Sorrentino Carlo

di Carlo Sorrentino, Presidente del Consiglio di Municipio 2 di Milano

Per prima cosa ringrazio Noi Zona 2 per l’ottimo lavoro che state facendo nei nostri quartieri e l’opportunità che date alle piccole realtà politiche, e non, del nostro Municipio.

Il ruolo che ricopro è particolare, perché se da una parte sono un Consigliere ben consapevole della responsabilità politica che ho verso il mio elettorato, dall’altra come Presidente del Consiglio devo garantire i diritti di tutti i miei colleghi, a volte eccessivamente divisi tra loro. Esco molto provato da ogni seduta, perché a volte vorrei intervenire mettendoci l’anima, spesso invece mi tocca farlo per calmare quelle dei consiglieri. Ma mi piace questo lavoro, mi sto impegnando molto e imparerò ogni giorno di più. La Politica è cosa seria per carità, ma bisogna fare molta attenzione nel non farsi rapire dalle schermaglie partitiche e a volte dimenticarsi l’appartenenza ad una o all’altra fazione e collaborare con il buonsenso, lo stesso buonsenso che ha portato tanti elettori a riporre fiducia in noi tutti: molte delle tematiche che trattiamo, non hanno colore. Spesso i cittadini ci chiedono le stesse cose e siamo noi a politicizzarle, sbagliando. Questa zona merita più verde, più sicurezza, più cultura, più divertimenti e dobbiamo esser unitamente convinti che la buona parte di tutti questi progetti sono figli di una stessa necessità, quella di lasciare al termine di questa esperienza un posto migliore di quello che abbiamo trovato. Sono orgogliosamente il presidente di tutti anche se i primi tempi sono stati difficili, ho subìto molto il fatto che la maggioranza che mi ha sostenuto fosse stata bipartisan, ma al tempo stesso non ero la figura prescelta dai partiti di governo a ricoprire questo ruolo.
Gli attacchi venivano quindi da una parte e dall’altra, non facile per un principiante, ma mi hanno stimolato per capire che l’unico modo per sopravvivere era quello di esser bravo, di farmi trovare preparato e disponibile con tutti. Oggi il clima è molto migliorato, stimo e rispetto molto i miei colleghi e stiamo tutti lavorando sodo.

Concedetemi una critica alla sinistra, altrimenti mi accusano di non essere abbastanza di parte: non siamo più Zone ma Municipi, abbiamo grandi responsabilità politiche, ma purtroppo il Comune centrale e la Città Metropolitana, nonostante le promesse del 2011, non ci hanno ancora fornito deleghe opportune per far fronte alle tante richieste dei cittadini. Noi siamo i più vicini alla gente, siamo quei 30 di cui si conoscono indirizzo di casa e cellulare, ma la sensazione è che a Palazzo Marino “usino” tutti noi per tamponare una cittadinanza sempre più sfiduciata e provata senza concederci i mezzi per aiutarla.