di Vincenzo di Buduo
“In questi tumultuosi primi decenni del nuovo millennio – in cui tanti valori sono stati offuscati da nuovi falsi miti che spesso hanno inaridito l’animo umano – Milano ha saputo conservare e incrementare quelle caratteristiche di umanità e accoglienza che l’hanno resa stupenda e magnifica: faro e porto sicuro per chi vi è approdato e vi approda con la volontà d’impegnarsi seriamente e senza il timore (o la pigrizia…) di mettersi in gioco.”
Questi concetti riassumono la mia personale esperienza nell’impegnativa attività professionale (dal 1970 gestisco con successo in collaborazione con la famiglia due bei negozi – ormai storici – di frutta e verdura in viale Monza a Milano).
Milano in questi decenni si è confermata metropoli moderna e al passo con i tempi, come le grandi capitali europee (Parigi, Londra, Berlino) per offrire ai propri abitanti le migliori condizioni di vita e rispondere alle nuove esigenze.
Peraltro anche in una metropoli moderna e rivolta al futuro come Milano sono importanti (forse più ancora che in passato) il ruolo e l’importanza dei negozi di vicinato, fondamentali per garantire migliore qualità della vita e in più, oggi, sicurezza ai residenti. Non si può non condividere l’affermazione del Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli “Ogni insegna che si spegne è un pezzo di città che muore” insieme, aggiungo, a frammenti della nostra cultura e ai nostri valori.
Milano era e lo è ancor più oggi il cuore della nostra economia e la capitale morale del Paese, avendo dimostrato che le capacità imprenditoriali e la voglia di fare devono essere affiancate da Amministrazioni che sappiano identificare, programmare e realizzare i cambiamenti necessari. Nelle antiche aree industriali ormai dismesse sono nati centri residenziali, strutture universitarie e prestigiosi teatri come quello degli Arcimboldi alla Bicocca o nuovi quartieri dalle architetture avveniristiche come in zona Garibaldi: i grattacieli di piazza Gae Aulenti e del Bosco Verticale ammirati ed emulati in tutto il mondo o il progetto City Life, che ha trasformato un’area che ha fatto la storia di Milano come quella della ex Fiera in un Central Park, in cui i grattacieli sorgono in una superficie ricca di verde e di servizi per la cittadinanza. Esempi che confermano la vocazione e la dimensione internazionale della città, ulteriormente rafforzata dal successo di Expo 2015. Un mare di cambiamenti che ovviamente non poteva non coinvolgere anche il settore del commercio che, infatti, si è innovato e modernizzato rispondendo ai nuovi bisogni e ai mutamenti culturali e sociali, grazie al supporto di tecnologie innovative e a Internet che ha profondamente inciso sulla nostra vita.
Anche nella nostra zona (viale Monza e dintorni) le tipologie dei negozi sono cambiate in questi ultimi settant’anni: nella ristorazione per esempio dalle ‘famose’ trattorie toscane che offrivano con un quarto di vino un primo e un secondo realizzati con prodotti semplici e genuini, si è passati ai moderni fast-food, ai ristoranti giapponesi, cinesi e indiani, ai kebab turchi, alle cucine etniche… che ormai hanno messo in minoranza (almeno a Milano) i locali che propongono i nostri piatti regionali.

Anche nel mio settore (negozi di frutta e verdura) è cambiata la domanda: i clienti preferiscono sempre di più prodotti puliti e pronti al consumo, spesso anche cotti. È una continua evoluzione la cui prossima meta è già in atto: alcuni negozi del settore hanno creato un angolo cucina con la presenza di chef, anche stellati come a Brera. La ristorazione in tutte le sue componenti è un aspetto – che viviamo tutti i giorni senza accorgercene per la sua normalità – dell’internazionalità di Milano e della sua capacità di accogliere e assimilare tutte le culture del mondo.
La nuova Milano dalle scintillanti vetrine del centro ha comunque un legame, invisibile ma forte, con il commercio, che ha contribuito alla storia e al successo anche economico della città: sono i negozi storici (presenti in ogni settore), che nel tempo hanno superato traversie e momenti difficili sapendo resistere con abnegazione, intelligenza e spirito di sacrificio anche a lunghe crisi dovute non a loro incapacità ma all’insipienza di altri.
Globalizzazione e male assimilate liberalizzazioni hanno cambiato tutte le regole, facendo imboccare una strada, speriamo non irreversibile, in cui alla possibilità di guadagnare è stato sacrificato ogni valore religioso e sociale: non si rispettano più le feste (persino Natale, Santo Stefano, Pasqua e Pasquetta) e la libertà degli orari è stata interpretata come libertà di massimizzare le ore di apertura con il risultato di peggiorare la qualità della vita degli addetti al commercio e di danneggiare umanamente le gestioni familiari.
Occorre, quindi, fare sistema per controbattere questa situazione ed è importante il ruolo delle Associazioni di via per organizzarci e difendere i nostri valori e la nostra cultura.
In viale Monza grazie all’idea e all’iniziativa di alcuni commercianti è nata l’Associazione “Vivi viale Monza” presieduta dalla signora Lucia Lamberto, che ha portato entusiasmo e voglia di fare come ai vecchi tempi. L’impegno comune è che i nostri negozi (in viale Monza e in tutta Milano), pur adeguandosi al ‘nuovo’, non solo resistano ma conoscano una nuova primavera, perché il loro ruolo non è (e non è mai stato) solo di vendere prodotti, ma di favorire acquisti consapevoli e in linea con i bisogni dei clienti, dialogando con loro e percependone le necessità.
Nei nostri scaffali, infatti, qualsiasi sia la tipologia dell’esercizio, vi sono molte risposte – apparentemente eguali, ma in realtà diverse – che possono riferirsi ai bisogni dell’acquirente, al quale la lettura di etichette molte volte enigmatiche non fornisce quelle indicazioni e spiegazioni che la nostra cultura nata dall’esperienza può dare.
A questo tradizionale compito informativo, e mi si conceda anche formativo, oggi se ne aggiunge un altro di notevole importanza sociale: i nostri negozi di vicinato sono un presidio del territorio e punti di riferimento per i cittadini. Una strada senza insegne in molte ore del giorno è un deserto, percorso da rari passanti frettolosi e sospettosi.
L’augurio è che i negozi di vicinato rimangano l’anima e il fiore all’occhiello di questa magnifica e stupenda città e che si possa lasciare ai nostri figli un futuro migliore come i nostri genitori hanno fatto con noi.




