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Oggi parliamo della Conca di Viarenna

di Roberto Biscardini, Presidente Associazione Riaprire i Navigli

O ggi parliamo di una Conca lontano da noi, una delle più importanti dei nostri Navigli milanesi, costruita intorno al 1550 dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, in sostituzione di una conca precedente, costruita nel 1438-39, e a sua volta demolita durante la costruzione delle mura spagnole. Questa conca, detta di Viarenna, permise di superare il dislivello di circa tre metri tra il laghetto di Sant’Eustorgio e la fossa interna, garantendo in questo modo, anche nei secoli successivi, fino al 1857, il trasporto dei marmi di Candoglia fino al laghetto di Santo Stefano, per la costruzione del Duomo di Milano. Una conca di tipo vinciano e di grandi dimensioni che caratterizzava una zona di grande importanza storica per Milano, nelle vicinanze del Parco delle Basiliche, del Museo Diocesano e dell’Anfiteatro romano in prossimità dell’attuale Darsena.

La nostra Zona è ancora il luogo fortunato in cui si può vedere il Naviglio Martesana, da via Idro alla Cassina de Pomm, là in via Conca del Naviglio, non è rimasto più niente. Da noi si può camminare e pedalare sull’alzaia del Naviglio godendo della bellezza dell’acqua e del paesaggio circostante, là il paesaggio è completamente irriconoscibile, il numero di macchine parcheggiate nella zona a fianco delle nuove strade, caratterizzano i luoghi senza più alcun riferimento al vecchio Naviglio che passava di lì provenendo da Via de Amicis.

Chi vive nel quartiere della Martesana sa come il proprio Naviglio sia, nel bene e nel male, l’avamposto della sua chiusura, dalla Cassina de Pomm in giù. La chiusura e la tombinatura del Naviglio Martesana per tutto il tratto di via Melchiorre Gioia e poi in avanti la chiusura del Naviglio di San Marco e della Cerchia Interna. E ha consapevolezza che riaprire i Navigli a Milano (gli otto chilometri che separano Cassina de Pomm alla Darsena) significa rimuovere uno sciagurato intervento che ha privato la città di una sua storica e grandiosa bellezza. In contrasto con ciò che avviene e che è avvenuto nel resto del mondo, dove le città che erano attraversate da canali e corsi d’acqua, li hanno protetti ed ancora oggi li potenziano.

Dare conto oggi della riapertura della Conca di Viarenna e di un intervento di cui si discute da almeno vent’anni, significa porre il tema di un’inversione di tendenza. Quella appunto di iniziare a ripristinare le conche distrutte come primo passo per la riapertura dell’intero tracciato. Un progetto già finanziato dal Comune di Milano, già inserito più volte nel Piano triennale delle opere pubbliche, con un costo estremamente limitato, che avrebbe potuto portare alla luce uno dei punti più significativi dei Navigli milanesi già anni fa.

Parliamo appunto della Conca di Viarenna che si trovava là dove oggi c’è via Conca del Naviglio. Infatti, a conclusione dell’infelice copertura del semicerchio essenziale del Naviglio Interno, quello che correva in corrispondenza dell’attuale cerchia dei Navigli, il tratto principale di canale che assicurava il collegamento tra il Naviglio Martesana e la Darsena, veniva coperto anche il Naviglio di via Vallone, oggi via Conca del Naviglio, e con esso anche la Conca di Viarenna.

Nel dopoguerra le lapidi che attestavano la presenza in Milano della conca costruita nel 1438-39, di cui si sono ritrovate le tracce durante gli scavi archeologici in Darsena, sono state posizionate nell’edicola su ciò che resta dell’antica conca. Poca roba e malmessa. Una soluzione indecorosa rispetto alla grandezza originaria, una vasca recintata (poco più di una vasca per i pesci rossi) riempita d’acqua alla bell’e meglio.

Interessante sottolineare che la copertura del Naviglio Vallone nel 1933 ha privato la città contemporaneamente sia del corso d’acqua che sottopassava il “Tombon” e via D’Annunzio (garantendo il passaggio delle imbarcazioni in entrata e in uscita dalla Darsena) sia il collegamento pedonale tra il centro storico di Milano e la Darsena stessa. Per capirci: dalla nostra Martesana alla Darsena, ricostruito l’intero itinerario navigabile dei Navigli milanesi, se c’è un’opera importante da realizzare, questa è il ripristino dell’attraversamento con un ponte leggermente rialzato in via D’Annunzio per consentire il sottopasso del canale e dell’alzaia nelle condizioni precedenti al 1933.

Noi abbiamo sempre sostenuto che ha senso riaprire i Navigli a Milano se ciò avviene seguendo il corso dell’acqua, quindi dalla Martesana in giù fino alla Darsena ma, in via eccezionale, la riapertura della Conca di Viarenna potrebbe avvenire anche prima di tutto il resto quale riconnessione ed estensione della Darsena, realizzando all’interno dei Bastioni un nuovo porticciolo al servizio della città.

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