In occasione del Milano Pride 2026, lo storico Cinecircolo André Bazin, organizza con il patrocinio del Municipio 2 una piccola rassegna di film a tematica LGBTQIA+. Si parte sabato 13 giugno 2026 alle ore 21:00 con Ritratto della giovane in fiamme (2019) di Céline Sciamma, presentato da Cristina Gramolini, attivista di Arci lesbica e insegnante di storia e filosofia, per proseguire domenica 14 giugno con Priscilla, la regina del deserto (1994) di Stephan Elliot, presentato da Lucia Giansiracusa, storica del “Movimento delle donne”. Nel corso degli incontri verrà inoltre presentato il libro Le omosessualità e il cinema di Giulio Martini, giornalista e presidente del Bazin, a cui abbiamo rivolto qualche domanda.
Per chi ancora non conosce il cinecircolo Bazin, può spiegarci cos’è?
«André Bazin era un famosissimo critico cinematografico (1918-1958, unanimemente considerato il miglior critico cinematografico del dopoguerra. Ndr) che ha vissuto in Francia.
Il circolo è in Zona2 da 43 anni ed è il più frequentato di Milano anche perché dà la possibilità di rivedere lo stesso film della rassegna annuale quattro volte durante la settimana quindi è molto comodo. Ci sono sempre il dibattito, commenti e documentazioni varie».

Com’è nata l’idea del cinecircolo?
«L’idea nasce quando purtroppo chiuse la sala Gonzaga e quindi abbiamo fondato quest’iniziativa non molto lontana, per gli appassionati e i cinefili. Da allora abbiamo continuato con passione, molti soci e un buon seguito e abbiamo anche inventato iniziative collaterali come i viaggi cinematografici. Andiamo in luoghi dove sono stati girati i film, in Italia e all’estero, ne abbiamo già visitati una quarantina».
Com’è nata la collaborazione col Municipio 2?
«Per fortuna hanno capito che serve aiutare e appoggiare quei pochi cinema che sono rimasti in zona. In particolare l’anno scorso con la prima edizione di “Omosessualità nel cinema” che quest’anno replichiamo perché ha interessato ed è piaciuta. Faremo il bis proprio durante il mese del Pride, quindi casca a fagiolo con l’iniziativa».
Presenterete anche il libro “Le omosessualità al cinema”.
«Esatto. L’anno scorso abbiamo iniziato questo percorso nato nel cinecircolo perché per tutti questi anni abbiamo visto e commentato più di 1300 film e ci siamo accorti che le figure di omosessuali, lesbiche e trans hanno subìto una grande evoluzione e cambiamento dai tempi che furono ad oggi. Quindi abbiamo pensato di focalizzare la nostra attenzione ed è nato questo libro in cui percorriamo i 130 anni della storia del cinema per capire cosa è cambiato, come mai è cambiato, cosa fanno i registi omosessuali e se esiste addirittura un’estetica omosessuale oppure no.
Il libro verrà presentato per l’occasione e poi messo a disposizione. L’analisi parte addirittura dal cinema muto, e poi la faccenda si è evoluta, in maniera vistosa dal primo periodo in cui gli attacchi all’omosessualità, sopratutto quella maschile, erano violenti e feroci, condanne senza appello e nel dopoguerra ha subito un cambiamento significativo. Abbiamo cercato di vedere la cosa non soltanto nel cinema italiano ma anche in quello di Hollywood che fa più successo, ma pure cinese, sudamericano…
Passiamo anche in rassegna le personalità appartenenti alla comunità che hanno contribuito ad arricchire il cinema, ma anche la letteratura, la musica e l’arte».
Per chi fosse interessato il Cinecircolo André BAzin si trova presso l’Auditorium Don Bosco in via Melchiorre Gioia 48. Le proiezioni saranno gratuite fino a esaurimento posti.




