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Un libro da leggere per non dire che “non lo sapevo”

di Emanuela Manni

Ogni luogo è abitabile di Sebastiano Citroni e Emanuela Manni è il titolo del volume edito da Milieu Edizioni, che tratta il tema dell’abitare in via Padova. Nella stesura, ai due au­tori si affiancano voci autorevoli quali Alessandro Coppola (urbanista), Alice Ranzini (ricercatrice Politecnico di Milano), Dino Barra (storico) Matteo Speroni (giornalista del Corriere della Sera) e molti altri che a vario titolo testimoniano il loro rapporto con questa via di cui tanto si è parlato e si parla. Completa l’opera una rassegna di immagini a cura della fotografa Alessandra Attianese.

Per la prima volta a queste voci si aggiungono le testimonianze dirette di chi il problema dell’abitare lo vive sulla propria pelle: famiglie immigrate, giovani lavoratori che faticano, anche dopo 20 anni di vita in Italia, a trovare una sistemazione abitativa stabile e dignitosa. Gli autori, tra il settembre 2022 e novembre 2024, hanno realizzato 21 interviste a singoli o piccoli gruppi per un totale di oltre 50 persone. 

La sede delle interviste è sempre stata Villa Pallavicini. Le storie che emergono sono storie drammatiche di percorsi di integrazione ostacolati da regole contraddittorie e restrizioni che trovano nell’abitare la massima espressione di ingiustizia e disagio. È il mercato dei posti letto, 300 euro ognuno quando va bene, gestito sia da proprietari italiani che stranieri. Famiglie di sei, sette persone che vivono in trenta o quaranta metri. O che quei trenta metri li dividono con un altro nucleo. 

Dino Barra racconta nel libro la storia di via Padova, una storia di immigrazione dal sud e dal Veneto. Anche allora sui portoni era affisso l’annuncio “non si affitta ai meridionali” così come oggi ogni agenzia immobiliare dichiara di non voler affittare agli stranieri soprattutto con figli. Erano i tempi delle grandi fabbriche, delle prime fermate di metropolitana, dei nuovi palazzi residenziali. Il tempo dei sindacati e delle lotte operaie, della solidarietà tra chi viveva nelle case di ringhiera. Se pure oggetto di discriminazione, gli immigrati abitavano a pieno titolo via Padova e la città.  Lo spazio esterno, la strada, i parchi, i giardini diventano estensione del proprio spazio privato. 

Via Padova in cui si mangia il Kebab, si staziona davanti al call center, non si fa shopping ma la spesa, si aspetta la 56 sperando di incontrare qualcuno. Via Padova in cui c’è degrado ma anche una grande ricchezza di relazioni. 

Da qualche anno però la ricca Milano preme alle sue porte sfondando piazzale Loreto attraverso un progetto di riqualificazione. È iniziato qualche anno fa: alcuni giovani artisti, con le loro migliori intenzioni, hanno chiamato Nolo alcune vie del nostro quartiere. Senza che nulla fosse cambiato, Nolo è diventato un brand che ha attirato altri giovani. Le minuscole vie, traverse delle grandi assi, Padova e Monza, si sono riempite di bar di tendenza. Con i bar e i marciapiedi assiepati i prezzi delle case hanno iniziato a salire. I proprietari hanno assaporato l’occasione per realizzare guadagni impensati. Vendendo o affittando a prezzi mai visti. Così è cominciata quella che si chiama “espulsione”. Espulsione di chi aveva scelto la zona per i suoi prezzi abbordabili. E la spinta della gentrificazione li porta più fuori. Nei Comuni limitrofi. 

Il libro cattura questo momento di esodo. Vuole essere una fotografia che perdura nel tempo. Da consultare ora e in futuro. Testimone degli effetti che la grande Milano dei grattacieli, dei boschi in verticale, della capitale europea, stanno avendo sulle fasce più deboli e sul loro diritto all’abitare. Nelle pagine del libro troverete storie che penserete non vere. Che sono state scelte per impressionare. Ma sono storie della normalità di ogni giorno per molti milanesi che oggi paiono dimenticati. 

Disponibile in tutte le librerie di zona e in Villa Pallavicini al prezzo di 22 euro. 

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