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Presentazioni: Casa Berra, tra storia e utopia

Lo scorso 12 maggio nella bella cornice di uno dei cortili di Casa Berra, dopo il Concerto del Piccolo Coro Liceo Tenca ed al termine di una pregevole esibizione del Duo Elisir (MatteoSalerno, flauto e Andrea Candeli, chitarra) che ha eseguito diversi brani sia di musica classica (Mozart, Bizet, Rossini) e moderna (Morricone, Piazzolla e altri) ha avuto luogo la presentazione del libro “Casa Berra, tra storia e utopia” edito dall’omonima Associazione attiva dal 2019 (info@casaberra.it) e scritto da Sergio Gandini con il coordinamento di Roberto Messa, presidente dell’associazione, e con le fotografie di Ennio Ghilardi.

Il libro ripercorre sinteticamente la storia di via Berra e del borgo di Crescenzago: Dall’età del bronzo all’epoca medioevale passando da quella romana.

In epoca medioevale, a partire dal XII secolo si segnala l’esistenza della canonica di Santa Maria di Crescenzago retta da chierici agostiniani; la zona sotto la loro guida divenne “un’oasi virtuosa della produzione agricola”. Nel 1772 la canonica venne soppressa e conseguentemente il convento alienato; l’acquirente della maggior parte degli ex spazi conventuali fu Domenico Berra appartenente “quel ceto di capitalisti agrari che assunsero in proprio la gestione di fondi agricoli da mettere a coltura nel modo più proficuo”. Pubblicò numerosi articoli sul tema dell’agricoltura cui seguì il più famoso “Dei parti del Basso Milanese detti a marcita”. Sua figlia Teresa Berra fu patriota legata a personaggi del risorgimento ed in particolare a Mazzini, animatrice della vita culturale milanese e benefattrice. Il nipote Edoardo convinto cavouriano e deputato del regno nel 1860. La figlia di quest’ultimo Emilia negli anni ‘20 del 900 vende o dona terreni ed immobile a un ente religioso e da allora hanno inizio una sere di passaggi di proprietà che portano alla vendita frazionata dell’immobile. Nel 1980 nasce il Condominio di Casa Berra.

Il libro, come ha scritto Elisabetta d’Ambrosio dell’Associazione Casa Berra, “è un invito a varcare il cancello e a fermarsi. Darsi il tempo per guardare ogni angolo e ogni sfumatura di ombra e di luce, per sostare davanti a ciascuna delle opere che tanti artisti hanno donato generosamente e che accompagnano la quotidianità di chi qui ha scelto di abitare” ecco l’utopia legata al concetto di Arte in Condominio, legato alla creazione di un “senso civico in grado di generare spazi condivisi, di alimentare un senso di attaccamento al luogo ed al vicinato”.

Gli autori sottolineano il fatto che “in questo luogo le opere artistiche, che dialogano in modo naturale ed originale con ambienti e persone, non sono oggetti di arredamento ma “presenze significanti di tanti artisti, poeti fotografi, artigiani poco importa, uomini prima di tutto, mossi dal desiderio sincero di aggiungere anche la propria testimonianza in luoghi impregnati di storie diverse”.

La presentazione si è conclusa con la visita alle opere esposte ognuna delle quali a fianco ha il rispettivo QRcode che tramite il collegamento al sito la terzavia.org sul quale sono presenti tutti gli artisti che hanno scelto di lasciare un segno della loro presenza in Casa Berra.

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