Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala

di Beppe Sala, Sindaco di Milano

Lo avevamo promesso, lo stiamo facendo. Il tema della rigenerazione urbana, della qualità dello spazio pubblico e della vivibilità dei quartieri è al centro dell’attenzione della mia Giunta. A testimoniarlo sono sia le nostre prime scelte che le nostre azioni.

In campagna elettorale ho spesso ripetuto che periferie, lavoro, internazionalizzazione, ambiente ed attenzione al sociale sarebbero state le mie ossessioni. Considero questi temi come fortemente collegati tra loro. Solo facendo leva su questi cinque pilastri, contemporaneamente, saremo in grado di coinvolgere tutta la città di Milano percorsi di crescita e sviluppo.

È questo approccio integrato che stiamo adottando nei primi mesi del nostro mandato. Lo testimoniano i provvedimenti approvati in due importanti riunioni di Giunta, significativamente organizzate al Giambellino e nel quartiere Adriano.

In questi incontri abbiamo avuto l’occasione di interloquire con in nuovi Presidenti di Municipio, confrontandoci con loro su urgenze e necessità dei loro territori. Allo stesso tempo, abbiamo varato interventi concreti sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica e della qualità nella vita delle periferie.

Non ci siamo limitati a ribadire obiettivi importanti, come quello di arrivare, nell’arco di due anni, a non vedere più case popolari sfitte ed in stato non decoroso. Abbiamo recuperato, grazie ad una attenta analisi dei conti, le risorse necessarie ad avviare un piano straordinario di intervento elaborato da Metropolitane Milanesi, che gestisce per conto del Comune il nostro patrimonio di edilizia pubblica. Si tratta di un piano di investimenti da oltre 130 milioni di euro, la cui implementazione monitoreremo costantemente per mettere fine ad una situazione che non è più tollerabile.

Gestire le situazioni di emergenza è però solo il primo passo per iniziare a pianificare operazioni di più ampio respiro in grado di cambiare il volto della nostra città. Le risorse destinate al quartiere Adriano, testimoniano la volontà di andare in questa direzione. In questo caso, al completamento di opere di intervento rimaste incompiute (piazze, giardini) si affiancano un importante intervento sulla mobilità (prolungamento metrotranvia 7) e la riqualificazione di edifici da dedicare ad educazione e socialità.

Adotteremo questo stesso metro di giudizio in tutte le zone della città, dedicando ai quartieri milanesi la stessa attenzione che vi abbiamo dedicato nel corso della campagna elettorale. La partita degli Scali Ferroviari e la gestione dell’Area Expo saranno due terreni di prova importanti per chiarire ancor meglio le nostre intenzioni: a questa città servono più verde e più spazio pubblico.

Con una consapevolezza: sappiamo che gli interventi infrastrutturali sono solo il pre-requisito per lavorare poi sull’attrattività e la qualità della vita in tutti i quartieri milanesi. Il passo successivo è infatti quello di generare o favorire in ogni zona la nascita di realtà produttive, commerciali e culturali che siano attrattive per l’intera città. Il caso di Fondazione Prada è un esempio che vorremmo non restasse isolato. Intendiamo spingere ancora di più su questi tasti, sia mettendo a disposizione spazi inutilizzati di proprietà del Comune, sia agevolando gli investimenti di operatori privati.

Per questo motivo sin dalle prime riunioni con la Giunta ho condiviso con tutti gli Assessori alcuni obiettivi importanti: dobbiamo mettere il Comune nelle condizioni di sostenere e moltiplicare quegli spazi e quelle iniziative che contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle persone. Dall’uso delle scuole durante il pomeriggio e la sera per attività culturali e sociali, fino a forme di incentivazione per generare sviluppo economico e per chi contribuisce a prendersi cura della cosa pubblica e delle emergenze sociali che si registrano in città.

Non sempre saremo in grado di sostenere direttamente questi sforzi, ma certamente siamo in grado di rendere la macchina amministrativa più semplice e veloce. Un alleato al servizio di chi lavora per il bene della città. È questo il messaggio che cerco di far passare sia nel corso delle mie prime missioni all’estero che nelle interlocuzioni con il Governo e la Regione Lombardia.

La nostra città ha tutte le carte in regola per guidare la ripresa di tutto il Paese. Dobbiamo però avere il coraggio di affrontare con pragmatismo e senza false divisioni le criticità che ci si presentano davanti. Su questioni come sicurezza, gestione dei flussi migratori e contrasto alla povertà non possiamo più attendere. Servono risposte concrete.

Ed è questo il mio principale impegno nei confronti di Milano.