5.4 C
Milano
martedì, 29 Novembre 2022
HomeCultura e storiaDistretto Martesana, lungo l’arteria del cambiamento

Distretto Martesana, lungo l’arteria del cambiamento

di Marco Piccardi


Ecco un libro interessante per tutti, e soprattutto per chi vive in Zona 2. Infatti individua un territorio, quello attraversato dal Naviglio Martesana, che ha una sua omogeneità pur nella diversità di storia dei quartieri interessati (in qualche caso sono ex comuni): Crescenzago, via Padova, Gorla, Turro e Greco.  

Andrea Minetto aveva vissuto qui con i genitori prima di trasferirsi altrove per alcuni anni. Poi è tornato e ha cominciato a guardarsi intorno, a vivere e ad osservare il territorio. Con l’arrivo della pandemia e del periodo di lockdown, in cui si usciva poco e senza allontanarsi troppo da casa, si è armato di macchina fotografica e ha colto istantanee di luoghi e scorci, non necessariamente i più belli, insomma a ritrarre la realtà intorno a sé, fermando momenti veritieri. Sono immagini in cui raramente appaiono persone, questo inizialmente a causa del lockdown ma poi anche per scelta. 

Distretto Martesana, lungo l’arteria del cambiamento

In effetti, come ben evidenziato da una mappa nelle primissime pagine del libro, il Naviglio percorre trasversalmente una “fetta” di Zona 2, a partire da Cascina Gobba, per poi seguire via Padova fino a Crescenzago, passare non distante da Cimiano e quindi raggiungere Gorla, sfiorare Turro ed arrivare a Greco laddove, proprio all’inizio di via Melchiorre Gioia, il corso d’acqua prosegue interrato, sparendo sotto auto e marciapiedi. 

Lungo questo percorso Minetto ha scoperto luoghi ed attività nascosti: la chiesetta dei Santi Re Magi, l’anfiteatro di Via Russo, un laboratorio di ceramica, lo studio di una calligrafa. Poi una piccola libreria, una casa di produzione audio-musicale, uno storico negozio di dischi. E diversi locali, come il Ligera o Cascina Martesana o ancora il Tranvai (quest’ultimo collocato a bordo e attorno ad un vecchio tram dismesso). E poi le bocciofile, gli orti autogestiti, la pista ciclabile e l’anfiteatro Martesana, i magazzini high-tech di Cargo, la scuola di teatro MAS, lo spazio d’arte contemporanea Assab One, il mitico Zelig, l’Archivio Morando gestito da Cineteca Milano, ecc.

«Avevo cominciato per un’esigenza personale – ci dice Minetto – ma poi è diventato il racconto di una storia collettiva. Ed è scattato un meccanismo di ricerca al quale ha collaborato Chiara Giudici. Però non abbiamo voluto fare una guida, non c’è la pretesa di segnalare tutto, bensì di contribuire a conoscere un territorio che sta cambiando. E questo anche grazie alla presenza del Naviglio stesso: una presenza che connette, mentre in altre parti delle città ci sono strutture che dividono: strade, ferrovie, eccetera».

La Martesana tra passato e futuro

Il testo introduttivo, “La Martesana tra passato e futuro”, affidato a Fernando Ornaghi, esperto nella storia del territorio, ben inquadra i presupposti di questo lavoro. Ma poi il volume dà voce a un mondo di associazionismo, di imprenditoria artigianale, di gestione di luoghi di ritrovo, pubblicando interventi dei loro rappresentanti, da Casa Crescenzago a Villa Pallavicini, da Casa Berra a Spazio Caroli 12, da La Scheggia a EastRiver, dal Circolo Familiare di Unità Proletaria al nuovo progetto Stazione Radio con sede in corso di allestimento.

È opportuno segnalare che lo stesso Minetto ha lavorato a lungo come operatore con associazioni culturali (l’ensemble musicale Sentieri Selvaggi) e in seguito per l’amministrazione pubblica, il Comune di Milano, con la giunta guidata da Giuliano Pisapia e con la prima giunta di Giuseppe Sala. Da un anno è diventato direttore del Teatro Carcano.

«È un territorio questo – continua Minetto – in continua trasformazione, dove possono succedere cose interessanti, senza che però i cambiamenti compromettano la sua identità, come sta avvenendo a NoLo, il quartiere a nord di Piazzale Loreto, dove c’è un rischio di gentrificazione, cioè di espulsione delle classi popolari meno abbienti. Qui invece la multiforme componente etnica, sia a livello abitativo che commerciale, prevalentemente sudamericana e nordafricana, pone un freno a quella tendenza. E, allo stesso tempo, non c’è rischio di ghettizzazione proprio perché quello della Martesana è un asse di comunicazione, senza sacche concentriche». 

Il volume Distretto Martesana. Lungo l’arteria del cambiamento suggerisce una piattaforma di riflessione su temi urbanistici, sociali e di servizi che potrebbe essere uno strumento per cittadini ed amministratori pubblici per approfondire ed allargare la mappatura alle altre strutture e servizi presenti in zona: mercati, ASL, uffici comunali, teatri, parrocchie, ecc. 

Distretto Martesana. Lungo l’arteria del cambiamento
A cura di Andrea Minetto con Chiara Giudici, autoprodotto nel 2022, pagg. 202.
Lo si trova presso la Cascina Martesana o il Tranvai oppure all’indirizzo mail distrettomartesana@gmail.com 

ARTICOLI CORRELATI

Articoli più letti

Numero 03-2022

Interviste recenti