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Sintesi per punti di un incontro sul tema del doposcuola in via Oxilia

di Pietro Scardillo

25/30 ragazzi scuola media (2 pomeriggi settimanali di 1,5 ora per volta); 30/40 scuola elementare (1 pomeriggio alla settimana di 2 ore). Numeri condizionati dallo spazio, dalla visibilità dell’attività, dal numero dei volontari. Richieste superiori alle disponibilità: cerchiamo di non dire NO a nessuno.

Ragazzi doposcuola elementari sono tutti stranieri (nordafricani, asiatici, filippini, alcuni sudamericani); quelli delle medie gli italiani sono una piccola minoranza.

Gli operatori sono prevalentemente pensionati (ex insegnanti e non), ai quali si aggiungono 4 giovani studenti delle scuole superiori e 4 universitari. Questi ultimi riescono meglio degli anziani a stabilire un rapporto positivo con i ragazzi e spesso diventano dei punti di riferimento anche sul piano personale. Quando tutti gli operatori sono presenti, il rapporto è di 1 con 3/4 ragazzi, purtroppo per le assenze ci sono stati casi sfortunati di 4 volontari per 30 ragazzi, in cui la situazione è pressocchè ingestibile.

Siamo nella rete del Progetto interparrocchiale di Città Nuova, da cui siamo coordinati, ma collaboriamo anche con la Onlus “La lanterna” di Affori, che ci aiuta per il fundraising (raccolta fondi), per la formazione degli operatori, per definire meglio una struttura organizzativa funzionale all’attività del doposcuola.

L’attività del doposcuola è subordinata al consenso discrezionale del Parroco, che, in caso di trasferimenti, con il nuovo arrivato potrebbe essere anche sospesa. Il Decanato di zona 2 (siglato come Decanato di Turro) comprende 12 parrocchie, ma solo 5 organizzano al momento i doposcuola.

Il finanziamento del doposcuola è subordinato alla vincita degli specifici bandi comunali, all’autofinanziamento (le famiglie devono pagare 50 euro all’anno), ad eventuali entrate di raccolta fondi (lotterie, festicciole, contributi individuali, ecc.). Se mancano i fondi il doposcuola viene sospeso.

Pur essendo l’obiettivo primario il sostegno scolastico, in realtà l’attività deve fare i conti con la drammaticità del disagio dei ragazzi nell’ambito familiare: genitori assenti o che non conoscono la lingua italiana, mancanza di sufficiente cibo, mancanza di materiale scolastico (libri e quaderni compresi), irritabilità e conseguenti atteggiamenti di intemperanza degli stessi ragazzi, ecc.

Tuttavia l’iniziativa del doposcuola va perseguita con tenacia allargando il numero dei volontari.

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