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Russo Dorotea dirigente scuola Calvino ok

a cura di Giovanna Carollo

Le attività pomeridiane organizzate dalla parrocchia grazie al volontariato sono rivolte a famiglie di ogni provenienza etnica e religiosa. Anche per questo motivo sono molto apprezzate dalla scuola: docenti e famiglie ne riconoscono l’alto valore educativo ed inclusivo.

È quanto ci spiega Dorotea M. Russo, dirigente dell’Ics di Precotto che comprende scuole dell’infanzia, primarie e secondaria, per un totale di circa 1.200 ragazzi.

“Nel nostro quartiere esistono crescenti sinergie tra l’Istituto e la Parrocchia di San Michele Arcangelo, dove è attivo un ottimo doposcuola con il quale teniamo i contatti attraverso il viceparroco Don Andrea Plumari, che è un docente della scuola media, e la coordinatrice della rete “Città Nuova” dott.ssa Alessandra Bongiana, che è anche genitore della scuola e partecipa regolarmente alle riunioni del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione. La normativa più recente impone alle Dirigenze scolastiche di cercare collaborazioni tra gli enti del terzo settore e di stringere reti con tutti i soggetti, che possono contribuire ad assicurare il successo formativo delle giovani generazioni. Il nostro Istituto ha attivato una Funzione Strumentale dedicata proprio al supporto delle situazioni di svantaggio socio-culturale e l’insegnante Francesca Lombardo, che ricopre da tre anni ormai tale ruolo, si impegna molto nella cura dei rapporti con le famiglie svantaggiate, che per lo più sono di cittadinanza non italiana. Segue gli inserimenti scolastici degli allievi neo arrivati in Italia e cura Progetti per l’apprendimento della Lingua Italiana e non solo. Lavoriamo insieme anche ad alcuni Progetti di intercultura, aiutate da altri insegnanti e dagli stessi genitori, in particolare dall’Associazione GenitoriAttivi.

Riguardo ai benefici del servizio doposcuola, posso dire che ormai i docenti di primaria e secondaria segnalano regolarmente i casi di alunni in difficoltà per ragioni socio-culturali ed una volta che gli stessi siano stati indirizzati allo “spazio compiti” e lo frequentino regolarmente, dei miglioramenti si notano sempre. Intanto, migliora il rapporto scuola-famiglia, perché in qualche modo i volontari della parrocchia riescono ad acquisire alcune informazioni utili per approfondire la conoscenza delle singole situazioni di disagio e possono comunicarle in modo riservato alla scuola. Tale conoscenza permette di comprendere meglio gli alunni e di avvicinare con discrezione la famiglia. Inoltre, si allarga la rete di conoscenze della famiglia e dei ragazzi, quindi l’inserimento nel tessuto sociale del quartiere è agevolato. I genitori, contattati per indirizzare i propri ragazzi allo “spazio compiti” di Città Nuova, accolgono con favore la proposta e quasi sempre li iscrivono subito, poiché questo servizio li solleva dalla preoccupazione di sapere i propri ragazzi da soli a casa. Gli alunni dal canto loro vanno volentieri allo “spazio compiti” presso la parrocchia, perché trovano, oltre al supporto nei compiti, anche occasione di stare in compagnia, svagarsi, aiutarsi tra loro. E senza alcun riferimento alla religione”.

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