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A cura di Andrea Pistorio.

“Cos’è tutto questo casino? Dicci cosa sta succedendo” chiedevano i discepoli in fermento al Gesù interpretato da Ted Neeley in Jesus Christ Superstar. Musical leggendario che un chitarrista come Valerio Scrignoli conosce molto bene e a cui ha da poco dedicato un lavoro, Superstar, che verrà pubblicato da Musicamorfosi nel 2018.

Spinto dalla curiosità sono saltato in sella alla bicicletta e l’ho raggiunto a casa sua, una bellissima villetta lungo la Martesana, per farmi raccontare cosa sta succedendo.

Hai iniziato a suonare da autodidatta giusto?

Ho iniziato a suonare la chitarra a 12 anni, nel 1972. In quel periodo non c'erano molti libri e materiali così, giorno per giorno, imparavo gli accordi e le melodie da un amico che, a sua volta, le chiedeva al cugino che già sapeva suonare.

I tuoi erano contenti del fatto che volessi fare il musicista?

Non proprio… anche se a casa si ascoltava parecchia musica. Mio padre ascoltava Jazz e musica classica e mia sorella ascoltava rock e pop. Ma, come era ovvio in quei tempi, il sogno dei miei genitori era il “posto fisso”. La mia mediazione è stata questa: ho imparato a suonare e ad amare la musica senza farne, fino a 40 anni, un vero e proprio lavoro. Poi quando ho perso quello che era il mio lavoro stabile (ero un disegnatore tecnico) ho deciso di tirar fuori quello che sapevo fare e che avevo custodito nel cassetto dei sogni. Ora i miei sono contenti di quello che faccio perché mi vedono sereno, ma pensano anche che i migliori sono quelli che si esibiscono in TV.

I Led Zeppelin, gli Area, Jesus Christ Superstar. A quale lavoro sei più affezionato?

Direi a Maledetti il disco uscito quest'anno in duo con il chitarrista Enrico Merlin, dedicato alla musica degli Area (edito da Musicamorfosi). Gli Area per me restano il più grande gruppo di jazz elettrico in Europa, come minimo. Dal festival pop del Parco Lambro, dove andai accompagnato da mio padre, non ho mai smesso di seguirli ed ancora oggi li seguo. Io e Merlin siamo anche stati invitati a suonare sul palco per l’Omaggio a Stratos che si è tenuto a giugno a Milano. Salire sullo stesso palco degli Area, Finardi, Ricky Gianco, Mauro Pagani, Fabio Treves e ricevere i loro complimenti è stato un bellissimo momento.

Andrebbe citato anche il disco del 2005 Changing Trane.

E' il mio primo disco e ne sono molto orgoglioso. Ebbe un grande successo di pubblico e di critica permettendoci di partecipare a molti festival jazz italiani ed europei (Festival jazz di Varese edizione 2005, Ah-Um jazz festival 2005, Pomigliano jazz festival 2006, Teano jazz Festival 2006, Clusone jazz festival 2006, Pievi Nella Campagna Jazz Festival 2006, Prishtina jazz festival 2006 ecc.). Devo ricordare i componenti del trio, Giulio Martino (sax) e Alfredo Laviano (batteria e percussioni). Abbiamo appena pubblicato un nuovo cd “Pannonica” di cui siamo tutti e tre molto soddisfatti a conferma che il nostro interplay funziona sempre meglio.

Prossimi dischi e concerti in arrivo?

Nel 2018 uscirà finalmente Superstar; il disco in solo dedicato al Jesus Christ Superstar di Webber, pubblicato da Musicamorfosi. E’ stata una bella fatica ma sono molto soddisfatto del risultato. Vedremo se sarà ben accolto! Sempre nel 2018 vedrà la luce un disco a cui tengo molto “Connection Lines” in duo con il mio caro amico flautista Carlo Nicita.

Per quanto riguarda i concerti, il più vicino si terrà il 26 novembre 2017, con Giulio Martino e Alfredo Laviano presenteremo “Pannonica” alla Libreria Cardano di Pavia.

 

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