinvolgendola in una sorta di “amicizia civica”, capace di costruire legami di rispetto, fiducia, collaborazione reciproca. Infatti, riqualificare le periferie non significa soltanto investire in ristrutturazione di beni materiali, ma anche riempire di iniziative sociali e di aggregazione i quartieri.

In questa direzione vanno i tanti progetti sostenuti dal Bando Quartieri e i “patti di collaborazione” siglati tra Comune e associazioni del territorio, ma anche con semplici cittadini, volontari, gruppi informali per la realizzazione di progetti di gestione, manutenzione, miglioramento e attivazione dei beni comuni urbani. Sperimentazioni di questo genere sono state avviate, per esempio, nell’Anfiteatro Martesana per iniziative di animazione a titolo gratuito, nel campo bocce del parco Franca Rame nel quartiere Adriano e in piazza Costantino.

Uno dei temi più delicati delle periferie è quello dell’abitare, che si intreccia spesso con dei “vuoti” che sono una delle componenti che portano al declino, acuiscono il senso di degrado e insicurezza, potenziano condizioni di perifericità, rappresentano occasioni mancate di presidio in contesti che accentuano isolamento.

Per questo è stato introdotto il piano “Zero case vuote” e il monitoraggio trasparente dell’avanzamento del piano di riqualificazione degli alloggi popolari: nelle case di MM sono state ridotte drasticamente le occupazioni abusive (da 1722 a 750) e dal 2017 negli immobili di MM non c’è più stata alcuna nuova occupazione. Il piano sfitti, che punta a recuperare più di 3000 alloggi, verrà completato entro il prossimo anno e più della metà di questi sono già stati ristrutturati e assegnati, aumentando sensibilmente l’offerta abitativa da parte del Comune.

È stato avviato, dopo decenni di stallo, un piano per il recupero della morosità, sono stati assunti nuovi custodi nelle portinerie e recuperati e assegnati più di 600 spazi per usi diversi a piano terra (su 704 complessivi).

Significativa è stata anche la scelta di destinare ai quartieri periferici almeno il 50% degli oneri di urbanizzazione generati in centro città.
Un vero e proprio nuovo quartiere di housing sociale sorgerà nell’ex scalo ferroviario di Greco, con case prevalentemente in affitto e il 72% di spazi destinati a verde. In totale il nuovo quartiere ospiterà circa 1.500 nuovi residenti fra i 24 e i 44 anni.

L’investimento del Piano Quartieri si regge anche su Fondi Europei strutturali e di investimento: l’esperienza di Milano nella politica di coesione dell’Unione Europea dimostra la capacità amministrativa e finanziaria di una città che ha saputo investire in politiche e azioni concrete per lo sviluppo urbano sostenibile e attuare operazioni concrete, misurabili e coerenti con le finalità indicate a livello europeo.

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