Loreto, un paesino divenuto città

Un po’ di storia dei quartieri del municipio 2. Questa volta parliamo di piazzale Loreto.

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Piazzale Loreto
Piazzale Loreto

Mi ha sempre incuriosito osservare le mappe del ‘7-800 in cui la località di Loreto appare prima come paesino sperduto in mezzo alla campagna e poi, raggiunto dal Comune dei Corpi Santi, appare alla biforcazione della Via Orientale che prosegue a sinistra nel “bello stradone alberato che mena alla Villa Reale” (come scrive il Cantù nella sua Storia di Milano), e a destra nella Postale Veneta (poi via Padova).

Nell’Ottocento, lungo la prospettiva di destra, nel periodo 1820-25, viene aperta, dal rondò di Loreto fino a Crescenzago, la nuova strada Postale Veneta, che in oltre 4 km attraversa i comuni di Greco, Corpi Santi, Turro, Crescenzago fino a Vimodrone. Così viene ancora descritta da Cesare Cantù (Milano e il suo territorio, Pirola 1844): “La strada bergamasca esce dalla Porta Orientale e segue il magnifico viale di Loreto, indi procede tra feraci campagne e lasciata a sinistra Turro e a destra Casoretto, giunge a Crescenzago. Siede questo ridente villaggio in riva al Naviglio della Martesana e ha pregio di eleganti ville e giardini”.

Nella prospettiva di sinistra, il 6 settembre 1838, con il passaggio dell’imperatore Ferdinando I d’Austria proveniente da Monza per ricevere a Milano la corona del Regno Lombardo-Veneto, si inaugura la via detta “imperial regio viale” da Loreto a Monza.

Loreto, nuova porta della città

Lungo il corso dei secoli, con il progredire dell’abitato fuori delle mura spagnole, piazzale Loreto viene concepito come la porta moderna della città, che ha sostituito man mano l’antica Porta Orientale e la più recente Porta Venezia. Così, eliminata ogni funzione religiosa nella vicina chiesa di Santa Maria Nera e ridotto a uso civile l’attiguo monastero, nell’800 il rondò di Loreto, oltre ad accogliere un traffico non ancora intenso, diviene il luogo scenografico di solenni manifestazioni nelle quali la città intende presentarsi con il volto più spettacolare.

Il 31 dicembre 1815 i cittadini vi elevano un superbo padiglione per celebrare l’ingresso a Milano dell’imperatore Francesco I. Analogamente il 15 gennaio 1857 in 26 giorni viene innalzato un padiglione progettato da Giovanni Donegani per solennizzare l’ingresso dell’imperatore Francesco Giuseppe con la consorte Elisabetta.

Sul finire dell’800 la prima linea tramviaria a vapore realizzata in Italia è la Milano-Vaprio, inaugurata il 6 giugno 1878. Era stata preceduta per un breve periodo (1877-1878) dalla linea di carrozze a trazione animale gestite dalla Società Anonima del Tramway Milano-Gorgonzola-Vaprio, che partendo da Porta Venezia percorrevano il vialone di Loreto e la Postale Veneta dirigendosi a Vimodrone, Cernusco, Gorgonzola, Vaprio per quasi 30 chilometri.

Il ‘900 tra sport e dittatura

Il ‘900 si apre a Loreto nel segno della vitalità rappresentata da nuovi velocipedi. Organizzato dalla Gazzetta dello Sport, il 13 maggio 1909 parte da piazzale Loreto il primo Giro d’Italia con 27 partecipanti; lo vincerà Luigi Ganna, muratore varesino. Poi viene il piccone fascista e lo trasforma in una raggiera di otto strade, sorge l’hotel Titanus-Loreto, definito “il più grande albergo d’Italia” (800 letti, 600 camere, 100 bagni), che diverrà sede delle SS nel 1944.

Ma nel 1943 Loreto subisce i disastri delle incursioni aeree. Con il violento bombardamento del 14-15 febbraio si contano in città 133 morti e numerosi danneggiamenti ad aree industriali, chiese, musei ed edifici civili, tra i quali il palazzo del Credito Italiano di piazzale Loreto. Sarà una continua escalation di bombardamenti e di morte, fino a giungere al 10 agosto 1944, quando quindici antifascisti detenuti a San Vittore vengono portati in piazzale Loreto per essere abbattuti a raffiche di mitra dai militi della “Muti”. Sempre in Loreto il 28 aprile 1945 la popolazione acclama il corteo dei partigiani diretto in piazza del Duomo, ma il giorno dopo, 29 aprile, vi verranno portati i cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri gerarchi. La popolazione assiste sgomenta e si lascia andare a invettive liberatorie contro il regime.

Un altro edificio che ha lasciato il segno nella storia è quello realizzato nel 1959-62 su progetto di Giulio Minoletti: si trattava del cosiddetto Palazzo di Fuoco dell’imprenditore Michelangelo Virgillito.

Grandi trasformazioni attendono piazzale Loreto nei prossimi decenni per unire alla vocazione di luogo per il transito veloce automobilistico quella di una nuova vitalità con il passeggio dei milanesi, secondo un progetto avanzatissimo per una nuova piazza, ideata da Gae Aulenti.

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