
I temi riguardanti le caratteristiche e l’evoluzione delle società in chiave multietnica e multiculturale sono al centro del dibattito attuale, sia di stampo politico che culturale. In particolare, l’attenzione è oggi rivolta a quei problemi che rendono complicato il processo di relazione e scambio tra le culture, anche rispetto ai fenomeni migratori che hanno preso corpo nel nostro Paese.
In questo quadro generale, i/le giovani costituiscono gruppi privilegiati di osservazione per l’analisi dei mutamenti sociali in corso. Nel mese di novembre-dicembre il giornale NOI Zona 2 e l’Associazione Amici di Zona 2, hanno promosso una indagine presso gli istituti scolastici della Zona 2 di Milano volta a misurare l’orientamento di studenti e studentesse in tema di multiculturalismo.
L’indagine
L’indagine svolta in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università degli studi di Milano Bicocca, ha visto la distribuzione di circa 600 questionari presso gli Istituti Volta, Manzoni, Carducci, Maria Consolatrice, Caravaggio e a un gruppo di atlete della squadra del Sanga.
I risultati mostrano una forte predisposizione dei/delle giovani verso il multiculturalismo e tale orientamento favorevole si esplica sotto vari aspetti. Per gran parte di coloro che hanno compilato il questionario, viaggiare e conoscere altre culture è molto importante soprattutto al fine di crescere come persona, ma anche per studiare e per lavorare. Inoltre, vivere, studiare e lavorare con persone di altre nazionalità e culture richiama di gran lunga aspetti più positivi (78,3%) che negativi. Più specificatamente, nella opinione di studenti e studentesse, la possibilità di frequentare persone di culture diverse favorisce competenze linguistiche e aumenta la capacità di cooperare per la risoluzione dei problemi.
Circa il 90% dei giovani intervistati ritiene possibile conciliare i valori diversi con persone di altre nazionalità e culture attraverso il vivere, studiare e lavorare insieme, segnalando come obiettivi condivisibili prevalenti la mediazione culturale, la solidarietà e l’impegno civile. La percentuale di coloro che viaggiano abbastanza o molto fuori dall’Italia è pari a 1/3 del campione, di cui il 49% per viaggi di studio e il 41% per viaggi turistici.
Tra le attività che possono favorire il multiculturalismo, sono stati indicati soprattutto gli scambi culturali (39,9%) e le attività didattiche (23%), attribuendo alla scuola e all’università la promozione di necessarie attività formative in questo campo. Mentre i programmi della UE, per quanto poco conosciuti, sono sicuramente ritenuti rilevanti a tal fine (86%) in linea di principio.
L’80% degli studenti/studentesse considera la possibilità di trasferirsi all’estero per proseguire gli studi o per motivi di lavoro, in particolare in Europa (oltre il 40%) o nel Nord America (oltre il 30%). Considerano, inoltre, per il futuro molto importante lo studio della lingua inglese (48,6%) seguita da quella cinese (24,2%).
In conclusione le opinioni espresse dai/dalle giovani riconoscono che i loro orientamenti non si discostano di molto da quelli dei loro amici e dei loro genitori, confermando che la propensione verso il multiculturalismo sia condivisa da più persone.
In questo senso i/le giovani dimostrano una mentalità particolarmente aperta e favorevole alla loro crescita personale, esprimendo il desiderio di viaggiare e di incontrare altre culture. Le femmine presentano un atteggiamento leggermente più aperto al multiculturalismo rispetto ai maschi.


