Con il servizio a domicilio i negozi di vicinato hanno svolto un esemplare servizio sociale

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di Vincenzo Di Buduo

FOTO DI BUDUOQuello che in questi ultimi mesi abbiamo vissuto e ancora viviamo a causa del Covid-19 resterà nella memoria per sempre come avvenuto per la “Spagnola”, che un secolo fa ha provocato infinite vittime giungendo a noi tramite i racconti dei nonni.

Un nemico invisibile che ha colpito il mondo intero propagandosi con fulminea rapidità dalla Cina dove è iniziata la pandemia. Proprio la rapidità è uno dei temi da considerare per agire tempestivamente in presenza di future pandemie che per molti scienziati saranno sempre più frequenti. Si discute su origini, natura e colpe della sua diffusione, ma è molto più utile prepararci ad affrontare in modo tempestivo le eventuali repliche autunnali: non dobbiamo farci cogliere impreparati come nei mesi scorsi.

Si dice che abbia cambiato il nostro stile di vita: lo si vedrà.

È certo che Covid-19 è causa di milioni di disoccupati e della probabile chiusura di migliaia di esercizi commerciali (preoccupanti le stime di Confcommercio) e di attività artigianali, per non parlare delle conseguenze su turismo e ristorazione.

Saremo quasi tutti un po’ più poveri e dovremo tutti insieme mirare alla qualità della vita, migliorando l’ambiente. Si può fare: paradossalmente lo ha dimostrato il Covid-19.

Tutto il sistema fondato sulla GDO (Supermercati, Ipermercati, Centri Commerciali…) è entrato in difficoltà: il necessario rispetto delle distanze di sicurezza ha determinato file lunghissime e tempi infiniti. Molti per evitare code sono ‘caduti dalla padella nella brace’ ricorrendo all’on-line: hanno atteso la spesa anche due settimane!

In questo scenario i “piccoli negozi” sono stati fondamentali, anzi risolutivi: con il supporto delle Istituzioni (Comune e Zone di Milano) l’Unione del Commercio di Milano non ha mai ‘mollato’ e, come ha detto il presidente Carlo Sangalli, “ha fatto sistema” fornendo un grande aiuto, segnalando tutti quelli che facevano servizio a domicilio. Come i leader di una squadra di calcio i negozi di vicinato hanno preso in mano la situazione procurandosi e consegnando in tutta Milano e provincia quanto richiesto, in molti casi anche prodotti diversi da quelli previsti dalla loro merceologia.

Un vero servizio sociale svolto con abnegazione, consapevoli del rischio di un possibile contagio. Servizio originato dal considerare i clienti esseri umani e non scontrini battuti alla cassa, persone che si è soliti vedere passare di fronte ai nostri negozi e a cui sono stati forniti suggerimenti e consigli. In questo drammatico isolamento i negozi di vicinato hanno costituito una rete di speranza e rappresentato punti di riferimento e di ascolto delle necessità delle fasce più deboli della popolazione: dagli anziani a chi non poteva o non voleva uscire da casa. Un servizio di cui tutti gli operatori del Piccolo Commercio sono orgogliosi e che - non è inutile ricordarlo - svolgono sempre, perché fa parte della loro professionalità.

Quando tutto sarà passato, questo atto di coraggio e di generosità rimarrà per sempre nei nostri cuori.

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