Deleidi Chiara

di Chiara Deleidi

Partiamo da un fatto: dal 2016 non siamo più Zona 2, siamo diventati Municipio 2. Dal 5 Giugno abbiamo non solo un Consiglio di Municipio ma anche, per la prima volta, una giunta. La giunta è composta da presidente di Municipio, due assessori che sono anche consiglieri ed un assessore non eletto, nominato dal presidente. Il suo compito è quello di deliberare, snellendo ed ottimizzando il lavoro del Consiglio. Purtroppo nel nostro caso la parola chiave è proprio “snellendo”: dal 5 agosto al 22 dicembre il numero di delibere della nostra giunta è appena 41. Nel corso dello scorso mandato, i numeri erano ben diversi. Ma ragioniamo pure esclusivamente in termini di Municipi. Giusto per dare un’idea, l’albo pretorio del Municipio 7 vanta 138 delibere di giunta, quello del municipio 4 107: non farò l’elenco, basta sapere che la giunta del nostro municipio è quella che ha deliberato meno di tutte. Certo si potrebbe obiettare che non conta solo la quantità, ma che i contenuti sono altrettanto importanti. Verissimo. Sfogliando le delibere del municipio 2 troviamo: 8 prese d’atto di richieste di iscrizione all’albo delle associazioni (prese d’atto); 10 proposte di concessione di contributi; 3 concessioni di contributi e 2 patrocini; 7 delibere, diciamo tecniche, obbligatorie per tutti i municipi. Per il resto parliamo della posa di due panchine, di tre pareri sull’istallazione temporanea di trampolini e similari, di una delibera avente titolo “Mercatini Natalizi 2016/2017”, che non ha avuto seguito ed una manciata di questioni simili.

Una delle delibere non annoverata tra le precedenti però, ammetto, mi ha colpita particolarmente per il suo contenuto: la delibera N°18, nella quale si invita la cittadinanza a segnalare la presenza di quelli che ritengono essere luoghi di culto irregolari. La questione dei luoghi di culto è da anni dibattuta, soprattutto nella nostra città, che per la sua natura di metropoli è e sta diventando sempre più multietnica. Questo è un dato di fatto, come lo è anche che non si sia purtroppo data risposta alle richieste delle minoranze religiose di avere un luogo dove professare liberamente la propria fede. Queste richieste non devono essere accolte per bontà e etica (seppure già queste due sarebbero per me motivazioni sufficienti), ma devono essere accolte perché parliamo di un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, con l’articolo 19: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.” Non dimentichiamocela la nostra costituzione!

Abbiamo iniziato il 2017 con il rifiuto di presidente e giunta a partecipare alla storica commemorazione per la Giornata della Memoria al Parco Nord, nonostante l’invito dell’amministrazione di Sesto San Giovanni. Si tratta di segnali e scelte preoccupanti, al di là dell’orientamento politico di ognuno di noi.

Insomma, un inizio poco promettente per il nostro Municipio.da una parte sono un Consigliere ben consapevole della responsabilità politica che ho verso il mio elettorato, dall’altra come Presidente del Consiglio devo garantire i diritti di tutti i miei colleghi, a volte eccessivamente divisi tra loro. Esco molto provato da ogni seduta, perché a volte vorrei intervenire mettendoci l’anima, spesso invece mi tocca farlo per calmare quelle dei consiglieri. Ma mi piace questo lavoro, mi sto impegnando molto e imparerò ogni giorno di più. La Politica è cosa seria per carità, ma bisogna fare molta attenzione nel non farsi rapire dalle schermaglie partitiche e a volte dimenticarsi l’appartenenza ad una o all’altra fazione e collaborare con il buonsenso, lo stesso buonsenso che ha portato tanti elettori a riporre fiducia in noi tutti: molte delle tematiche che trattiamo, non hanno colore. Spesso i cittadini ci chiedono le stesse cose e siamo noi a politicizzarle, sbagliando. Questa zona merita più verde, più sicurezza, più cultura, più divertimenti e dobbiamo esser unitamente convinti che la buona parte di tutti questi progetti sono figli di una stessa necessità, quella di lasciare al termine di questa esperienza un posto migliore di quello che abbiamo trovato. Sono orgogliosamente il presidente di tutti anche se i primi tempi sono stati difficili, ho subìto molto il fatto che la maggioranza che mi ha sostenuto fosse stata bipartisan, ma al tempo stesso non ero la figura prescelta dai partiti di governo a ricoprire questo ruolo.
Gli attacchi venivano quindi da una parte e dall’altra, non facile per un principiante, ma mi hanno stimolato per capire che l’unico modo per sopravvivere era quello di esser bravo, di farmi trovare preparato e disponibile con tutti. Oggi il clima è molto migliorato, stimo e rispetto molto i miei colleghi e stiamo tutti lavorando sodo.

Concedetemi una critica alla sinistra, altrimenti mi accusano di non essere abbastanza di parte: non siamo più Zone ma Municipi, abbiamo grandi responsabilità politiche, ma purtroppo il Comune centrale e la Città Metropolitana, nonostante le promesse del 2011, non ci hanno ancora fornito deleghe opportune per far fronte alle tante richieste dei cittadini. Noi siamo i più vicini alla gente, siamo quei 30 di cui si conoscono indirizzo di casa e cellulare, ma la sensazione è che a Palazzo Marino “usino” tutti noi per tamponare una cittadinanza sempre più sfiduciata e provata senza concederci i mezzi per aiutarla.