Le morti sul lavoro diventano sempre più argomento di denuncia e di riflessione, materia di conflitto sociale e di vertenza sindacale. Ne è una ulteriore conferma il fatto che la questione si ritrova sempre più spesso in quella che è una delle forme espressive di maggiore imapatto popolare: la canzone.
In Era bello il mio ragazzo, morti sul lavoro. Canzoniere del dolore e della rabbia Giuseppe Ciarallo compone una sorta di autobiografia della classe lavoratrice italiana uccisa, ferita, resa invalida, che inizia con Lu minaturi di Domenico Modugno (1954) e si conclude con L’uomo nel lampo di Paolo Jannacci e Stefano Massini (2024). Ogni testo di questa raccolta rappresenta un pezzetto di una grande storia, quella dell’industria italiana, dei suoi lavoratori e delle sue lavoratrici. E della salute e della sicurezza.

Il libro è il prodotto di un progetto che mette insieme i nomi di artisti e di gruppi musicali, ognuno con la propria impronta e il proprio stile; e che avvia un processo collettivo di memoria e di consapevolezza: gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali non sono qualcosa di occasionale e di imprevedibile. Sono la tragica conseguenza di un complessivo sistema produttivo che funziona a spese dei suoi ingranaggi umani.
Nel volume sono contenuti i testi di settantatré canzoni che, dal secondo dopoguerra ad oggi, hanno raccontato il dramma delle morti sul lavoro e per il lavoro.
Ogni canzone è accompagnata da una scheda storico critica redatta dall’autore. Ad impreziosire il lavoro ci sono una prefazione di Luigi Manconi e Chiara Tamburello, una postfazione di Massimo Vaggi, scrittore e avvocato per conto della CGIL nelle cause per amianto, ma soprattutto settantatré disegni di altrettanti illustratori e illustratrici, tra i quali spiccano colonne della satira italiana (Lido Contemori, autore della copertina, Massimo Bucchi, Vauro, Fabio Magnasciutti, Lucio Trojano, Eugenio Saint Pierre, Giuliano, Danilo Maramotti, Sergio Staino, Marco De Angelis, Marilena Nardi, Gianni Allegra, Mauro Biani e tanti altri) e giovani dal radioso avvenire quali Lorenzo Bettinelli, Mario Cicellyn Comneno e Luca Leporatti.
Le settantatré illustrazioni sono state stampate e incorniciate e diventeranno oggetto di una mostra itinerante che verrà esposta presso Camere del Lavoro, Case del Popolo e sedi di altre associazioni che vorranno ospitarla.




