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martedì, 29 Novembre 2022
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La crescita dell’astensionismo è un pericolo per il sistema democratico

Anche se lo svolgimento della campagna elettorale da parte dei partiti, per le modalità litigiose, piene di promesse difficilmente realizzabili e di scarsa attenzione ai valori ideali, può contribuire a togliere la voglia di votare, nessuna giustificazione, a nostro parere, può essere data a chi rinuncia all’esercizio costituzionale di votare.

Abbiamo bisogno di scegliere non politici che pensano solo all’esito delle prossime elezioni e al successo del proprio partito, ma di uomini di Stato che pensino alle prossime generazioni e al successo del Paese. Questo per evitare anche il paradosso di G. J. Nathan secondo cui i cattivi politici sono eletti dai bravi cittadini che non votano.

Il problema cruciale è costituito dai giovani (18-24 anni), che, secondo alcuni sondaggi, non voteranno il 4 marzo nella misura del 45%, contro una media presunta di astensione del resto della popolazione del 30%.

Questo dato è ancora più preoccupante, perché peggiora la percentuale dei giovani astenuti nelle precedenti elezioni politiche del 2013, che era stata pari al 35% così come in occasione del referendum costituzionale del 2016.

Occorre dare ai giovani una forte prospettiva di valori perché possano essere parte attiva nell’appartenenza ad una comunità nazionale ed europea, che li sostenga e li accompagni nel loro futuro. Tutto ciò, naturalmente, rispondendo ai loro immediati bisogni concreti da soddisfare con interventi legislativi più esaurienti in materie, quali ad esempio il diritto allo studio (oggi i costi universitari sono tropo alti per le famiglie meno abbienti), il diritto al lavoro, con opportune facilitazioni all’accesso al mondo lavorativo anche con adeguati sostegni economici, diretti e indiretti, il diritto a costituire una propria famiglia, con provvidenze anche per l’abitazione e per le altre necessità connesse.

In ogni caso il trend dell’affluenza alle urne è continuamente in calo: nel 2013 è stata poco oltre il 75% (46.905.154 elettori -35.271.541 votanti), circa il 5% in meno rispetto alle elezioni politiche del 2008, che fu pari a circa l’80,50%.

Questa tendenza merita , sia pure in altra sede, motivi di approfondimento per correlarla ai continui e profondi cambiamenti della società civile e per cogliere le ragioni, i limiti e i rischi che possono intaccare il nostro sistema democratico.

Questo numero di NOI 2 propone tre articoli di riflessione sul tema dell’astensionismo: l’articolo di fondo di don Luca Bressan, che richiama l’auspicio di papa Francesco sul bisogno di una politica e di politici di elevato valore, l’articolo a pagina 2 di Davide Lopopolo che arricchisce l’argomento con riferimenti autorevoli, il contributo di Gian Giacomo Schiavi a pagina 19, che prende ad esempio il comportamento virtuoso degli studenti del liceo Tenca di Milano.

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