colazioni di quartiere

di Ambrogio Colombo

La comunità di Nolo (Nord Loreto) nasce come “social street”, ovvero gruppo di vicini di casa che si organizzano per scambiarsi piccoli servizi e fare insieme attività di ogni tipo, grazie allo strumento di Internet. L’obiettivo è socializzare, fare nuove amicizie e vedersi dal vivo, tentando di ricreare nella grande città la vita comunitaria di un piccolo borgo. Sembrerebbe molto difficile, ma a quanto pare funziona: è un fenomeno cresciuto spontaneamente intorno a piccoli eventi, che si sono consolidati fino a diventare un vero e proprio rito. Un esempio sono le “colazioni di quartiere”, che sono diventate in pochi mesi un’abitudine per i “nolers” (così amano chiamarsi tra loro gli amici che si riconoscono in questa singolare comunità). Succede che due ragazze, che abitano al pianterreno di una casa che si affaccia su una delle viuzze intorno a Via Venini, una mattina decidono di mettere in strada un tavolino e fare colazione lì, anziché in casa. Mettendo poi le foto della colazione su Facebook , in modo da diffonderle tra i sempre più numerosi aderenti al social street. L’idea piace. Spontaneamente, il sabato successivo arrivano alla spicciolata nuovi partecipanti, ognuno con qualcosa: chi porta un thermos di caffè, chi una torta fatta in casa, qualcuno qualcosa di salato. Persone, che fino a quel momento si erano scambiate messaggi e commenti in rete, cominciano a conoscersi di persona. Ogni sabato cresce il numero di partecipanti e la varietà di cibi e bevande; persino i residenti, dopo qualche diffidenza iniziale, hanno incominciato a partecipare alle colazioni. Presto la strada iniziale non basta più, si cercano e si sperimentano nuovi siti: il Parco Trotter, l’Orto Condiviso di via Esterle, la nuova Piazzetta degli Artisti, anche qualche spazio al chiuso per le giornate di pioggia. Le colazioni, ormai diventate “brunch”, cambiano un po’ aspetto: non solo momenti di semplice ritrovo conviviale, non solo occasioni di nuove amicizie, ma anche momenti di impegno sociale per migliorare la vita nel quartiere. E quindi si organizzano colazioni in luoghi considerati “degradati”, come i giardinetti di via Mosso o quelli di via dei Transiti: organizzando momenti di pulizia ad opera di volontari e mostrando come talvolta basti poco per combattere il cosiddetto “degrado”. Può essere un’attività anche divertente, se lo si fa insieme. Le colazioni diventano anche l’occasione per organizzare attività di solidarietà nei confronti dei profughi alloggiati in condizioni di grande sovraffollamento nel vicino Hub di Via Sammartini: si organizza ad esempio la raccolta di indumenti e generi di prima necessità oppure si devolvono alle associazioni, che gestiscono l’Hub, i proventi di piccole attività promozionali. Per come sono andate le cose fino ad oggi, la creatività dei “nolers” troverà il modo di continuare quella che è ormai una tradizione, diventata il tratto distintivo di una comunità informale di persone di tutte le età, di tutte le professioni, di tutte le provenienze. Una comunità originale: forse un fenomeno isolato, ma forse anche un modello ancora embrionale di un modo diverso di vivere nelle città.