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martedì, 18 Giugno 2024
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“Antifascismo” non è una parolaccia

Come sta la nostra Repubblica? di salute intendo. Va bene che siamo un giornale locale, e dovremmo interessarci del nostro Municipio, ma non viviamo sulla Luna e certe cose dovrebbero interessarci comunque. Quindi, ripeto, come sta di salute la nostra Repubblica che quest’anno festeggia settantotto anni? Diciamo che, per l’età che ha, dovrebbe passarsela molto meglio. 

Forse è solo un’impressione, ma al di là dei discorsi istituzionali non sembra in buona salute. Sono davvero rimasti in pochi a onorarla col loro comportamento, penso a Mattarella, ma, allo stesso tempo, penso anche alle più alte cariche dello stato, che invece spesso non sono degne di rappresentarla moralmente, politicamente e intellettualmente.

Non parliamo delle varie coalizioni politiche, a cui non sembra interessare assolutamente niente dei problemi reali del Paese (occupazione, sanità, sicurezza, diritti) per le quali i “giochi” della politica si riducono alla spartizione di qualsiasi cosa sia spartibile: ministeri, presidenze, vicepresidenze, segretariati, sottosegretariati, fino all’ultima poltrona o, male che vada, sedia da usciere disponibile.

Ciò che fa più male di questo mercimonio è il risultato che ne consegue, ovvero la totale disaffezione verso la politica e tutto ciò che rappresenta, o che dovrebbe rappresentare, agli occhi di qualsiasi cittadino onesto.

Le percentuali dei non votanti di questi ultimi anni sono allarmanti e disarmanti, specialmente tra i giovani, ma non solo. La nostra Repubblica viene ormai percepita come debole, il parlamento in preda a lobbisti e pressioni economiche (inutile citare i casi di balneari e tassisti) e fa passare il messaggio che “tanto è inutile votare, fanno comunque quello che gli pare”. 

Secondo una ricerca del Centro Studi Pio La Torre rivolta agli stu­denti delle scuole di secondo grado di tutta Italia, il 20,6% degli interpellati risponde in modo positivo alla domanda se la mafia possa essere sconfitta, mentre il 49,8% ritiene di no. Inoltre uno studente su tre dichiara di non avere un’opinione precisa in merito. In sostanza, solo uno studente su cinque pensa che la mafia possa essere definitivamente debellata. (fonte ANSA).

Il sospetto è che questo modo di pensare lasci campo libero a quelle forze reazionarie che – ormai è sotto gli occhi di tutti – tendono verso uno Stato sempre più autoritario, sentendosi investite di un potere che gli è stato attribuito da una minoranza di cittadini rispetto a quello che è il corpo elettorale. Un pericolo da non sottovalutare, in un’e­poca di revisionismi e memorie troppo corte – ormai è un miracolo che qualcuno conosca ciò che è accaduto in Italia non cento anni fa, ma nemmeno venti, o trenta, o quarant’anni addietro.

Quindi scomoderò ancora l’amatissimo presidente Pertini, affinché sia chiaro cos’è stato e cos’è ancora il fascismo e perché è un pericolo che non va sottovalutato.

In uno stralcio di intervista caricata su YouTube, alla domanda dell’intervistatore se rispettasse anche la fede politica dei fascisti, Pertini rispose: No! Questa la combatto con altro animo. Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica. Sembra assurdo quello che dico ma è così. Il fascismo a mio avviso è l’antitesi delle fedi politiche, il fascismo è in contrasto con le vere fedi politiche. Non si può parlare di fede politica parlando del fascismo, perché il fascismo opprimeva tutti coloro che non la pensavano come lui. Chi non era fascista era oppresso, quindi non si può parlare di vera fede politica, chi opprime le fedi altrui. Io combatto, ma sul terreno democratico.

(www.youtube.com/watch?v=TP_2w2oencM)

E almeno su questo, spero ci si trovi tutti pienamente d’accordo.