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La donna e la “Politicità Sociale”

di Fabio Portaluppi

In un paese ricco di cultura, storia e fascino, come il nostro, vi è ancora un modello duale (che contrappone cittadini e Stato e che per questo è disfunzionale. ndr) nato dalla mancanza di enti medi (ovvero i partiti politici in grado di rappresentare i cittadini. ndr). Le conseguenze sociali del modello duale sono gravi: in particolare questo modello consente ai gruppi sociali più forti di esercitare un immenso potere su tutta la società attraverso il controllo dello Stato che diventa più facile se lo Stato assume la forma degli stati attuali. 

Il modello duale distrugge la politica. Nonostante i grandi progressi fatti dall’Occidente i sistemi sociali sono per lo più modelli duali. Per questo motivo la principale innovazione necessaria a tutte le latitudini sarebbe quella di eliminare il modello duale introducendo appunto gli enti medi, cioè partiti di nuova concezione dove gli esseri umani possano sviluppare la loro politicità. Quest’ultima può essere definita come la capacità di un individuo, o di una società, di avere una visione politica, un livello che non si raggiunge per via naturale ma con riflessione e studio.

Un cittadino consapevole si interessa alla politicità, non perché vuole fare politica attiva, ma perché vuole conoscere i grandi processi che avvengono sul pianeta e le istituzioni politiche che prendono decisioni per tutti, sia a livello nazionale che internazionale, ed è interessato al loro funzionamento. La politicità indica, quindi, la qualità di un cittadino attivo che si fa domande generali su ciò che accade.

Dunque, la politicità sociale può essere definita come la capacità della società civile di produrre visioni e ideali politici. Per visualizzare meglio l’ambito della politicità sociale dobbiamo contrapporla alla “Politicità istituzionale” che è quella fatta dalle istituzioni dello Stato che prendono decisioni per tutti mentre la politicità sociale è quella prodotta dai cittadini.

In Italia, il 52% della popolazione è di sesso femminile, una maggioranza decisa la cui politicità sociale può e deve valorizzare. Una vera politicità sociale, infatti, per essere definita tale deve basarsi su un concetto di condivisione di pensieri e opinioni altrui, priva di ogni tipo di discriminazione. Per fare ciò incorpora la dimensione femminile e ne eleva l’uguaglianza sociale.

Questo argomento, oggi giorno, è ancora, purtroppo, oggetto di grande attualità nonostante Platone, già nel 400 a.C, nel V libro della repubblica, per primo, affermò che le donne hanno la medesima capacità politica degli uomini.

L’analogia tra la politicità sociale che non c’è e la donna a cui non viene permesso di esprimere tutte le sue capacità e potenzialità a livello lavorativo, politico, sociale e culturale in certe parti del mondo, rappresentano e rappresenteranno sempre il primo ostacolo sulla strada per raggiungere una società migliore, dove donna e politicità sociale sono affermate completamente.

Per il prossimo futuro, l’Agenda 2030, ovvero un programma d’azione composto da un insieme di linee guida firmato nel settembre 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell’ONU, fissa al quinto posto tra i propri obiettivi, che orientano l’umanità verso uno “sviluppo sostenibile”, il raggiungimento effettivo della parità di genere. La parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace.

Garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili, di cui potranno beneficiare le società e l’umanità intera.

In conclusione, il coinvolgimento della donna nella politicità sociale è chiaro e consolidato essendo la politicità sociale un concetto universalistico senza distinzione di genere, semmai bisognerebbe agire e condurre campagne di innovazione culturale in certi Paesi affinché si possa garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica.

In tal senso, un gruppo di giovani studenti ed ex studenti in prevalenza del Civico Polo scolastico Alessandro Manzoni di Milano, ma anche di altri licei e di altre città, ha da tempo iniziato a produrre un “Glossario” su alcune voci relative ad importanti argomenti civili come, ad esempio, il concetto di politicità sociale, modello duale ed enti medi. 

Questo gruppo di giovani si vede periodicamente, con centro il liceo Manzoni, per cercare di capire di più i fatti sociali e politici attuali che accadono nel mondo, con l’intento di approfondirli e capirne cause e conseguenze in una ricerca libera, non ideologica e fuori dagli schemi tradizionali destra/sinistra. Per tanto si invita chiunque si senta sensibile su questi argomenti di partecipare e promuovere questa iniziativa scrivendo a diacro@tiscali.it per essere invitati alle riunioni mensili del gruppo. Non ci sono né iscrizioni né altre formalità.

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Numero 02-2024

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