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domenica, 2 Ottobre 2022
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Attenti all’inquinamento

Un piccolo decalogo per difendere i più piccoli dai rischi respiratori.

di DL


I bambini esposti a un grave inquinamento atmosferico possono essere maggiormente a rischio di malattie croniche, in particolare respiratorie come l’asma, ma anche cardiovascolari. Per non parlare del fatto che l’inquinamento influisce anche sullo sviluppo neurologico, influenzando negativamente lo sviluppo mentale e motorio. L’inquinamento atmosferico da particolato sottile è in relazione con l’infiammazione delle vie aeree e con l’aumento delle resistenze respiratorie.

Quando nelle città aumentano i tassi di inquinamento, soprattutto da polveri sottili, crescono anche i ricoveri e gli accessi in pronto soccorso per i bambini che soffrono di malattie dell’apparato respiratorio. L’asma e i disturbi respiratori sono la terza causa di ricovero ospedaliero pediatrico, per esempio, in Lombardia. Uno dei motivi per cui i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti dell’inquinamento atmosferico è che respirano più rapidamente degli adulti e quindi assorbono più inquinanti. Inoltre, naso e bocca si trovano in genere più vicini al terreno, dove alcuni inquinanti raggiungono concentrazioni di picco. E ciò in una fase della vita in cui organi e apparati sono ancora in via di sviluppo.

L’inquinamento atmosferico, – informa il Rapporto OMS, – sta danneggiando la funzione polmonare dei bambini, anche a livelli relativamente bassi di esposizione.

Il decalogo per proteggere i bambini

Partiamo dalla protezione. Cosa possono fare le famiglie per proteggere la salute dei bambini dagli agenti nocivi presenti nell’aria? Ecco 10 consigli degli esperti (fonte: modificato da: millegiorni.info)

  1. Programmare l’attività fisica di almeno un’ora al giorno in spazi verdi. Il verde svolge un ruolo importante di mitigazione nell’ambiente urbano, esercita una azione di controllo della temperatura, della pioggia che cade al suolo, e fornisce una barriera contro il rumore e l’inquinamento atmosferico.
  2. Scegliere la mobilità attiva. Sempre quando è possibile muovetevi a piedi o in bicicletta o su mezzi pubblici: fa bene alla salute direttamente (per esempio riduce il rischio di obesità) e indirettamente, perché riduce le emissioni da traffico autoveicolare. Quando camminate o andate in bici con i bambini, considerate sempre percorsi in zone meno inquinate ed evitate le attività all’aperto vicino a strade trafficate e vicino alle aree industriali.
  3. In estate evitare attività all’aria aperta dalle 12 alle 18, quando i livelli di ozono sono più alti. Le concentrazioni di ozono aumentano con l’aumentare della temperatura.
  4. In inverno meglio stare fuori casa nelle ore più calde. Con il freddo il particolato (le polveri sottili) si condensa e forma goccioline di aerosol più facilmente inalabili.
  5. Informatevi sui livelli di inquinamento nella vostra città per pianificare le attività. In particolare fate attenzione ai livelli di PM10 e ozono estivo, consultando i siti delle Agenzie Regionali di Protezione Ambientale ed evitate di far uscire i bambini nei giorni con livelli di inquinamento elevati, soprattutto se affetti da patologie respiratorie.
  6. Mandate i figli alla scuola di quartiere così che si abituino a spostarsi a piedi o in bicicletta ed evitate le scuole vicine a strade ad alta percorrenza e alle industrie.
  7. I bambini inalano anche le emissioni dell’automobile di famiglia. È importante sapere che le concentrazioni degli inquinanti all’interno dell’auto sono maggiori di quelle esterne: chi usa i veicoli a motore respira una parte dei propri scarichi.
  8. Smettete di fumare se avete un figlio, se non ci riuscite diminuite il numero di sigarette, visto che per alcuni effetti negativi del fumo, come il basso peso alla nascita o alcuni problemi respiratori come broncospasmo e asma, esiste un effetto dose-risposta: aumentando il numero di sigarette aumenta il rischio. Se non riuscite a smettere di fumare, partecipate a gruppi di sostegno o aderite a interventi specializzati che vi supportino in questo percorso.
  9. Non fumare in presenza del bambino e chiedete agli altri di non farlo. È importante non esporre mai il bambino al fumo passivo, mantenendolo ad una minima “distanza di sicurezza” da chi fuma di almeno alcuni metri.
  10. Evitate ai bambini il fumo di terza mano, cioè non fateli soggiornare dove si è fumato. I figli di fumatori sono più esposti a malattie anche se i genitori non fumano in loro presenza perché i residui tossici si depositano su vestiti, tende, tappeti, mobili, oggetti, oltre che sulla pelle e sui capelli dei fumatori.
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