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venerdì, 3 Febbraio 2023
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I primi passi di una nuova associazione a gorla 

di Angelo Inzoli


La crisalide 

Vale la pena di raccontare la nascita di una nuova associazione? Visti i tempi che corrono direi di sì. Infatti dopo gli anni della crisi pandemica molti osservatori della società denunciano un calo della voglia di fare comunità degli italiani. Lo spiegano affermando che durante la pandemia sono cresciute le fragilità della popolazione ma si è eroso il desiderio di incontrarsi e mettersi a disposizione degli altri. 

Quello che è accaduto nel mese di settembre presso le case della fondazione Crespi in via sant’Erlembardo sembra però andare in una direzione diversa: dieci persone hanno preso il coraggio a due mani e hanno deciso di fondare una associazione di mutuo aiuto dal significativo nome di Crisalide.

Mi spiega Cinzia: “La Crisalide è il bruco che vuole crescere e vuole diventare farfalla… Così noi dopo due anni di impegno nell’ambito del progetto di Reaction/Rivivi che ha voluto raccogliere i cittadini della fondazione Crespi per farli diventare parte attiva della ricostruzione della città”. 

“Dopo questa esperienza – conclude Irene – abbiamo deciso di costituirci come associazione e continuare da soli quanto iniziato”.   

L’obiettivo dell’associazione, presieduta da Mirko Grieco, è molto semplice e lo spiegano Mario e Gerardo: “Vogliamo dare una mano alla parte più fragile del nostro municipio a partire dal quartiere di Gorla”. La prima azione concreta è stata quella di attivarsi per sostenere la proposta della Busta Rossa. Così il 6 ottobre presso il cortile della fondazione Crespi Morbio l’associazione la Crisalide in collaborazione con Medici Volontari, SOS Milano e Cortili Solidali, La Nave del Sole, la Dottoressa Stefania Zazzi MV busta Rossa e l’assessora Donatella Ronchi del Municipio 2 hanno presentato alla cittadinanza questa iniziativa nata dal progetto Cittadini più coinvolti e più sicuri.

“È un’iniziativa che si rivolge alla parte più fragile della popolazione, ma con particolare attenzione ad anziani, persone con disabilità, adulti in difficoltà, persone sole, situazioni d’isolamento e di emergenza” precisa Giuliana.

Chiedo agli amici di Crisalide in che cosa consiste concretamente l’iniziativa. Mi rispondono Bouchra ed Eleonora: “Noi consegniamo alle persone che ci contattano una Busta Rossa che dovrebbe fotografare in modo chiaro lo stato di salute della persona. Questa Busta è rossa per essere ben visibile e deve essere conservata in casa.Vicino all’ingresso, sempre a disposizione sia per le ordinarie esigenze quotidiane che per le situazioni critiche come ad esempio la chiamata del Pronto Soccorso”.

In questi casi infatti la persona che sta male non sempre è in grado di fornire tutte le informazioni utili ai soccorritori. L’idea è dunque di mettere a disposizione per momenti di emergenza tutte le informazioni sanitarie della persona, le terapie che sta seguendo, e persino chi avvisare e chi tenere informati su quanto si sta facendo.

Nata all’interno del cortile delle case Crespi l’associazione la Crisalide intende aprirsi al quartiere e al Municipio. È una sfida non facile ma proprio quanto vissuto nella formazione offerta loro durante gli ultimi anni con Rivivi li ha un po’ preparati. In questi anni i membri della associazione hanno imparato a organizzarsi e anche ad esporsi in pubblico come quando si sono prestati a diventare attori per la rappresentazione teatrale dell’aprile scorso Fondazione Crespi Morbio- una storia tante storie presso il Teatro dell’Elfo drammaturgia di Alberto Cavalleri e Enzo Biscardi anche regista con Massimo De Vita del Teatro Officina – altra presenza storica di via sant’Erlembardo.

In quell’occasione i futuri fondatori dell’associazione Crisalide avevano prestato la loro voce per narrare la storia delle case di via sant’Erlembardo volute dalla famiglia Crespi Morbio, proprietaria del Corriere della sera. 

“Abbiamo fatto una scoperta in quella occasione: qui, dal 1941 si sono susseguite diverse generazioni di abitanti – mi racconta Giuliana – dai primissimi inquilini immigrati dal Sud con la valigia di cartone – poi protagonisti della ricostruzione postbellica e del boom economico italiano con i difficili anni ’70 e ’80 – a quelli arrivati dopo gli anni 90 quando la città, abbandonata l’industria pesante, aveva cominciato a cambiare pelle”.

Proprio in questi cortili, mentre se ne vanno le famiglie italiane rimpiazzate da nuovi italiani provenienti dalla diaspora globale, prende forma un nuovo tessuto civile milanese, multietnico e multireligioso, fatto di persone che vogliono mettersi in gioco. Ecco allora chiaro l’impegno dell’associazione per il futuro: “Vogliamo che il luogo dove viviamo sia un ambiente bello, umano, solidale” conclude Eleonora. 

Per Natale stanno organizzando dei mercatini. “È una esperienza che è già stata fatta e raccoglie molto interesse – spiega Alessandra – le persone hanno la possibilità di scambiarsi qualcosa di utile e nello stesso tempo contribuire con piccole donazioni a sostenere le attività dell’associazione”. Il 22 dicembre si svolgerà la festa di Natale presso il cortile delle case Crespi. Sarà un’altra occasione per l’associazione di abbracciare le famiglie e rinnovare con loro la voglia di stare insieme in modo proficuo. A tutti loro, allora, l’augurio di buon lavoro da parte di tutta la comunità del Municipio 2. 

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