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Giovani musicisti incontrano giovani liutai

Il 7 e il 25 giugno presso la Chiesa di Sant’Angela Merici, alle ore 20.30, si terranno gli ultimi due concerti della rassegna Giovani musicisti incontrano giovani liutai, organizzata da Liutailab-laboratorio di liuteria Stefano Bertoli in collaborazione con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

Abbiamo chiesto a Maurizio Bertoli, responsabile dell’associazione Liutailab, di raccontarci questa rassegna.

«Ci è venuta l’idea di mettere insieme due eccellenze milanesi: la Scuola Civica di liuteria (da cui sono usciti tutti i no­stri maestri liutai) e la Civica Scuola di musica Claudio Abbado, proponendo a giovani musicisti in procinto di concludere gli studi di suonare chitarre, viole, violoncelli e violini prodotti in laboratorio, facendo dialogare fra loro due professionalità complementari.

Poi abbiamo incontrato un altro entusiasta, padre Luca della Chiesa di Sant’Angela Merici che ci ospita, e che ringraziamo di cuore, e l’idea ha trovato le gambe per camminare».

Cosa prevede il programma?

«Il 7 giugno un trio di chitarre e due solisti suoneranno:J.K.Mertz, Fantasia su “Il Trovatore” di G. Verdi; L. Legnani, 2 capricci; R. Smith Brindle, Sonata Fiorentina; Arnaud Dumond, Comme un hommage à Ravel; F. Kleynjans, Imagerie Op. 43; M.D. Pujol, Fin de siglo.

In quello del 25 giugno avremo dei violinisti solisti con in programma: J.S. Bach, Sonata in do maggiore BWV1005; P. Hindemith, Sonata op.11 n.6; F. Donatoni, Sonata (1952)».

Cos’è Liutailab?

«Liutailab è nato nel 2017 dall’idea di Stefano Bertoli di rompere l’isolamento caratteristico del lavoro artigiano aprendo un laboratorio condiviso, in cui più persone potessero svolgere la loro professione ma anche confrontarsi, unire le forze e le idee. 

Ci lavorano due maestri liutai esperti e tre giovani artigiani che hanno concluso il ciclo formativo e che utilizzano uno spazio gratuito per due anni, per iniziare la professione senza l’handicap dell’investimento iniziale».

Funziona?

«Funziona sì, alcuni di questi giovani sono già volati via: uno ha rilevato una liuteria a Parigi, un’altra è approdata a una importante casa d’aste di strumenti musicali antichi a Berlino. Questo ci rende molto orgogliosi».

Cosa fa il laboratorio, oltre a produrre strumenti?

«Organizza attività collaterali, come questi concerti, ma anche workshop su argomenti inerenti la liuteria. Abbiamo aperto anche a visite guidate per i ragazzi di terza media, quando si inizia a pensare al proprio futuro, per suggerire che in Italia esiste una tradizione artigianale di alto valore artistico». 

Quindi la rassegna diventerà una tradizione?

«Speriamo! Sarebbe bellissimo. A dire il vero abbiamo già un’ideuzza per il prossimo anno, ma per il momento godiamoci i prossimi due concerti».

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