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informatica al carcere di Bollate

La testimonianza di Lorenzo Lento docente di informatica di Universo Cooperativa Sociale che opera dentro il carcere di Bollate

Le aule di informatica di questa enorme fortezza di ferro e cemento di Bollate sono piene di studenti: ad oggi sono iscritti in 29 di cui oltre il 60% stranieri; la maggior parte di loro non arriva alla licenza media. Molti altri sono in "lista di attesa" per poter accedere ad uno dei percorsi formativi. Quelli che frequentano i corsi avanzati, sono seriamente motivati e decisi a raggiungere le mete previste: vogliono seguire l'esempio di loro colleghi ormai famosi qui dentro come Luigi e Abdel che, oltre ad avercela fatta nello studio, hanno un mestiere e soprattutto un lavoro di altissimo livello nel campo delle reti e della security oltre che della virtualizzazione. Preziose sono state le donazioni di 20 personal computer da parte di Cisco e di Confprofessioni Lombardia,  che hanno ridato linfa vitale ed energia,  rimettendo in piedi le aule perfettamente funzionanti: attrezzature indispensabili per dare modo a chi ha voglia di fare, durante i suoi anni di  detenzione, un serio e proficuo investimento per il futuro. E non sono parole ... in quest'ultimo periodo, M., medico ergastolano, fra i più bravi e preparati del corso ed in attesa di ricevere (nel 2017) un permesso per uscire sotto scorta per andare a sostenere l'esame di certificazione avanzata, pur di mantenersi in allenamento con gli argomenti studiati, ha chiesto il permesso di potersi calare nei panni di docente: un lavoro che non gli invidio viste le persone che si trova di fronte!

L., carabiniere, ergastolano, è entrato in aula da pochi mesi ma ha già superato i suoi colleghi tanto da essere uno dei gestori dei server dell’aula: corre veloce, anche lui ha una tenacia e soprattutto una forza di volontà fuori dal comune, non solo per lo studio, ma anche per la sua storia: è un ex carabiniere che siede nei banchi con personaggi di ogni tipo ... e che un tempo, probabilmente, arrestava!  Qui a Bollate succede anche questo. 

G.,killer seriale, anche lui ergastolano... è un omone alto e corpulento, molto taciturno; in aula sta sempre in disparte ...  non sorride mai...  ha iniziato il corso da alcuni mesi: studia con attenzione e serietà e durante le ore in cui io insegno si mette ai primi banchi .... serissimo e attentissimo, fa sempre domande sensate e attinenti (cosa non sempre scontata qui dentro!) Anche lui ha il mito di arrivare alle certificazioni pur sapendo perfettamente e lucidamene di essere “un sepolto vivo”, vista la sua storia.  

Questi uomini, segnati da un “fine pena, mai”, qui hanno trovato veramente la speranza, l'entusiasmo e la voglia di fare: io trovo questo incredibilmente coraggioso. Noi al loro posto non so come reagiremmo.

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